LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Disapplicazione Della Norma

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'atto con cui un giudice decide di non applicare una legge nazionale perché la considera in contrasto con una fonte di diritto superiore, come la Costituzione o il diritto dell'Unione Europea.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Diritto di Prelazione Farmacie: Scontro UE-Italia in Gara Pubblica
Il Comune di Albenga ha aggiudicato una farmacia comunale a due farmaciste dipendenti, riconoscendo loro un diritto di prelazione. Un'altra farmacista ha impugnato l'aggiudicazione. Il Consiglio di Stato ha annullato l'aggiudicazione, disapplicando la norma nazionale sul diritto di prelazione farmacie incondizionato, ritenendola incompatibile con l'Art. 49 TFUE (libera circolazione) secondo la Corte di Giustizia UE. Le farmaciste aggiudicatarie hanno proposto ricorso in Cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, ribadendo che le contestazioni riguardavano errori di giudizio del giudice amministrativo, non motivi di giurisdizione. Le sentenze della Corte di Giustizia hanno efficacia retroattiva ed erga omnes.
Continua »
Ricostruzione della carriera docenti: stop ai tagli sul precariato
Una docente di ruolo ha citato il Ministero dell'Istruzione per ottenere il pieno riconoscimento degli anni di precariato. La normativa interna riduceva di un terzo il computo degli anni successivi al quarto ai fini stipendiali. I giudici di merito avevano rigettato la domanda dell'insegnante. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della lavoratrice, stabilendo che la legge italiana si pone in contrasto con le direttive europee se genera un trattamento deteriore rispetto ai colleghi assunti direttamente a tempo indeterminato. Il giudice territoriale dovrà rivalutare la situazione concreta senza applicare penalizzazioni arbitrarie per garantire la corretta ricostruzione della carriera docenti.
Continua »
Insinuazione tardiva al passivo: aiuti UE oltre i limiti
L'Ente Previdenziale chiedeva di recuperare contributi previdenziali non versati da una Società Fallita a seguito della dichiarazione europea di illegittimità degli sgravi fiscali concessi in passato. Il Giudice delegato e il Tribunale respingevano la domanda ritenendola una insinuazione tardiva al passivo non giustificata da cause indipendenti dalla volontà dell'ente pubblico creditore. La Corte di Cassazione ribalta la decisione e stabilisce che l'obbligo europeo di recuperare gli aiuti di Stato dichiarati illegittimi prevale sulle scadenze e sui vincoli procedurali nazionali. Di conseguenza, il giudice deve disapplicare le norme interne sulla decadenza temporale fallimentare per garantire l'effettivo recupero delle somme.
Continua »
Tasse portuali: la Cassazione apre alle Sezioni Unite
L'Agenzia delle Dogane e l'Agente della Riscossione hanno intimato a una società industriale il versamento di somme rilevanti per tasse portuali relative ad attività marittime e di sbarco. La società ha impugnato gli atti contestando la legittimità dei tributi e sostenendo il loro contrasto con le norme europee sui dazi e sugli aiuti di Stato. Dopo il rigetto nei gradi di merito, la Cassazione ha ravvisato un mutamento del quadro normativo e sovranazionale europeo rispetto alla natura economica delle Autorità Portuali. I giudici hanno rimesso gli atti al Primo Presidente per valutare l'assegnazione alle Sezioni Unite, aprendo a una possibile revisione completa del regime tributario applicato ai porti.
Continua »
Esercizio abusivo di scommesse: la sanatoria non cancella il reato
Il Gestore di una sala giochi è stato condannato per il reato di esercizio abusivo di scommesse, avendo raccolto giocate per conto di un operatore estero senza la licenza di pubblica sicurezza prescritta dall'articolo 88 del TULPS. Il Gestore ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che la sua successiva adesione alla sanatoria fiscale cancellasse il reato pregresso e che la normativa italiana contrastasse con il diritto europeo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la sanatoria permette di operare legalmente solo per il futuro, ma non cancella i reati commessi in precedenza. Inoltre, non è stata dimostrata alcuna discriminazione subita dall'operatore estero nell'accesso alle concessioni statali. Di conseguenza, la condanna penale del Gestore è stata confermata.
Continua »
Assegno sociale: sì al familiare straniero senza permesso lungo
Una cittadina straniera, madre convivente di un cittadino italiano, ha richiesto l'assegno sociale. L'Ente Previdenziale ha respinto la domanda perché la donna non possedeva il permesso di soggiorno di lungo periodo, ma solo la carta di soggiorno per familiari di cittadini dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Previdenziale, confermando la decisione d'appello. I giudici hanno stabilito che per i familiari stranieri di cittadini italiani o europei che esercitano il diritto al ricongiungimento familiare, la carta di soggiorno è un titolo permanente sufficiente per ottenere l'assegno sociale. Non è quindi necessario il permesso di lungo soggiorno richiesto in via generale per gli altri stranieri, purché sussistano gli altri requisiti di legge come la residenza decennale e il limite di reddito.
Continua »
Assegno di natalità stranieri: il permesso non conta, vince la parità
La Corte di Cassazione ha stabilito che negare l'assegno di natalità a cittadini stranieri con un permesso di soggiorno per lavoro o famiglia, ma privi di quello di lungo periodo, costituisce una discriminazione. L'Ente Previdenziale aveva respinto le domande basandosi su una norma che limitava il beneficio. La Corte, richiamando una precedente sentenza della Corte Costituzionale, ha confermato il diritto dei lavoratori stranieri a ricevere la prestazione. Il principio è che l'accesso alle prestazioni di sicurezza sociale non può dipendere dal tipo di permesso di soggiorno. Di conseguenza, l'Ente Previdenziale ha perso la causa e deve riconoscere l'assegno di natalità stranieri a tutti i lavoratori legalmente residenti.
Continua »