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Diritto Di Superficie

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134 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Soggettività passiva ICI consorzi: l’azienda paga anche senza rogito
Un Comune ha richiesto a un Consorzio industriale il pagamento dell'ICI per lotti già assegnati ad aziende, ma non ancora trasferiti con atto notarile. Il Consorzio si è opposto, sostenendo di non essere più il soggetto tenuto al pagamento. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Consorzio, stabilendo un principio chiave sulla soggettività passiva ICI consorzi. L'obbligo di pagare l'imposta si trasferisce all'azienda assegnataria già al momento dell'assegnazione, poiché questa conferisce un diritto di superficie sull'area. Di conseguenza, è l'azienda a dover versare l'ICI, non più il Consorzio. La pretesa del Comune è stata quindi respinta.
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IMU su Beni Demaniali: la Cassazione conferma, paga il concessionario
Una società concessionaria di un'officina navale in un'area portuale ha ricevuto un avviso di pagamento IMU dal Comune. La società ha contestato l'atto, sostenendo di non essere proprietaria dell'immobile. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiaro: il concessionario è il soggetto tenuto a versare l'IMU su beni demaniali. La Corte ha chiarito che la concessione su un fabbricato demaniale conferisce al concessionario un diritto assimilabile alla proprietà superficiaria, rendendolo di fatto il soggetto passivo dell'imposta. Di conseguenza, il Comune ha vinto la causa e la società deve pagare l'imposta richiesta.
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Fisco annulla l’atto: la cessazione materia del contendere vince
Un contribuente aveva percepito delle somme per la costituzione di un diritto di superficie su un suo terreno. L'Agenzia delle Entrate le aveva tassate, ma il contribuente si era opposto ritenendole esenti. Durante il processo in Cassazione, l'Agenzia ha annullato in autotutela i propri avvisi di accertamento, riconoscendo le ragioni del cittadino. La Corte Suprema, preso atto dell'annullamento, non ha deciso nel merito della questione fiscale, ma ha dichiarato la cessazione materia del contendere. Questo principio sancisce che se la pretesa del Fisco viene meno, il processo si estingue perché non c'è più nulla su cui decidere. L'erede del contribuente ha così vinto la causa.
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Fisco annulla l’atto: la cessazione della materia del contendere
Un contribuente riceve un avviso di accertamento IRPEF sui proventi derivanti dalla costituzione di un diritto di superficie. Egli impugna l'atto, dando inizio a un contenzioso. Durante il giudizio in Cassazione, l'Agenzia delle Entrate annulla l'accertamento in autotutela. A questo punto, gli eredi del contribuente chiedono di chiudere la causa. La Corte di Cassazione accoglie la richiesta e dichiara la cessazione della materia del contendere. Questo principio stabilisce che se l'atto impugnato viene ritirato, il processo non ha più ragione di esistere. La sentenza precedente viene quindi annullata definitivamente, con vittoria per il contribuente.
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IMU su beni demaniali: concessionario paga anche se non proprietario
La Corte di Cassazione ha chiarito chi deve pagare l'IMU su beni demaniali in concessione. Una società, concessionaria di un'officina navale in un'area portuale, si era opposta a un avviso di pagamento IMU sostenendo di non essere proprietaria dell'immobile. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il soggetto passivo dell'imposta, cioè chi deve pagare, è sempre il concessionario. La legge, infatti, identifica chiaramente nel titolare della concessione il responsabile del versamento dell'IMU, a prescindere dal diritto di proprietà sul bene. La concessione di un bene demaniale, anche se non trasferisce la proprietà, crea l'obbligo fiscale in capo a chi ne beneficia.
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Soggetto passivo ICI aree industriali: paga l’azienda, non il Consorzio
La Corte di Cassazione ha chiarito chi è il soggetto passivo ICI aree industriali in caso di assegnazione di lotti da parte di un Consorzio. Un Comune aveva richiesto il pagamento dell'imposta a un Consorzio per aree già assegnate a diverse aziende. La Corte ha stabilito che l'azienda assegnataria diventa il soggetto passivo dell'imposta dal momento dell'assegnazione, anche prima del rogito notarile. Questo perché l'assegnazione conferisce un diritto di superficie, che è sufficiente a trasferire la responsabilità fiscale. Di conseguenza, il ricorso del Comune è stato respinto e il Consorzio è stato ritenuto non responsabile per il pagamento dell'ICI su quei lotti.
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Diritto di Sopraelevazione: Atto Antico Vince su Regola Comune
Una controversia tra eredi sulla proprietà del sottotetto e del tetto di un edificio ha messo in discussione il relativo diritto di sopraelevazione. Un gruppo di eredi sosteneva la proprietà esclusiva basandosi su antichi atti di divisione del 1915 e 1937. L'altro gruppo invocava la presunzione di proprietà comune delle parti. La Cassazione ha dato ragione ai primi, stabilendo un principio fondamentale: un titolo di proprietà chiaro e specifico prevale sulla regola generale della comunione. L'attenta interpretazione degli atti storici ha dimostrato che la volontà originaria era quella di assegnare tetto e sottotetto a un solo proprietario, consolidando così il suo esclusivo diritto di sopraelevazione.
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Tassabilità Concessione Demaniale: Tassa Annullata due Volte
Un Comune ha emesso un avviso di accertamento ICI nei confronti del titolare di uno stabilimento balneare, sostenendo la tassabilità della concessione demaniale. La Concessionaria ha impugnato l'atto. La Corte di Cassazione, tuttavia, non ha deciso nel merito della questione. Ha invece dichiarato la 'cessazione della materia del contendere' (la fine del processo) perché lo stesso avviso di accertamento era già stato annullato con una sentenza definitiva in un altro procedimento parallelo. Di conseguenza, la pretesa del Comune è stata respinta e la Concessionaria ha vinto la causa, non dovendo pagare l'imposta richiesta.
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Termine Ordinatorio Rendita Catastale: Accertamento Salvo
Una società, proprietaria di un impianto fotovoltaico, contesta un accertamento che aumenta la rendita catastale del bene. Il motivo principale del ricorso è che l'Agenzia delle Entrate ha agito oltre il termine di 12 mesi dalla dichiarazione iniziale. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo un principio fondamentale: il termine di un anno per la rettifica della rendita proposta dal contribuente non è perentorio. Si tratta di un termine ordinatorio rendita catastale, il cui superamento non comporta la perdita del potere di accertamento da parte dell'Amministrazione finanziaria. Di conseguenza, l'avviso di accertamento, anche se tardivo, è stato ritenuto valido.
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Diritto di Superficie: Casa Demolita dal Comune, Niente Risarcimento
Un cittadino ha perso il suo appartamento a seguito della demolizione di una palazzina disposta dal Comune per motivi di sicurezza. L'uomo ha chiesto un cospicuo risarcimento, ma la sua domanda è stata respinta. La Corte di Cassazione ha chiarito che la distruzione dell'edificio ha causato l'estinzione del suo diritto di superficie, ovvero la proprietà separata dell'appartamento rispetto al suolo comunale. Poiché l'ordinanza di sgombero e la successiva demolizione sono state ritenute legittime e necessarie, al proprietario non spetta alcun risarcimento per la perdita subita.
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Soggetto passivo IMU: la Cassazione decide tra Comune e Consorzio
Un Ente di Sviluppo Industriale ha contestato diversi avvisi di accertamento relativi all'imposta municipale per le annualità dal 2013 al 2016. L'ente sosteneva di non essere il corretto soggetto passivo IMU in quanto, a seguito dell'assegnazione di un'area a una società privata, era rimasto titolare della sola nuda proprietà. La controversia verteva sulla natura del diritto trasferito all'assegnatario: la Corte di Cassazione ha chiarito che l'assegnazione di un lotto industriale costituisce un diritto di superficie in capo al beneficiario. Di conseguenza, l'obbligo tributario ricade esclusivamente sulla società assegnataria, anche in assenza di un formale atto notarile di trasferimento della proprietà. La Suprema Corte ha quindi annullato la decisione di appello che dava ragione al Comune, confermando l'esenzione dell'Ente industriale.
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Prescrizione conguaglio esproprio: quando decorre?
La Corte di Cassazione ha chiarito i termini della prescrizione conguaglio esproprio in un caso riguardante l'edilizia convenzionata. Alcuni assegnatari di immobili avevano contestato la richiesta di integrazione del prezzo avanzata da un consorzio, sostenendo che il diritto fosse prescritto. La Suprema Corte ha confermato che il termine decennale di prescrizione inizia a decorrere solo dalla definitiva liquidazione delle indennità di esproprio, che nel caso specifico è avvenuta tramite un accordo transattivo. Poiché tale accordo è stato siglato meno di dieci anni prima della richiesta di pagamento, il diritto al conguaglio è stato ritenuto pienamente valido e non estinto.
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Evizione e superficie: quando spetta la garanzia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un privato che invocava la garanzia per Evizione contro un Comune. Il ricorrente aveva acquistato un diritto di superficie su un'area destinata a edilizia popolare, ma il piano urbanistico era stato successivamente annullato. Nonostante il privato fosse stato condannato a risarcire i proprietari originari del suolo, la Corte ha stabilito che non vi è stata perdita del diritto reale. Poiché i proprietari originari hanno richiesto solo il risarcimento e non la restituzione del bene, la proprietà si è consolidata in capo all'ente pubblico, escludendo i presupposti per l'azione di garanzia.
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Contributi di bonifica fotovoltaico: tra presunzione e prova
Una società proprietaria di un impianto solare situato su terreni altrui ha impugnato un'ingiunzione per contributi di bonifica fotovoltaico relativi all'anno 2014. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in mancanza dell'approvazione del Piano Generale di Bonifica, il Consorzio non può presumere l'esistenza di un vantaggio per il contribuente ma deve provarne il beneficio diretto e specifico. La sentenza chiarisce inoltre che i grandi impianti fotovoltaici sono considerati beni immobili per la loro connessione strutturale al suolo, rendendo il titolare del diritto di superficie il soggetto passivo del tributo, a condizione che venga dimostrato l'effettivo miglioramento fondiario derivante dalle opere consortili.
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Oneri espropriativi: chi paga il conguaglio finale?
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo per una società concessionaria di rimborsare al Comune gli oneri espropriativi aggiuntivi emersi dopo una sentenza definitiva. La società, avendo sottoscritto convenzioni per il diritto di superficie, si era impegnata a coprire integralmente i costi di acquisizione delle aree. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché le contestazioni sui limiti di spesa e sulle riduzioni percentuali dell'indennità non hanno scalfito la validità degli obblighi contrattuali liberamente assunti, rendendo dovuto il pagamento del conguaglio richiesto dall'ente locale.
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Diritto di superficie: guida alla competenza
La Corte di Cassazione è stata chiamata a decidere su una controversia relativa al corrispettivo per la concessione del **diritto di superficie** tra un ente comunale e i soci di una cooperativa edilizia. La Terza Sezione Civile, rilevando che la materia trattata riguarda specificamente i rapporti economici derivanti da concessioni edilizie pubbliche, ha stabilito che la competenza interna appartiene alla Prima Sezione Civile. Di conseguenza, è stato disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per la corretta assegnazione tabellare.
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Ritardo in cantiere: la riduzione della clausola penale salva l’impresa
Una società costruttrice perdeva la proprietà di un edificio a causa di un ritardo, come previsto da una clausola contrattuale. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: il giudice può sempre intervenire per la riduzione della clausola penale se questa è 'manifestamente eccessiva'. Tale potere vale anche quando la penale non è una somma di denaro, ma consiste nell'acquisizione di un bene immobile. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione, imponendo alla Corte d'Appello di rivalutare l'equità della sanzione applicata all'impresa, che rischiava di subire un danno sproporzionato rispetto all'interesse della controparte.
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Rimborso IVA beni ammortizzabili: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una società in merito al rimborso IVA beni ammortizzabili. Il caso riguardava la costruzione di un opificio su un terreno su cui il diritto di superficie era stato acquisito poco dopo l'inizio dei lavori ma prima della richiesta di rimborso. La Suprema Corte ha confermato che non è possibile richiedere un nuovo accertamento dei fatti in sede di legittimità.
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Tassa rifiuti porti turistici: chi paga per i posti barca?
La Corte di Cassazione chiarisce la questione sulla tassa rifiuti porti turistici. Una società di gestione portuale, titolare di concessione demaniale, sosteneva di non dover pagare la tassa per i posti barca ceduti a privati tramite contratti di superficie. La Corte ha stabilito che il concessionario rimane l'unico soggetto passivo del tributo per l'intera area, in quanto la sua detenzione, derivante dalla concessione pubblica, non viene meno con la stipula di contratti con terzi, i quali instaurano solo un rapporto di sub-detenzione.
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Riqualificazione contratto: affitto o diritto superficie?
L'Ente Fiscale ha tentato la riqualificazione contratto di un affitto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico in una concessione di diritto di superficie, con conseguente aumento delle imposte. Le commissioni tributarie hanno dato ragione al contribuente. L'Ente Fiscale ha presentato ricorso in Cassazione, ma ha poi rinunciato, portando all'estinzione del giudizio e rendendo definitiva la sentenza d'appello favorevole alla società.
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