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Diritto Di Superficie

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134 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Usucapione immobile: la prova del possesso è decisiva
Un privato cittadino ha ottenuto il riconoscimento della proprietà di un bene per usucapione immobile contro un istituto diocesano. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, respingendo il ricorso dell'istituto. La Suprema Corte ha chiarito che, ai fini dell'usucapione, la prova di un possesso continuato per oltre vent'anni è l'elemento cruciale, e ha dichiarato inammissibili i motivi di ricorso basati su una mescolanza di censure e sulla richiesta di un riesame dei fatti.
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Decadenza diritto di superficie: contratto a rischio?
Un promissario acquirente ha citato in giudizio una società costruttrice, poi fallita, per ottenere il trasferimento di un immobile tramite sentenza costitutiva. La Corte d'Appello aveva accolto la sua richiesta. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione, evidenziando un errore cruciale: la Corte d'Appello non aveva considerato l'eccezione del fallimento relativa alla intervenuta decadenza del diritto di superficie, un evento che rendeva materialmente impossibile l'esecuzione del contratto. La causa è stata rinviata per un nuovo esame che tenga conto di questa circostanza fondamentale.
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Conflitto di giurisdizione: chi decide sui canoni?
Una società di costruzioni ha contestato una richiesta di pagamento da parte di un ente locale per oneri relativi a un diritto di superficie. A seguito di un conflitto di giurisdizione sollevato dal Tribunale Amministrativo, la Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza spetta al giudice ordinario, poiché la disputa verte su una pretesa puramente patrimoniale (un corrispettivo) e non mette in discussione l'esercizio del potere della pubblica amministrazione.
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Giurisdizione corrispettivo: a chi spetta la decisione?
In un caso riguardante la richiesta di pagamento di oneri per la concessione di un diritto di superficie da parte di un Comune a una società costruttrice, le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto un conflitto di giurisdizione. È stato stabilito che la competenza a decidere spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo. La Corte ha chiarito che quando la controversia verte unicamente sull'esistenza e l'ammontare di un'obbligazione patrimoniale, come il corrispettivo per una concessione, senza contestare il potere discrezionale della Pubblica Amministrazione, la giurisdizione sul corrispettivo è attribuita al giudice civile.
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Clausola penale eccessiva: la Cassazione decide
In un caso di ritardo nella consegna di un immobile, una società di costruzioni si è vista applicare una clausola che trasferiva la proprietà dell'edificio al committente. La società ha sostenuto che si trattasse di una clausola penale eccessiva e ha chiesto la sua riduzione. La Corte di Cassazione, ritenendo la questione giuridica nuova e di particolare importanza, ha rinviato il caso alla pubblica udienza per una decisione che possa fare da guida per futuri casi simili.
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Agevolazioni fiscali terreni: la Cassazione decide
Una società agricola si è vista negare le agevolazioni fiscali sull'acquisto di un diritto di superficie su terreni agricoli. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo due principi chiave: le agevolazioni fiscali terreni non spettano se il Comune, al momento dell'atto, non è più classificato come 'montano' dalla normativa vigente. Inoltre, è necessario dimostrare l'effettiva e diretta coltivazione del fondo, non essendo sufficiente la sola qualifica di società agricola.
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Plusvalenza diritto di superficie: quando è esente?
La Cassazione chiarisce che la plusvalenza diritto di superficie su un terreno agricolo non è tassabile se la cessione avviene dopo 5 anni dall'acquisto. L'Agenzia delle Entrate aveva erroneamente tassato come reddito diverso le somme percepite per la realizzazione di un impianto eolico. La Corte, accogliendo il ricorso degli eredi, ha ribadito l'equiparazione tra cessione del diritto reale e cessione della proprietà ai fini dell'esenzione quinquennale.
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Tassazione diritto di superficie: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4928/2025, ha stabilito che la plusvalenza derivante dalla costituzione di un diritto di superficie su un terreno agricolo non è soggetta a tassazione IRPEF se il terreno è stato acquistato da più di cinque anni. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che tali proventi costituissero redditi diversi derivanti da terreni dati in affitto per usi non agricoli. La Corte ha invece qualificato l'operazione come un atto traslativo di un diritto reale, assimilabile alla cessione di un immobile, la cui plusvalenza è tassabile solo se realizzata entro cinque anni dall'acquisto. La decisione conferma un orientamento consolidato, distinguendo nettamente la costituzione di diritti reali dagli obblighi personali di permettere l'uso del fondo.
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Responsabilità del notaio: vendita e diritto di superficie
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità del notaio che non ha informato adeguatamente l'acquirente della natura del diritto trasferito, risultato essere un diritto di superficie e non la piena proprietà. L'acquirente aveva comprato un immobile scoprendo solo in seguito di non possedere il terreno sottostante. I tribunali di primo e secondo grado avevano già condannato il notaio al risarcimento del danno. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del professionista, ribadendo i suoi doveri di diligenza e corretta informazione.
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Aliquota diritto di superficie: Cassazione fissa il 9%
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che l'aliquota dell'imposta di registro per la costituzione di un diritto di superficie è del 9% e non del 15%. Il caso riguardava un avviso di liquidazione emesso dall'Agenzia delle Entrate per la registrazione di un'ordinanza giudiziale che costituiva un diritto di superficie su un terreno agricolo per un parco eolico. Le commissioni tributarie di primo e secondo grado avevano confermato l'aliquota del 15%, ma la Suprema Corte ha accolto il ricorso del contribuente. È stato chiarito che la costituzione di un diritto reale di godimento, come il diritto di superficie, non equivale a un trasferimento di proprietà e deve quindi essere tassata con l'aliquota più bassa, prevista per gli atti costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento.
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Giudicato esterno: estensione al co-obbligato
Un avviso di accertamento catastale per un impianto eolico è stato notificato sia alle nude proprietarie del terreno che alla società proprietaria dell'impianto. Quest'ultima ha ottenuto l'annullamento definitivo dell'atto con una sentenza passata in giudicato. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale giudicato esterno favorevole deve essere esteso anche alle nude proprietarie, nonostante avessero intentato una causa separata. La decisione si fonda sull'inscindibilità del rapporto giuridico e sul principio di economia processuale, annullando di conseguenza l'atto impositivo anche nei loro confronti.
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Diritto di superficie: no all’usucapione del terreno
Un privato, proprietario di una tettoia costruita su terreni demaniali, ha agito in giudizio per ottenerne la proprietà per usucapione. Mentre il Tribunale di primo grado aveva accolto la domanda, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione. La Corte ha stabilito che il privato non possedeva il terreno come se ne fosse il proprietario (uti dominus), ma deteneva semplicemente un diritto di superficie, ovvero la proprietà della sola costruzione separata da quella del suolo. Mancando i presupposti del possesso pieno, la domanda di usucapione è stata respinta.
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Diritto di abitazione e divisione: la guida completa
In una causa di divisione ereditaria tra due fratelli e la loro matrigna, la Corte d'Appello ha stabilito principi cruciali. Il valore dell'immobile da dividere deve includere non solo il diritto di superficie ma anche il connesso diritto di riscatto per la piena proprietà. Viene confermato che il valore del diritto di abitazione del coniuge superstite va detratto dall'asse ereditario prima della divisione. Infine, l'immobile è stato assegnato alla vedova, derogando al criterio della quota maggioritaria per tutelare la sua esigenza abitativa.
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Art. 49 Codice della Navigazione: il destino degli immobili
La Corte d'Appello di Genova ha rigettato l'appello degli eredi di un ex concessionario che rivendicavano la proprietà di un cinema costruito su area ex demaniale. La decisione si fonda sul principio del giudicato, confermando l'applicazione dell'art. 49 Codice della Navigazione che prevede l'acquisizione automatica e gratuita dell'immobile da parte dello Stato alla cessazione della concessione, non essendo stata provata una deroga esplicita a tale principio nell'atto concessorio.
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