La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33323/2024, ha rigettato il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra due reati di spaccio. La Corte ha stabilito che per configurare un unico disegno criminoso non basta la vicinanza temporale o la somiglianza dei reati, ma è necessaria la prova di una programmazione unitaria iniziale. La semplice abitualità a delinquere, caratterizzata da diverse modalità e tipologie di sostanze, esclude il beneficio.
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