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Detenzione Ai Fini Di Spaccio

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133 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Detenzione ai fini di spaccio: quando scatta il reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione ai fini di spaccio. Nonostante la difesa sostenesse che i 49 grammi di marijuana rinvenuti fossero destinati all'uso personale, la Corte ha confermato la condanna basandosi sulla precedente cessione di 2 grammi e sul possesso di un bilancino di precisione e bustine per il confezionamento. La decisione ribadisce che la valutazione delle prove spetta ai giudici di merito e non può essere contestata in sede di legittimità se supportata da una motivazione logica e coerente.
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Detenzione ai fini di spaccio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L'uomo era stato trovato in possesso di marijuana, hashish, bilancini e denaro contante in tagli piccoli. La Suprema Corte ha rilevato che i motivi di doglianza erano generici e non contestavano puntualmente le prove raccolte nei gradi precedenti. Di conseguenza, oltre alla conferma della condanna, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Detenzione ai fini di spaccio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione ai fini di spaccio. La difesa sosteneva l'uso personale, ma la Corte ha confermato che i giudici di merito avevano già correttamente motivato la responsabilità penale, escludendo incongruenze logiche.
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Detenzione ai fini di spaccio: guida al ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione ai fini di spaccio nei confronti di un imputato trovato in possesso di hashish e cocaina. La decisione si basa sul rinvenimento di bilancini e materiale da confezionamento. La Corte ha inoltre chiarito che le nullità procedurali non sollevate in appello non possono essere oggetto di ricorso per Cassazione.
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Detenzione ai fini di spaccio: quando è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione ai fini di spaccio nei confronti di un soggetto trovato in possesso di sostanze stupefacenti. La decisione si fonda sulla quantità di droga sequestrata, ritenuta incompatibile con un uso esclusivamente personale, e sulla presenza di strumenti per la pesatura e il confezionamento, oltre all'atteggiamento elusivo tenuto durante il controllo.
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Detenzione ai fini di spaccio: prova e criteri
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione ai fini di spaccio a carico di un soggetto trovato in possesso di hashish e marijuana. La prova della finalità di vendita è stata desunta dalla quantità di sostanza (circa 75 dosi), dal possesso di due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento. La Corte ha inoltre legittimato il diniego della sospensione condizionale della pena basandosi su procedimenti penali pendenti, confermando l'inammissibilità del ricorso e la condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per ricettazione e spaccio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e per ricettazione di una targa e un timbro medico. Il ricorso è stato respinto perché i motivi erano mere riproposizioni di argomenti già adeguatamente valutati e disattesi nei gradi di merito, la cui motivazione è stata ritenuta congrua e priva di vizi logici.
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Detenzione ai fini di spaccio: la prova indiziaria
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione ai fini di spaccio di un individuo trovato in possesso di cocaina e di una cospicua somma di denaro. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, stabilendo che la combinazione di elementi come la quantità di droga, la sua suddivisione, la presenza di bilancini e denaro in piccolo taglio costituisce una prova sufficiente della finalità di spaccio, senza che ciò comporti un'inversione dell'onere della prova a carico dell'imputato.
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Confisca denaro detenzione stupefacenti: quando è lecita?
La Corte di Cassazione ha annullato la confisca di 1.080 euro a un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti. La Suprema Corte ha stabilito che, in caso di mera detenzione, non è possibile presumere che il denaro sia provento di spaccio. Per procedere alla confisca denaro detenzione stupefacenti, è necessario un nesso provato con un'attività di cessione, che in questo caso non era stata contestata né dimostrata.
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Detenzione ai fini di spaccio: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione ai fini di spaccio nei confronti di un individuo trovato in possesso di un notevole quantitativo di hashish, un bilancino di precisione e una somma di denaro. La sentenza sottolinea che la combinazione di questi elementi costituisce un quadro probatorio solido, anche in assenza di prove dirette di cessione. Le giustificazioni dell'imputato, ritenute non provate e inverosimili, non sono state sufficienti a superare gli indizi a suo carico. È stata inoltre confermata la confisca del denaro.
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Detenzione ai fini di spaccio: prova e indizi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione ai fini di spaccio. La Corte conferma che la finalità di spaccio può essere provata tramite indizi gravi, precisi e concordanti, come la mancanza di un'attività lavorativa e di fonti di reddito lecite, che rendono la detenzione della sostanza stupefacente incompatibile con un uso esclusivamente personale.
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Detenzione ai fini di spaccio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione ai fini di spaccio. La Corte conferma che la condanna è legittima quando, oltre alla quantità di droga, vengono ritrovati elementi come bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e somme di denaro non giustificate. Questi indizi, valutati nel loro complesso, sono sufficienti a escludere l'uso personale e a comprovare la finalità di spaccio.
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Detenzione ai fini di spaccio: gli indizi rilevanti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione ai fini di spaccio. La Corte ha confermato che la destinazione alla vendita della sostanza stupefacente (19,49 gr di hashish) era provata da plurimi indizi: confezionamento in 22 dosi, precedenti specifici e possesso di denaro in piccoli tagli, ritenendo il ricorso una mera riproposizione di censure già esaminate.
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