La Corte di Cassazione, con la sentenza 41219/2024, ha respinto il ricorso di un imputato condannato per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il punto centrale della decisione riguarda la non applicabilità della continuazione tra reati quando il delitto commesso, seppur da un affiliato, risulta spontaneo e non parte di un programma criminoso predeterminato del clan. La Corte ha confermato che l'estemporaneità di un'azione, nata da circostanze occasionali, interrompe il nesso del 'medesimo disegno criminoso' necessario per applicare l'istituto.
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