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Diritto Soggettivo — Anno 2024

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120 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Diritto Soggettivo

Provvedimenti

Accesso atti detenuto: decide il Giudice di Sorveglianza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33847/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accesso atti detenuto. Un recluso aveva richiesto di visionare documenti relativi a procedimenti disciplinari a suo carico. La richiesta era stata rigettata dal Magistrato di Sorveglianza a causa del trasferimento del detenuto. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, affermando che la giurisdizione spetta al Magistrato di Sorveglianza, in quanto 'giudice naturale' del rapporto carcerario, e non al giudice amministrativo. Inoltre, il trasferimento del detenuto non elimina l'interesse alla decisione né modifica la competenza territoriale del giudice, in base al principio della 'perpetuatio jurisdictionis'.
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Inerzia PA: risarcimento danni al giudice ordinario
Una società ha citato in giudizio il Ministero dell'Interno e un Comune per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla loro prolungata inerzia nel procedere allo sgombero di un proprio complesso immobiliare occupato abusivamente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la giurisdizione su tale controversia spetta al giudice ordinario. La decisione si fonda sul principio che, quando la Pubblica Amministrazione omette di compiere un'attività vincolata per legge, come la tutela dell'ordine pubblico e della proprietà privata, il cittadino fa valere un diritto soggettivo e non un interesse legittimo. L'inerzia della PA in questo contesto configura un illecito civile e la relativa richiesta di risarcimento rientra nella competenza del tribunale ordinario.
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Acquisto riviste detenuti: no a richieste generiche
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che autorizzava un detenuto all'acquisto di qualsiasi rivista. Il caso riguardava una richiesta generica e non la negazione di un titolo specifico. La Suprema Corte ha stabilito che per l'acquisto riviste detenuti, il reclamo è ammissibile solo in presenza di un pregiudizio concreto e attuale a un diritto soggettivo, riaffermando la legittimità dei limiti imposti dall'amministrazione penitenziaria per ragioni di sicurezza e organizzative.
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Risarcimento danni inerzia PA: la giurisdizione
Un cittadino chiede un risarcimento danni per l'inerzia di un Comune nel demolire un presunto abuso edilizio. Le Sezioni Unite della Cassazione stabiliscono un doppio binario di giurisdizione: la domanda contro il Comune per il mancato esercizio del potere pubblico spetta al giudice amministrativo. Le domande contro i funzionari e il proprietario dell'immobile, invece, rientrano nella competenza del giudice ordinario.
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Giurisdizione aiuti comunitari: decide il giudice ordinario
Una società cooperativa ha richiesto aiuti comunitari per l'ammasso privato di vino, ma l'ente erogatore li ha negati. La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione per aiuti comunitari di questo tipo spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo. La motivazione risiede nel fatto che l'ente pubblico svolge un mero controllo tecnico dei requisiti, senza alcun potere discrezionale, configurando in capo al richiedente un vero e proprio diritto soggettivo al contributo.
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Diritti detenuto: no frigo, sì a borse termiche
La Corte di Cassazione ha stabilito che negare a un detenuto l'uso di un frigorifero o di una borsa frigo rigida non viola i suoi diritti fondamentali, a condizione che l'amministrazione penitenziaria fornisca un'alternativa adeguata per la conservazione degli alimenti, come borse termiche morbide con tavolette refrigeranti sostituibili. La Corte ha ritenuto tale diniego una scelta organizzativa discrezionale, non lesiva del diritto alla salute, e ha dichiarato inammissibile il ricorso del detenuto, confermando la legittimità della decisione del Magistrato di Sorveglianza.
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Giurisdizione contributi pubblici: quando decide il G.O.?
Un ente formativo si è visto ridurre un contributo pubblico per presunte inadempienze formali nella fase esecutiva del rapporto. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la competenza a decidere su tale controversia spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo. La decisione si fonda sulla distinzione tra la fase di concessione del contributo, dove la P.A. esercita un potere discrezionale (interesse legittimo), e la fase esecutiva, dove l'ente vanta un vero e proprio diritto soggettivo al finanziamento, rendendo la controversia di natura civilistica.
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Riscatto alloggio popolare eredi: quando si trasferisce?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 21050/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di riscatto alloggio popolare eredi. Anche se l'assegnatario defunto aveva pagato l'intero prezzo, il diritto all'acquisto non si trasferisce automaticamente agli eredi. Questi ultimi devono possedere personalmente i requisiti di legge, come la convivenza, per poter subentrare nella procedura e stipulare l'atto di compravendita. Il solo pagamento non è sufficiente a consolidare un diritto trasmissibile per successione.
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Giurisdizione giudice ordinario: licenziamento PA
Un dirigente pubblico, il cui rapporto di lavoro a tempo determinato è stato interrotto a seguito di una delibera regionale, ha citato in giudizio l'amministrazione. La Regione ha sollevato questione di giurisdizione, sostenendo la competenza del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando la giurisdizione del giudice ordinario. La decisione si fonda sul principio del 'petitum sostanziale', secondo cui la controversia, riguardando un diritto soggettivo nascente da un rapporto di lavoro privatizzato, rientra nella competenza del giudice del lavoro, che può disapplicare l'atto amministrativo presupposto.
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Risarcimento danni Agenzia Entrate: la giurisdizione
Una società ha richiesto il risarcimento danni all'Agenzia delle Entrate per una presunta condotta illecita, separatamente dall'impugnazione dell'avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione per tali cause spetta al giudice ordinario e non a quello tributario, poiché la domanda si fonda sulla lesione di un diritto soggettivo e sul principio generale del 'neminem laedere', esterno al rapporto tributario.
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Giurisdizione acque pubbliche: TSAP decide su energia
Due società energetiche hanno contestato l'obbligo di fornire energia gratuita imposto da una delibera regionale. La Corte di Cassazione ha stabilito la giurisdizione acque pubbliche del Tribunale Superiore (TSAP) e non del Tribunale Regionale (TRAP), poiché l'azione mirava a contestare un atto amministrativo generale e discrezionale, configurando un interesse legittimo e non un diritto soggettivo.
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Diritto di difesa: no macchina da scrivere in carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto in regime 41-bis che chiedeva di acquistare una macchina da scrivere per la presunta illeggibilità della sua grafia. Secondo la Corte, il diritto di difesa non subisce un pregiudizio concreto e attuale se le istanze manoscritte del detenuto sono sempre state comprese dall'autorità giudiziaria. La mera difficoltà di lettura non equivale a una lesione del diritto.
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Diritti del detenuto: farina e lievito in cella?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il divieto per un detenuto di acquistare farina e lievito non lede i suoi diritti fondamentali. La richiesta non riguarda il diritto alla salute, ma rientra nelle scelte organizzative e di sicurezza dell'amministrazione penitenziaria. La sentenza chiarisce i confini tra i diritti del detenuto, tutelabili con reclamo giurisdizionale, e le decisioni discrezionali della direzione del carcere, che non sono sindacabili se non manifestamente irragionevoli.
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Diritti del detenuto: limiti all’acquisto di alimenti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25957/2024, ha stabilito che il divieto imposto a un detenuto di acquistare farina e lievito non lede i suoi diritti fondamentali, qualora l'amministrazione penitenziaria garantisca già un'alimentazione sana ed equilibrata. La Corte ha chiarito la distinzione tra un diritto soggettivo (come quello alla salute) e le mere modalità del suo esercizio, che rientrano nella discrezionalità organizzativa dell'istituto per ragioni di ordine e sicurezza. Di conseguenza, la scelta di specifici ingredienti per cucinare in proprio non rientra tra i diritti del detenuto tutelabili con reclamo giurisdizionale.
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Retribuzione di posizione: giurisdizione e rinvio
La Corte di Cassazione interviene su una controversia tra alcuni dirigenti medici e un'Azienda Sanitaria Locale riguardo la corretta corresponsione della retribuzione di posizione. La Corte conferma la giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di un diritto soggettivo alla retribuzione. Tuttavia, accoglie il ricorso dell'Azienda su un punto procedurale cruciale: la Corte d'Appello, dopo aver riformato la sentenza di primo grado che negava la propria giurisdizione, avrebbe dovuto rinviare la causa al Tribunale per la decisione nel merito, anziché pronunciarsi direttamente. Di conseguenza, la sentenza d'appello viene cassata con rinvio al giudice di primo grado.
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Giurisdizione strada pubblica: chi decide sui diritti?
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la giurisdizione sulle controversie relative all'esistenza di un diritto di uso pubblico su una strada, anche se declassificata da un provvedimento amministrativo, spetta al giudice ordinario. La decisione si fonda sul principio del 'petitum sostanziale', poiché l'azione mira a tutelare un diritto soggettivo del cittadino e non a contestare l'esercizio del potere della Pubblica Amministrazione. Pertanto, la questione sulla giurisdizione per una strada pubblica viene risolta a favore del giudice civile.
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Diritto del detenuto: farina e lievito non sono un diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la scelta di specifici alimenti da parte di un carcerato, come farina e lievito, non rientra nel nucleo essenziale del diritto del detenuto a un'alimentazione sana. Tale scelta rappresenta una mera modalità di esercizio del diritto, la cui regolamentazione spetta alla discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria per ragioni di sicurezza. Di conseguenza, il magistrato di sorveglianza non ha giurisdizione per annullare un divieto di acquisto di tali prodotti, a meno che questo non comprometta il diritto fondamentale in sé. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza che consentiva l'acquisto, affermando la carenza di potere del giudice di sorveglianza sulla materia.
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Diritti dei detenuti: no a farina e lievito in cella
La Corte di Cassazione ha stabilito che il divieto imposto dall'amministrazione penitenziaria sull'acquisto di farina e lievito da parte di un detenuto non viola i suoi diritti fondamentali. La sentenza chiarisce che, sebbene il diritto a un'alimentazione sana sia tutelato, la scelta specifica dei singoli alimenti rientra nella discrezionalità gestionale dell'istituto penitenziario per ragioni di ordine e sicurezza. Pertanto, la questione non è di competenza del giudice di sorveglianza, ma attiene alla potestà regolamentare dell'amministrazione. La Corte ha annullato le precedenti decisioni favorevoli al detenuto per carenza di giurisdizione.
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Vittime del dovere: la giurisdizione è del giudice ordinario
Un funzionario di polizia ha richiesto i benefici per le vittime del dovere, ma è sorto un conflitto di giurisdizione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza spetta al giudice ordinario, trattandosi di un diritto soggettivo di natura assistenziale e non di un interesse legittimo.
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Scorrimento graduatorie: no al diritto soggettivo
Una dipendente pubblica otteneva in appello il diritto alla promozione tramite scorrimento di una graduatoria di un concorso interno del 2007. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che lo scorrimento graduatorie non è un diritto soggettivo del candidato idoneo, ma una scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione. Inoltre, la Corte ha affermato che le nuove leggi (ius superveniens), come il D.Lgs. 150/2009 che limita le progressioni puramente interne, si applicano anche alle graduatorie preesistenti, precludendo lo scorrimento se la procedura originaria non è conforme alle nuove norme.
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