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Diritto Soggettivo — Anno 2024

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120 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Diritto Soggettivo

Provvedimenti

Diritti detenuti: cibo e 41-bis, decide il Tribunale
Un detenuto in regime speciale 41-bis si è visto negare la possibilità di ricevere alcuni alimenti dai familiari. Il suo reclamo è stato inizialmente respinto come 'generico'. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa visione, affermando che il diritto a una sana alimentazione è un diritto soggettivo fondamentale. Di conseguenza, la Corte ha stabilito che tali reclami sono di natura giurisdizionale e devono essere esaminati nel merito dal Tribunale di Sorveglianza, rafforzando la tutela dei diritti detenuti.
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Frigorifero in cella: diritto negato dalla Cassazione
Un detenuto in regime penitenziario differenziato ha richiesto un frigorifero in cella per la conservazione dei cibi, lamentando una violazione del suo diritto alla salute. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Secondo la Corte, sebbene il diritto alla corretta conservazione degli alimenti sia un diritto soggettivo legato alla salute, le modalità per garantirlo rientrano nella discrezionalità organizzativa dell'amministrazione penitenziaria. L'utilizzo di borse termiche con mattonelle refrigeranti è stato considerato un'alternativa idonea e sufficiente, non lesiva dei diritti del detenuto.
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Garanzia occupazionale forestali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28579/2024, ha respinto il ricorso di alcuni lavoratori forestali siciliani che chiedevano il riconoscimento di 78 giornate lavorative garantite per l'anno 2006. La Corte ha chiarito che, secondo la normativa regionale, la garanzia occupazionale per i lavoratori non inseriti nelle fasce prioritarie non costituisce un diritto soggettivo pieno, ma è subordinata alle esigenze del settore e alla priorità di impiego dei lavoratori con garanzie superiori (101 e 151 giornate). L'espressione "di norma" utilizzata dal legislatore regionale indica una possibilità e non un obbligo per l'amministrazione.
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Detenuto 41-bis: no a pinzette in metallo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un detenuto sottoposto al regime speciale del 41-bis non può vantare un diritto soggettivo all'utilizzo di pinzette in metallo. Anche a fronte di una precedente decisione favorevole, l'amministrazione penitenziaria può legittimamente disporre il ritiro generalizzato di tali oggetti per ragioni di sicurezza. Un nuovo provvedimento amministrativo di carattere generale prevale sulla singola decisione precedente, rendendo inefficace la richiesta di ottemperanza da parte del detenuto.
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Diritto all’assunzione: bloccato da una nuova legge
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto all'assunzione del vincitore di un concorso pubblico non è assoluto. Se una nuova legge (ius superveniens) modifica l'assetto organizzativo dell'amministrazione, trasferendo le funzioni per le quali era stato bandito il concorso, l'ente non è più tenuto ad assumere. Nel caso specifico, una vincitrice di un concorso per infermieri presso il Ministero della Giustizia si è vista negare l'assunzione poiché, nel frattempo, le funzioni sanitarie penitenziarie erano state trasferite al Servizio Sanitario Nazionale, annullando di fatto la necessità di quella figura professionale per il Ministero. La Corte ha quindi accolto il ricorso del Ministero, ribaltando la decisione della Corte d'Appello e rigettando la domanda originaria della lavoratrice.
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Revoca contributo pubblico: i poteri del giudice
Un'associazione sportiva perde un finanziamento per non aver completato un progetto turistico. La Cassazione conferma la legittimità della revoca del contributo pubblico, chiarendo che il giudice civile può valutare ogni forma di inadempimento, non solo quelle indicate nell'atto iniziale di revoca.
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Reclamo generico detenuto: Cassazione inammissibile
Un detenuto ha presentato ricorso contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza che aveva dichiarato inammissibile il suo reclamo riguardo a una limitazione nello scambio di oggetti con altri carcerati. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, stabilendo che il reclamo originario era un reclamo generico ai sensi dell'art. 35 Ord. Pen. Tale tipo di reclamo, avendo natura non giurisdizionale, non è impugnabile in sede penale, neppure con ricorso per cassazione, in quanto non incide su un diritto soggettivo del detenuto ma su mere modalità di esecuzione della pena.
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Giurisdizione distanze legali: decide il giudice ordinario
Una proprietaria terriera ha citato in giudizio una società energetica per la violazione delle distanze legali nella costruzione di un impianto eolico. Dopo che sia il Tribunale ordinario che il TAR si sono dichiarati incompetenti, la Corte di Cassazione ha risolto il conflitto. Ha stabilito che la competenza spetta al giudice ordinario, poiché la causa riguarda la violazione di un diritto soggettivo (proprietà) e non la legittimità dell'atto amministrativo di autorizzazione. La questione centrale è la corretta applicazione delle norme sulla giurisdizione per le distanze legali.
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Scorrimento graduatoria: quando è un diritto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 27299/2024, ribadisce un principio fondamentale del pubblico impiego: lo scorrimento della graduatoria degli idonei non è un diritto soggettivo del candidato, ma una scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione. Il caso riguardava un candidato, classificatosi secondo in una selezione, che chiedeva l'assunzione a seguito della creazione di nuovi posti vacanti. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che, in assenza di un obbligo specifico previsto dal bando di concorso o dalla contrattazione collettiva, l'ente non è tenuto ad assumere gli idonei, potendo optare per altre modalità di copertura dei posti.
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Diritto cottura cibi detenuti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza che aveva respinto senza udienza il reclamo di un detenuto in regime 41-bis. Il detenuto lamentava limitazioni orarie per l'uso di un fornello. La Suprema Corte ha stabilito che il diritto alla cottura dei cibi è un diritto soggettivo e, come tale, ogni reclamo che lo riguarda deve essere trattato in un'udienza in contraddittorio, non con una procedura 'de plano'. La questione è stata quindi rinviata al Magistrato per un nuovo esame nel rispetto delle garanzie procedurali.
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Diritto cottura cibi detenuti: la Cassazione decide
Un detenuto in regime 41-bis ha contestato l'obbligo di riconsegnare l'attrezzatura da cucina durante le ore notturne. Il Magistrato di Sorveglianza aveva respinto il reclamo, considerandolo una questione organizzativa interna. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che limitare il diritto cottura cibi detenuti incide su un diritto soggettivo e deve essere valutato tramite un reclamo giurisdizionale formale, non con una procedura sommaria. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Diritto cottura cibi detenuto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto di un detenuto a cucinare i propri cibi in cella costituisce un diritto soggettivo. Di conseguenza, ogni limitazione imposta dall'amministrazione penitenziaria, come restrizioni sugli orari di utilizzo di fornelli e stoviglie, non può essere decisa sommariamente ma deve essere valutata dal Magistrato di Sorveglianza attraverso un reclamo giurisdizionale che garantisca il contraddittorio tra le parti. La Corte ha annullato l'ordinanza che aveva rigettato il reclamo di un detenuto, rinviando il caso per un nuovo giudizio nel rispetto delle corrette procedure.
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Giurisdizione giudice ordinario: il caso dei crediti
Una società, al termine di un contratto di concessione per l'illuminazione cimiteriale, non riceve il pagamento del prezzo di riscatto degli impianti da parte del Comune. Dopo un complesso iter giudiziario, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite interviene per risolvere un conflitto di giurisdizione. La Corte stabilisce la giurisdizione del giudice ordinario per tutte le domande di natura patrimoniale, come quella per il pagamento del prezzo e per l'arricchimento senza causa, poiché riguardano diritti soggettivi e non l'esercizio di poteri pubblici.
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Avviamento categorie protette: la prova di idoneità
Un lavoratore iscritto alle categorie protette, primo in graduatoria per un posto in un ente comunale, è stato giudicato non idoneo dopo un colloquio. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, chiarendo che nell'avviamento categorie protette, la prova di idoneità non deve essere necessariamente un test pratico-manuale. Un colloquio è sufficiente per verificare le capacità del candidato, specialmente per mansioni concettuali, e il diritto all'assunzione sorge solo dopo il superamento di tale prova.
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Rinnovo contratto a termine: nessun diritto automatico
Una dottoressa con contratto a termine ha citato in giudizio un'azienda sanitaria pubblica per non aver rinnovato il suo contratto per la stessa durata dei suoi colleghi. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, chiarendo che non esiste un diritto automatico al rinnovo del contratto a termine nel pubblico impiego. La decisione di rinnovare è un potere discrezionale dell'amministrazione e la lavoratrice non poteva chiedere un risarcimento per perdita di chance in quanto priva di un'aspettativa giuridicamente tutelata.
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Revoca curatore fallimentare: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25943/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un professionista contro la sua rimozione dall'incarico. La decisione chiarisce che la revoca del curatore fallimentare è un atto amministrativo interno alla procedura, non una decisione su un diritto soggettivo, e pertanto non può essere impugnata dinanzi alla Suprema Corte.
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Giurisdizione concessioni pubbliche e risarcimenti
Una società sportiva chiede a un Comune un indennizzo per le migliorie apportate a un impianto sportivo dopo il mancato rinnovo della concessione. La Corte di Cassazione, risolvendo un conflitto, stabilisce la giurisdizione del giudice ordinario. La richiesta, infatti, non contesta la decisione pubblica di non rinnovare, ma riguarda pretese economiche basate sul principio dell'arricchimento senza causa, configurando una controversia su diritti soggettivi di natura privatistica.
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Indennità esclusività medici: no all’aumento automatico
La Corte di Cassazione, riformando le sentenze di merito, ha stabilito che l'aumento dell'indennità esclusività medici e l'assegnazione di un incarico superiore non sono automatici dopo 5 anni di servizio. L'aumento rientra nel blocco stipendiale e l'incarico dipende da posti disponibili e risorse finanziarie, non costituendo un diritto soggettivo del dirigente medico.
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Pregiudizio attuale del detenuto: quando è ammissibile
Un detenuto ha contestato l'apertura di una busta proveniente dal suo difensore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: per la validità del reclamo, non è sufficiente lamentare una violazione passata, ma è necessario dimostrare un 'pregiudizio attuale', ovvero un danno concreto e ancora in essere al momento della richiesta. Poiché la busta era già stata consegnata, seppur dopo il controllo, non sussisteva alcun danno attuale da rimediare.
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Disapplicazione atto amministrativo: la Cassazione decide
Una società di servizi sanitari ha ottenuto un'ingiunzione di pagamento contro enti pubblici. Questi si sono opposti e il Tribunale ha sospeso il giudizio in attesa di una decisione del TAR sull'atto che fissava le tariffe. La Corte di Cassazione ha annullato la sospensione, affermando il principio della disapplicazione atto amministrativo: il giudice civile, per decidere su un diritto soggettivo (il pagamento), può ignorare l'atto amministrativo illegittimo senza dover attendere il giudizio amministrativo.
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