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Demolizione

28 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La demolizione è l'opposto della costruzione, ovvero l'abbattimento graduale di edifici o altre strutture. Non deve essere confusa con la decostruzione che consiste nell'abbattimento di un edificio preservando gli elementi di valore per un successivo riutilizzo. Per gli edifici di piccole dimensioni come le case, il processo di demolizione è abbastanza semplice e viene effettuato con mezzi meccanici come gru, escavatori e bulldozer. Per gli edifici di dimensioni maggiori come i palazzi vengono utilizzate tecniche più elaborate come le implosioni. Può anche riferirsi alla demolizione per auto, camion, moto e altri mezzi, meglio conosciuta come rottamazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Confisca immobile abusivo: no al sequestro se c’è demolizione
Un privato proprietario concorda una pena tramite patteggiamento per abusi edilizi e paesaggistici. Il Tribunale applica la sanzione, imponendo sia la demolizione delle opere sia la confisca immobile abusivo ex articolo 240 del codice penale. Il proprietario propone ricorso in Cassazione contestando la legittimità della misura ablatoria. La Suprema Corte accoglie il ricorso e chiarisce che per le violazioni edilizie ordinarie, diverse dalla lottizzazione abusiva, non è consentita la confisca immobile abusivo. L'unica misura obbligatoria resta la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi. Di conseguenza, i giudici annullano la sentenza limitatamente alla confisca, eliminandola definitivamente e confermando la condanna e la demolizione.
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Confisca immobile abusivo: quando la sanzione è illegittima
Il Cittadino ha proposto ricorso per Cassazione contro la sentenza di patteggiamento che, per un reato di costruzione abusiva, gli aveva applicato trenta giorni di reclusione e ordinato la confisca immobile abusivo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che per la semplice contravvenzione edilizia non è consentita la confisca, misura riservata alla più grave lottizzazione abusiva. Inoltre, i giudici hanno corretto la pena detentiva sostituendo la reclusione con l'arresto, sanzione corretta per le contravvenzioni. È stato invece confermato l'ordine di demolizione del manufatto, trattandosi di un provvedimento ripristinatorio autonomo rispetto a quello dell'autorità amministrativa.
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Sospensione condizionale della pena: demolizione o niente sconti
Il Proprietario è stato condannato per aver realizzato opere edilizie abusive di dimensioni non trascurabili. Il Tribunale ha concesso la sospensione condizionale della pena, ma l'ha subordinata alla demolizione delle opere abusive. Il Proprietario ha fatto ricorso in Cassazione, ritenendo ingiusta questa condizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, nei reati edilizi, è pienamente legittimo subordinare la sospensione condizionale della pena alla demolizione dell'abuso, poiché questo ordine serve a eliminare le conseguenze dannose del reato. La verifica sulla reale fattibilità dell'abbattimento avverrà solo nella successiva fase esecutiva. Il Proprietario perde la causa e deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Illegalità della pena nel patteggiamento edilizio
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza di patteggiamento relativa a reati edilizi e paesaggistici a causa della manifesta illegalità della pena. Il giudice di merito aveva applicato una sanzione pecuniaria inferiore ai minimi edittali, omettendo il raddoppio obbligatorio previsto dalla normativa speciale e non calcolando l'aumento per la continuazione tra i diversi reati contestati. Inoltre, la sentenza non aveva disposto l'ordine di demolizione del fabbricato abusivo. Poiché l'accordo sulla pena era viziato da errori di calcolo normativo, l'intera procedura di patteggiamento è stata dichiarata nulla, rimettendo le parti dinanzi al Tribunale per un nuovo corso processuale.
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Sanatoria edilizia: quando non ferma la demolizione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che revocava un ordine di demolizione basandosi su una sanatoria edilizia condizionata. Il provvedimento ribadisce che il permesso di costruire in sanatoria è legittimo solo se rispetta il principio della doppia conformità, senza richiedere ulteriori interventi strutturali. La cosiddetta sanatoria giurisprudenziale o impropria non ha valore legale per estinguere il reato o bloccare l'abbattimento del manufatto abusivo.
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Demolizione: quando l’immobile abusivo diventa comunale
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da alcuni privati contro l'ordine di demolizione di un immobile abusivo di quattro piani. La decisione sottolinea che, in caso di mancata esecuzione dell'ordine sindacale entro i termini, la proprietà del bene viene acquisita automaticamente dal Comune. Di conseguenza, i precedenti proprietari perdono l'interesse giuridico a impugnare l'ordine di demolizione, a meno che non intendano procedere spontaneamente all'abbattimento. La Corte ha inoltre rilevato la nullità di eventuali atti di donazione successivi, poiché gli immobili abusivi non sono commerciabili.
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Normativa antisismica e limiti alla demolizione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordine di demolizione emesso contro un cittadino per violazioni della normativa antisismica. La decisione chiarisce che, ai sensi dell'art. 98 del Testo Unico Edilizia, la demolizione può essere ordinata solo in presenza di violazioni sostanziali delle norme tecniche. Nel caso di specie, essendo state contestate solo violazioni formali relative alla mancata autorizzazione e al deposito del progetto, l'ordine di abbattimento è stato ritenuto illegittimo e rimosso dalla sentenza di condanna.
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Ordine di demolizione: validità per gli eredi
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ordine di demolizione per abusi edilizi non richiede una nuova notifica agli eredi se il provvedimento era già stato regolarmente comunicato al responsabile originario. Trattandosi di una sanzione con natura reale, essa segue il bene indipendentemente dai passaggi di proprietà o dalle successioni ereditarie. Il ricorso presentato dai figli del condannato, che lamentavano la mancata notifica personale, è stato rigettato poiché l'esecuzione era legittimamente iniziata nei confronti del dante causa.
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Distanze legali: costruire sul confine e aderenza
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri di interpretazione dei regolamenti edilizi locali in materia di distanze legali. Il caso riguardava un fabbricato costruito sul confine ma non in aderenza a quello del vicino. La Corte d'Appello aveva ordinato la demolizione parziale, interpretando restrittivamente la norma locale che consentiva la costruzione in aderenza o sul confine. La Cassazione ha invece stabilito che la congiunzione o ha valore disgiuntivo e che il principio di prevenzione permette al proprietario di scegliere tra diverse opzioni costruttive, purché siano rispettate le distanze minime tra i fabbricati previste dallo strumento urbanistico.
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Condono edilizio e ordine di demolizione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di revoca di un ordine di demolizione per opere abusive, nonostante la presentazione di un'istanza di condono edilizio. Sebbene il giudice di merito avesse erroneamente richiamato la disciplina del silenzio-rifiuto prevista per l'accertamento di conformità, la decisione è rimasta valida. La Suprema Corte ha chiarito che il silenzio-assenso per il condono edilizio del 2003 si perfeziona solo se la domanda è pienamente conforme ai requisiti di legge e se non vi è stato un rigetto sostanziale, elementi mancanti nel caso di specie.
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Demolizione abusiva e diritto alla casa: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un ordine di demolizione abusiva relativo a una palazzina di ampie dimensioni. La ricorrente invocava la violazione del principio di proporzionalità e del diritto all'abitazione. I giudici hanno stabilito che l'abuso, realizzato con piena consapevolezza e in assenza di tentativi di regolarizzazione, giustifica la sanzione. Inoltre, la mancata demolizione spontanea entro i termini ha comportato l'acquisizione automatica del bene al patrimonio comunale, privando la parte di ogni interesse giuridico sulla revoca del provvedimento.
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Ordine di demolizione e patteggiamento edilizio
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale contro una sentenza di patteggiamento che aveva omesso l'ordine di demolizione per un fabbricato abusivo. La Suprema Corte ha chiarito che l'ordine di demolizione è una sanzione amministrativa obbligatoria e non una pena in senso stretto, pertanto deve essere sempre disposta dal giudice penale, anche se le parti non l'hanno inclusa nell'accordo. La sentenza è stata annullata limitatamente a tale omissione, con l'immediata emissione dell'ordine da parte della Cassazione.
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Demolizione: stop se il reato è prescritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ordine di demolizione di un'opera abusiva non può essere mantenuto se il reato edilizio è estinto per prescrizione. Poiché la demolizione è una sanzione accessoria che richiede necessariamente una sentenza di condanna, il semplice accertamento dell'abuso in una sentenza di proscioglimento non è sufficiente a giustificarla. La Corte ha quindi annullato l'ordine di abbattimento precedentemente confermato in appello, disponendo l'eliminazione della statuizione.
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Particolare tenuità del fatto e abusi edilizi
La Corte di Cassazione ha confermato che la particolare tenuità del fatto non è applicabile in presenza di abusi edilizi consistenti, non sanabili e non demoliti. La decisione ribadisce che la persistenza dell'illecito e l'entità dell'opera escludono la scarsa offensività della condotta.
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Ordine di demolizione: quando la sanatoria non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il rigetto della sospensione di un ordine di demolizione relativo a un immobile abusivo. Nonostante la pendenza di una pratica di accertamento in conformità, il giudice ha rilevato che l'esito positivo della sanatoria era improbabile a causa del mancato rispetto delle distanze urbanistiche. La decisione ribadisce che la semplice presentazione di un'istanza amministrativa non blocca l'ordine di demolizione se non vi è una concreta e imminente possibilità di accoglimento.
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Demolizione manufatto abusivo: stop alla sospensione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale che aveva sospeso la demolizione manufatto abusivo basandosi solo sulla pendenza di istanze di condono. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice dell'esecuzione non può limitarsi a riscontrare la presentazione della domanda o il pagamento degli oneri, ma deve accertare la reale sanabilità dell'opera. Nel caso di specie, il sospetto di un frazionamento fittizio dell'immobile per aggirare i limiti volumetrici del condono rendeva necessaria una valutazione più rigorosa, che era mancata nel provvedimento impugnato.
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Ordine di demolizione: quando è irrevocabile
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un ordine di demolizione nonostante l'estinzione del reato edilizio per decorso del tempo. Il ricorrente aveva eccepito l'impossibilità tecnica di procedere all'abbattimento senza compromettere la statica dell'intero edificio. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché tale questione non era stata sollevata dinanzi al Giudice dell'esecuzione. Inoltre, è stato ribadito che l'ordine di demolizione non è soggetto a prescrizione e che eventuali rischi statici derivanti dall'abbattimento non ne impediscono l'esecuzione se imputabili alle tecniche costruttive illecite del condannato.
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Doppia conformità: quando la sanatoria è nulla.
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso contro l'ordine di demolizione di un immobile abusivo. Il ricorrente invocava una sanatoria ottenuta postumamente, ma priva del requisito della doppia conformità previsto dall'art. 36 del d.P.R. 380/2001. La Corte ha ribadito che la cosiddetta "sanatoria giurisprudenziale" non ha valore legale nel processo penale e non può bloccare la demolizione, poiché l'opera deve essere conforme alle norme sia al momento della realizzazione che della richiesta.
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Plusvalenza cessione immobili: guida alla tassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la plusvalenza cessione immobili non può essere tassata come vendita di terreno edificabile se sul suolo è presente un fabbricato al momento dell'atto. Nel caso di specie, un contribuente aveva venduto una cascina rurale destinata alla demolizione per la creazione di nuove volumetrie. L'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato l'atto come cessione di area edificabile, ma la Suprema Corte ha annullato l'accertamento. Il principio cardine è che la presenza di un edificio, anche se fatiscente o destinato all'abbattimento, esclude la natura di terreno nudo ai fini fiscali.
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Demolizione manufatto abusivo: limiti alla sanatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione manufatto abusivo, nonostante il ricorrente avesse presentato istanze di sanatoria. La Corte ha chiarito che la sanzione della demolizione ha natura amministrativa e ripristinatoria, pertanto non cade mai in prescrizione. Inoltre, la mera pendenza di ricorsi amministrativi o di nuove domande di condono non sospende automaticamente l'esecuzione dell'ordine impartito dal giudice, a meno che non vi sia un atto amministrativo incompatibile certo e imminente.
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