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Diritto Soggettivo — Anno 2024

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120 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Diritto Soggettivo

Provvedimenti

Ricostruzione carriera scuola: diritto imprescrittibile
Una docente ha richiesto la corretta ricostruzione della propria carriera per includere i servizi pre-ruolo. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendo prescritto il diritto stesso alla ricostruzione. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo un principio fondamentale: il diritto alla ricostruzione carriera scuola, inteso come accertamento dell'anzianità di servizio, non è soggetto a prescrizione. La prescrizione, quinquennale, si applica solo alle conseguenti differenze retributive, ma non estingue il diritto a ottenere il corretto inquadramento.
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Giurisdizione giudice ordinario: i rimborsi Covid-19
Una struttura sanitaria privata si è vista negare da un'Azienda Sanitaria Locale il rimborso dei costi fissi sostenuti durante la pandemia Covid-19. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto il conflitto di giurisdizione, stabilendo che la competenza spetta al giudice ordinario. La decisione si fonda sul fatto che la normativa non lasciava all'ente pubblico alcun potere discrezionale, ma solo il compito di verificare la sussistenza dei requisiti di legge. Di conseguenza, la posizione della struttura privata è qualificabile come diritto soggettivo, la cui tutela rientra nella giurisdizione del giudice ordinario.
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Giurisdizione canoni demaniali: decide il giudice civile
Le Sezioni Unite della Cassazione risolvono un conflitto di giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo in materia di canoni demaniali. La controversia, nata dall'aumento dei canoni per una concessione marittima a seguito di una nuova legge, è stata attribuita alla competenza del giudice ordinario. La Corte ha stabilito che, quando la contestazione riguarda solo l'ammontare del canone (il quantum) e non l'esercizio di un potere discrezionale della P.A., si verte in materia di diritti soggettivi a contenuto patrimoniale, rientrando così nella giurisdizione canoni demaniali del tribunale civile.
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Classificazione detenuto: il reclamo è il rimedio
Un detenuto ha contestato il suo inserimento nel circuito di Alta Sorveglianza. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21919/2024, ha stabilito che la questione della classificazione detenuto incide su un diritto soggettivo. Pertanto, il rimedio corretto non è il ricorso per cassazione, ma il reclamo al Tribunale di Sorveglianza, al quale ha rinviato gli atti per la decisione nel merito.
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Potere discrezionale e diritti del detenuto: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che imponeva a un istituto penitenziario di fornire a un detenuto in regime 41-bis una borsa frigo rigida. La Corte ha stabilito che la scelta degli strumenti per la conservazione dei cibi rientra nel potere discrezionale dell'amministrazione penitenziaria, a meno che non si dimostri un pregiudizio grave, concreto e attuale al diritto alla salute del detenuto. La soluzione alternativa offerta dalla prigione (borsa morbida con tavolette refrigeranti sostituibili) è stata ritenuta idonea a tutelare tale diritto, escludendo così la necessità di un intervento del giudice.
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Giurisdizione graduatorie ATA: quando è giudice ordinario
Una lavoratrice del comparto scuola ha contestato il mancato riconoscimento di punteggi per servizi resi tramite cooperative. A seguito di un conflitto tra tribunale ordinario e TAR, la Cassazione ha stabilito che la giurisdizione graduatorie ATA per l'accertamento del diritto al punteggio spetta al giudice ordinario, trattandosi di un diritto soggettivo e non di una procedura concorsuale.
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Scorrimento graduatorie: no al diritto soggettivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14917/2024, ha stabilito che lo scorrimento delle graduatorie nel pubblico impiego non costituisce un diritto soggettivo per i candidati idonei. Il caso riguardava due dipendenti pubblici risultati idonei in una procedura di progressione verticale, i quali chiedevano l'assunzione tramite scorrimento. La Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione, affermando che la sopravvenuta normativa (D.Lgs. 150/2009), che impone il concorso pubblico per tali progressioni, prevale e impedisce l'utilizzo di graduatorie derivanti da procedure interamente interne, anche se bandite in precedenza.
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Riposo compensativo: non può coincidere con festività
La Cassazione chiarisce che il riposo compensativo per lavoro domenicale è un diritto distinto dal riposo per festività. È illegittimo per il datore di lavoro collocare tale riposo in un giorno festivo, annullando di fatto uno dei due diritti. I lavoratori hanno diritto a un giorno di riposo aggiuntivo.
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Diritto alla salute detenuto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il reclamo di un carcerato contro il mancato rispetto di una prescrizione medica, come l'allocazione in una cella singola per motivi di salute, non è un reclamo generico ma riguarda la lesione di un diritto soggettivo. In particolare, il diritto alla salute del detenuto. Di conseguenza, il rimedio corretto è quello giurisdizionale previsto dall'art. 35-bis dell'Ordinamento Penitenziario, e non quello generico dell'art. 35. La Corte ha annullato la decisione del Tribunale di Sorveglianza che aveva dichiarato inammissibile il reclamo, rinviando per un nuovo esame nel merito.
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Giurisdizione definanziamento: a chi spetta decidere?
Le Sezioni Unite della Cassazione stabiliscono che la controversia su un provvedimento di definanziamento, adottato dalla P.A. in autotutela per vizi di legittimità originari dell'atto di concessione, rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo. In questi casi, la posizione del beneficiario regredisce da diritto soggettivo a interesse legittimo, poiché l'amministrazione esercita un potere autoritativo di riesame del proprio operato. La decisione chiarisce il riparto di giurisdizione in materia di revoca di sovvenzioni pubbliche.
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Lesione dell’affidamento: la giurisdizione è civile
Un'impresa edile e un ente religioso, dopo aver visto revocato un permesso di costruire, hanno richiesto un risarcimento danni per lesione dell'affidamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza a decidere su tale richiesta spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo, poiché la controversia non riguarda l'esercizio del potere pubblico, ma il comportamento della Pubblica Amministrazione che ha violato i principi di correttezza e buona fede.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto soggettivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13757/2024, ha stabilito che lo scorrimento graduatoria non costituisce un diritto soggettivo per i candidati idonei di un concorso pubblico. Il caso riguardava alcuni dipendenti pubblici che, risultati idonei in un concorso interno per la progressione di carriera, avevano chiesto l'assunzione per coprire posti vacanti. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che la decisione di utilizzare la graduatoria è una scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione, la quale deve operare nel rispetto delle leggi vigenti al momento della decisione, anche se successive al bando di concorso (ius superveniens). Nel caso specifico, una nuova legge aveva introdotto limiti ai concorsi interni, legittimando il diniego dell'amministrazione.
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Onere della prova: chi deve dimostrare i fatti?
Una società di trasporti ha citato un'amministrazione regionale per contributi non pagati. La Corte di Cassazione ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova: l'azienda deve dimostrare il proprio disavanzo, mentre la Regione deve provare l'indisponibilità dei fondi come fatto impeditivo. La sentenza d'appello è stata cassata per erronea attribuzione di tale onere.
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Rimborso spese sanitarie: la giurisdizione è civile
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto un conflitto di giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo. La controversia riguardava la richiesta di un Comune di ottenere il rimborso spese sanitarie da un'Azienda Sanitaria per l'assistenza ad anziani non autosufficienti. La Corte ha stabilito che la competenza spetta al giudice ordinario, poiché la domanda si fonda su un diritto soggettivo a una prestazione pecuniaria prevista dalla legge e non sull'esercizio di un potere autoritativo della Pubblica Amministrazione.
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Rimborso spese sanitarie: giurisdizione ordinaria
In una controversia tra un Comune e un'Azienda Sanitaria Provinciale per il rimborso spese sanitarie relative al ricovero di anziani non autosufficienti, la Corte di Cassazione ha risolto il conflitto di giurisdizione. Ha stabilito che la competenza spetta al giudice ordinario, poiché la pretesa del Comune costituisce un diritto soggettivo nascente dalla legge e non deriva dall'esercizio di un potere autoritativo della Pubblica Amministrazione.
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Diritto all’assunzione: che succede se la PA cambia?
Un lavoratore, vincitore di un concorso pubblico nel 1988, si è visto negare l'impiego perché l'ente comunale ha successivamente eliminato la posizione dalla sua pianta organica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del lavoratore, stabilendo che il diritto all'assunzione del vincitore di concorso non è assoluto. L'amministrazione pubblica ha il potere discrezionale di modificare la propria organizzazione interna per esigenze funzionali, trasformando il diritto soggettivo del vincitore in un interesse legittimo, e può legittimamente decidere di non procedere con l'assunzione.
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Scorrimento graduatoria: chi decide? Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9829/2024, ha stabilito che le controversie relative allo scorrimento graduatoria nei concorsi pubblici rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario. La Corte ha chiarito che, una volta conclusa la procedura concorsuale, la pretesa del candidato idoneo all'assunzione costituisce un diritto soggettivo, poiché l'amministrazione agisce con la capacità di un datore di lavoro privato e non esercita più un potere autoritativo. Di conseguenza, è stato annullato il verdetto della Corte d'Appello che aveva erroneamente declinato la giurisdizione in favore del giudice amministrativo.
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Clausola sociale: diritto all’assunzione garantito
Una società che subentra in un appalto di servizi di call center si rifiutava di assumere il personale della precedente azienda, sostenendo la mancanza dei presupposti per l'applicazione della clausola sociale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, ribadendo che la clausola sociale configura un vero e proprio diritto soggettivo dei lavoratori all'assunzione, finalizzato a garantire la stabilità occupazionale. La Corte ha ritenuto che i lavoratori avessero adeguatamente provato i requisiti richiesti, quali l'impiego continuativo ed esclusivo nell'appalto.
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Clausola Sociale: Obbligo di Assunzione Confermato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9273/2024, ha confermato l'obbligo per un'azienda subentrante in un appalto di assumere i dipendenti della precedente gestione, in virtù della clausola sociale prevista dal CCNL di settore. La Corte ha stabilito che tale clausola crea un diritto soggettivo pieno all'assunzione per i lavoratori, e non un semplice obbligo di trattativa sindacale. Di conseguenza, il ricorso dell'azienda è stato rigettato, consolidando la tutela occupazionale nei cambi di appalto.
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Giurisdizione giudice ordinario per danno da ritardo
La Corte di Cassazione ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario in una controversia per risarcimento danni contro un Comune. L'Ente non aveva trasmesso tempestivamente la richiesta di rimborso IVA di alcuni cittadini, basata su un'attività amministrativa vincolata e non discrezionale. Poiché la posizione dei cittadini era di diritto soggettivo, la competenza a decidere sul danno spetta al giudice ordinario.
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