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Diritto Di Superficie

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134 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Qualificazione contratto affitto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio riguardante la qualificazione di un contratto di affitto per impianti fotovoltaici. L'Agenzia Fiscale aveva riqualificato l'accordo in diritto di superficie, ma ha poi rinunciato al ricorso in Cassazione dopo due sentenze sfavorevoli, portando alla chiusura del caso e alla compensazione delle spese.
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Riqualificazione atto: estinzione del processo
Un'impresa del settore energetico si oppone alla riqualificazione di un contratto da locazione a diritto di superficie operata dall'Agenzia delle Entrate per un impianto fotovoltaico. Dopo una vittoria in secondo grado per l'impresa, l'Agenzia ricorre in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, l'Agenzia rinuncia al ricorso, con accettazione della controparte. La Corte di Cassazione, prendendo atto dell'accordo, dichiara l'estinzione del processo, lasciando irrisolta la questione sulla corretta riqualificazione atto.
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Riqualificazione contratto: le imposte sul fotovoltaico
L'Agenzia delle Entrate aveva proceduto alla riqualificazione contratto da locazione a diritto di superficie per la realizzazione di un impianto fotovoltaico, con conseguente richiesta di maggiori imposte. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, ha rinunciato all'impugnazione. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accettazione delle controparti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali. La questione di merito sulla corretta qualificazione del contratto non è stata quindi decisa.
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Riqualificazione atto: contratto e imposte di registro
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza un caso di riqualificazione atto di un contratto di locazione per un impianto fotovoltaico in diritto di superficie. L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di liquidazione per maggiori imposte, contestato dalla società. Sebbene i giudici di merito avessero dato ragione al contribuente, il processo in Cassazione si è concluso con l'estinzione del giudizio a seguito di rinuncia delle parti, senza una decisione nel merito sulla questione.
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Riqualificazione contratto: estinzione del processo
L'Agenzia Fiscale ha proceduto alla riqualificazione di un contratto di locazione per un impianto fotovoltaico in diritto di superficie, richiedendo maggiori imposte. La società ha impugnato l'atto con successo nei primi gradi di giudizio. In Cassazione, l'Agenzia ha rinunciato al ricorso, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del processo con spese compensate.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza sfavorevole riguardante la riqualificazione fiscale di un contratto di affitto per un impianto fotovoltaico. Successivamente, ha rinunciato al ricorso e la controparte ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito e lasciando le spese a carico di ciascuna parte.
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Tassa rifiuti porto turistico: chi paga? Cassazione
Una società di gestione portuale ha contestato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti, sostenendo di non essere il soggetto passivo per i posti barca ceduti a terzi. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in materia di tassa rifiuti porto turistico, il concessionario dell'area demaniale rimane l'unico soggetto passivo, in quanto detentore dell'intera area. La cessione di diritti a terzi non estingue tale detenzione. La Corte ha però cassato la sentenza per un vizio procedurale, in quanto i giudici d'appello avevano omesso di pronunciarsi sulla richiesta di detrazione di somme già versate.
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Responsabilità committente pubblico: quando è esclusa?
Un condominio citava in giudizio un ente pubblico per danni da infiltrazioni, attribuendogli la responsabilità come committente. La Cassazione ha respinto il ricorso, escludendo la responsabilità del committente pubblico poiché l'impresa appaltatrice, titolare di un diritto di superficie, aveva operato in totale autonomia, senza alcuna ingerenza o potere di fatto da parte dell'ente sull'area e sui lavori.
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Costruzione su suolo comune: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10480/2023, ha chiarito che una costruzione su suolo comune, edificata da un solo comproprietario, diventa automaticamente di proprietà di tutti i contitolari del terreno in base al principio di accessione (art. 934 c.c.). Per derogare a tale principio, è necessario un contratto scritto che costituisca un diritto di superficie. Nel caso di specie, una comproprietaria aveva ampliato un immobile comune, ma la Corte ha respinto il suo ricorso, confermando che l'opera apparteneva alla comunione e non solo a chi l'aveva realizzata.
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Riqualificazione fiscale: limiti e poteri del Fisco
Una società agricola e una società energetica stipulano un contratto complesso (locazione, diritto di superficie, vendita) per un impianto fotovoltaico. L'Agenzia delle Entrate procede alla riqualificazione fiscale dell'operazione, ritenendo la locazione strumentale al solo fine di ridurre l'imponibile. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'operato del Fisco, precisando che la riqualificazione è valida se basata su elementi desumibili dall'atto stesso (interpretazione 'ab intrinseco'), senza ricorrere a elementi esterni, come previsto dall'art. 20 del Testo Unico sull'Imposta di Registro.
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Diritto di superficie: no tasse sul compenso
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso percepito da proprietari terrieri per la costituzione di un diritto di superficie a favore di una società per l'installazione di impianti fotovoltaici non costituisce reddito diverso tassabile ai fini IRPEF. La Suprema Corte ha chiarito che il diritto di superficie è un diritto reale e non può essere assimilato alle obbligazioni di fare, non fare o permettere, previste dall'art. 67 del TUIR.
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Diritto di superficie: no a tasse sui redditi diversi
Con l'ordinanza n. 10783/2024, la Corte di Cassazione ha stabilito che i compensi ricevuti per la costituzione di un diritto di superficie su terreni agricoli, finalizzato all'installazione di impianti fotovoltaici, non sono tassabili come 'redditi diversi' ai sensi dell'art. 67 del TUIR. La Corte ha chiarito che la creazione di un diritto reale è giuridicamente distinta dagli obblighi di 'permettere' che generano redditi diversi, respingendo così la tesi dell'Agenzia delle Entrate.
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Diritto di superficie e non uso: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10602/2024, ha rigettato il ricorso di alcuni privati che rivendicavano la proprietà di un'area soprastante un edificio. La Corte ha confermato la decisione d'appello, la quale aveva qualificato il loro diritto non come proprietà, ma come un diritto di superficie. Poiché tale diritto non era stato esercitato per oltre vent'anni, si è estinto per prescrizione. Il caso sottolinea l'importanza dell'interpretazione dei contratti di compravendita immobiliare e le conseguenze del mancato esercizio dei diritti reali. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per abuso del processo.
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Usucapione su beni PEEP: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 11392/2024, chiarisce un importante principio sull'usucapione su beni PEEP. Un terreno, originariamente parte del patrimonio indisponibile del Comune perché inserito in un Piano di Edilizia Economica e Popolare, diventa suscettibile di usucapione una volta che viene ceduto in piena proprietà a un soggetto privato (come una cooperativa). La cessione, infatti, fa venir meno la destinazione pubblica del bene, rendendolo commerciabile e soggetto alle normali regole del possesso. La Corte ha quindi confermato la decisione di merito che aveva riconosciuto l'usucapione a favore di alcuni condomini che per oltre vent'anni avevano posseduto una porzione di terreno adiacente al loro edificio, originariamente assegnata a un'altra cooperativa.
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Concessionario soggetto passivo IMU: la Cassazione
Una società, titolare di una concessione su aree demaniali, si opponeva a un avviso di accertamento IMU, sostenendo di non essere più il soggetto tenuto al pagamento dopo aver ceduto a terzi il diritto di superficie. La Corte di Cassazione ha stabilito che il concessionario è il soggetto passivo IMU per l'intera durata della concessione, poiché la legge configura la concessione stessa come un presupposto d'imposta autonomo e inderogabile. La Corte ha però accolto il ricorso della società riguardo le sanzioni, ordinando l'applicazione del più favorevole regime del "cumulo giuridico" per le violazioni ripetute nel tempo.
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Contributo di bonifica: onere della prova e proprietà
Un proprietario terriero si opponeva al pagamento del contributo di bonifica, sostenendo che l'onere spettasse al titolare del diritto di superficie sui suoi fondi e che mancasse un beneficio diretto. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'obbligo grava sul proprietario e che l'inclusione del fondo nel piano di classifica crea una presunzione di beneficio che spetta al contribuente superare.
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Concessione demaniale: chi paga l’IMU?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29225/2024, ha stabilito che il titolare di una concessione demaniale è il soggetto passivo ai fini IMU per le strutture insistenti sull'area, indipendentemente dalla natura reale o meno del diritto concesso. La Corte ha chiarito che la legge identifica direttamente nel concessionario il responsabile del tributo, superando la necessità di accertare l'esistenza di un diritto di superficie. Inoltre, la natura precaria o stagionale della struttura non è rilevante se questa è accatastata o accatastabile come unità immobiliare autonoma.
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Locazione e concessione: obblighi distinti per l’inquilino
La Corte d'Appello ha confermato la risoluzione di un contratto di locazione per morosità, rigettando la tesi del conduttore secondo cui, avendo preso in carico la concessione demaniale sul suolo, non dovesse più pagare il canone di locazione. La sentenza chiarisce la netta distinzione tra il rapporto di locazione con il proprietario del diritto di superficie e il rapporto di concessione con l'ente pubblico. L'appello è stato giudicato temerario, con conseguente condanna al risarcimento del danno.
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Deduzione canoni demaniali: no dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28343/2024, ha stabilito l'indeducibilità del canone di concessione demaniale dal reddito derivante dalla locazione di immobili costruiti su suolo pubblico. La Corte ha chiarito che la deduzione canoni demaniali non è permessa in quanto il canone rappresenta un'obbligazione personale del concessionario verso la Pubblica Amministrazione, e non un 'onere reale' gravante sull'immobile come richiesto dall'art. 10 del TUIR.
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Plusvalenza diritto superficie: non tassabile su terreni
Una società energetica acquista diritti di superficie e servitù su terreni agricoli per un parco eolico. L'Agenzia Fiscale richiede una ritenuta, qualificando i corrispettivi come 'redditi diversi'. La Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che la plusvalenza diritto superficie su terreni agricoli non è tassabile, poiché non si tratta né di aree fabbricabili né di obblighi personali 'di permettere', ma di diritti reali.
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