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Destinazione Droga

7 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Destinazione droga: indici per lo spaccio in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di hashish. La sentenza conferma che la destinazione droga ai fini di spaccio può essere provata attraverso una serie di indici sintomatici, come la quantità, le modalità di occultamento, i precedenti penali e la condizione economica dell'imputato, anche in assenza di una confessione o di prove dirette della vendita.
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Destinazione droga: quando il possesso è spaccio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte conferma che per stabilire la destinazione droga alla vendita, la sola quantità non è decisiva. I giudici devono considerare un insieme di prove, come le modalità di occultamento e le testimonianze su offerte di vendita, per distinguere tra uso personale e attività criminale.
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Destinazione droga: quando il possesso non è per uso personale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di cocaina. La Corte conferma che la destinazione della droga ai fini di spaccio può essere provata non solo dalla quantità, ma da un insieme di indizi quali la purezza della sostanza, la condotta dell'imputato al momento del controllo e la sua situazione economica. Viene ribadito che una valutazione complessiva degli elementi è necessaria per escludere l'uso personale.
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Destinazione droga: indizi e valutazione del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6950/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte ha confermato la valutazione sulla destinazione droga a terzi basata su indizi come il confezionamento in dosi, l'assenza di un lavoro stabile e la mancata prova dell'uso personale, ribadendo che tale valutazione è di competenza del giudice di merito e non sindacabile in sede di legittimità se logicamente motivata.
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Destinazione droga: i criteri per la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La Corte ribadisce che per determinare la destinazione droga non basta il solo dato quantitativo, ma occorre una valutazione globale di tutti gli elementi indiziari, come la presenza di un bilancino di precisione, il confezionamento in dosi e i messaggi sul cellulare, che nel caso di specie indicavano un uso non esclusivamente personale.
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Destinazione droga: spaccio vs uso personale
Un giovane viene fermato con 6 dosi di stupefacente e 295 euro in piccolo taglio. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il suo ricorso, confermando la condanna per spaccio. La Corte sottolinea che la valutazione sulla destinazione droga spetta al giudice di merito, basandosi su indizi oggettivi come il numero di dosi e il possesso di denaro, ritenendo le giustificazioni dell'imputato inverosimili.
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Destinazione droga: indizi e prova per la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di stupefacenti, confermando che la destinazione droga allo spaccio può essere provata attraverso una serie di indizi. Tra questi, il numero di dosi, le diverse qualità di sostanze e le modalità di confezionamento sono elementi chiave che, valutati insieme, superano la mera dichiarazione di uso personale. La Corte ha inoltre ritenuto legittimo il diniego della messa alla prova a causa del concreto pericolo di recidiva desunto dai precedenti dell'imputato.
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