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Disinvestimento

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'operazione con cui un investitore vende i propri prodotti finanziari (azioni, fondi, ecc.) per riottenere il capitale in forma liquida (denaro).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Dovere di informazione della banca: risarciti i rischi taciuti
Un investitore privo di esperienza acquistava prodotti finanziari ad alto rischio proposti da un istituto di credito, subendo gravi perdite patrimoniali. Gli eredi del risparmiatore citavano in giudizio la banca per violazione degli obblighi informativi. La Corte d'Appello condannava l'istituto al risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso della banca. I giudici hanno ribadito che il dovere di informazione della banca non si esaurisce nella generica comunicazione del rischio di perdita del capitale. L'intermediario deve valutare l'adeguatezza dell'investimento rispetto al profilo del cliente e dimostrare di aver fornito informazioni dettagliate. La liquidazione anticipata dei titoli da parte del risparmiatore per evitare ulteriori perdite non costituisce concorso di colpa. La banca è stata condannata a risarcire oltre 228.000 euro.
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Accertamento sintetico: basta la disponibilità dei fondi, non l’uso
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a Il Contribuente un avviso di accertamento sintetico, contestando un reddito molto superiore a quello dichiarato sulla base di spese per auto, canoni e acquisti immobiliari. Il Contribuente ha eccepito di possedere somme ingenti derivanti dalla vendita di immobili. La CTR ha rigettato l'appello ritenendo che Il Contribuente dovesse dimostrare l'effettivo impiego di tali somme per coprire le spese contestate. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di Il Contribuente, stabilendo che non è necessario dimostrare la specifica destinazione dei fondi, ma basta provare, tramite documenti come gli estratti conto, la disponibilità e la durata del possesso di tali somme non tassabili. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Accertamento sintetico del reddito: basta la prova dei fondi
L'Amministrazione Finanziaria ha rettificato il reddito di un professionista tramite accertamento sintetico del reddito, basandosi su spese per acquisti immobiliari e polizze. Il contribuente ha dimostrato di possedere la provvista finanziaria grazie a precedenti disinvestimenti per 238.000 euro. L'ufficio pretendeva la prova del preciso collegamento tra il denaro disinvestito e i singoli acquisti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del fisco, confermando che per vincere la presunzione dell'ufficio basta dimostrare la disponibilità e l'entità di redditi esenti o già tassati, senza l'obbligo di provarne lo specifico reimpiego. Entrambi i ricorsi sono stati respinti con compensazione delle spese.
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Nullità ordine di disinvestimento: la Banca vince, cliente perde
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di richiesta di risarcimento danni da parte di alcuni investitori contro una banca. Gli investitori lamentavano la mancata esecuzione di ordini di vendita di prodotti finanziari. La Corte ha stabilito la nullità dell'ordine di disinvestimento perché non rispettava la forma scritta prevista dal contratto quadro. Secondo i giudici, quando le parti concordano una forma specifica per le operazioni, il suo mancato rispetto causa la nullità assoluta dell'atto. Questa invalidità può essere fatta valere non solo dal cliente, ma anche dalla banca. Di conseguenza, la richiesta di risarcimento degli investitori è stata respinta, confermando la vittoria della banca.
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Redditometro: Disinvestimenti contro Fisco, la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene sul calcolo dell'accertamento sintetico da redditometro. Un contribuente aveva giustificato le sue elevate spese, inclusi investimenti in società e l'uso di imbarcazioni, con i proventi di alcuni disinvestimenti. I giudici di merito avevano sottratto queste somme direttamente dal reddito ricalcolato dal Fisco. La Cassazione ha corretto questo errore, dando ragione all'Agenzia delle Entrate. Ha stabilito che i disinvestimenti servono a giustificare la copertura delle spese per incrementi patrimoniali, ma non possono essere detratti dal reddito complessivo determinato sinteticamente. La prova del disinvestimento dimostra la fonte del denaro, non riduce il reddito accertato.
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Accertamento Redditometro: vince il contribuente con soldi di fine anno
Un contribuente subisce un accertamento sintetico redditometro perché le sue spese superano il reddito dichiarato. Egli si difende provando di aver coperto le spese con la somma ottenuta da un disinvestimento effettuato a ottobre. L'Agenzia delle Entrate contesta questa difesa, sostenendo che il denaro ricevuto a fine anno non può giustificare le spese dei mesi precedenti. La Corte di Cassazione dà ragione al contribuente. Stabilisce che, per l'accertamento sintetico, conta la disponibilità economica complessiva nell'arco dell'intero anno d'imposta, non il singolo mese in cui la somma è stata incassata. Il ricorso del Fisco viene quindi respinto.
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