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Demolizione

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28 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Affidamento in prova: negato se l’abuso non è demolito
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto dell'istanza di **Affidamento in prova** al servizio sociale per un soggetto condannato per abusi edilizi. Il diniego si fonda sull'omessa demolizione delle opere abusive, comportamento interpretato come assenza di una reale revisione critica del reato. Nonostante il ricorrente avesse invocato difficoltà economiche e la brevità della pena residua, i giudici hanno ritenuto che il mancato ripristino dello stato dei luoghi sia un elemento ostativo insuperabile per la concessione della misura più ampia, confermando invece la validità della detenzione domiciliare concessa in subordine.
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Condono edilizio e sospensione demolizione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva sospeso un ordine di demolizione basandosi esclusivamente sulla pendenza di una domanda di condono edilizio. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice dell'esecuzione non può limitarsi a riscontrare la presentazione dell'istanza, ma deve compiere una valutazione approfondita sulla reale condonabilità dell'immobile e sulla probabilità di un rapido accoglimento della pratica. Nel caso di specie, mancava qualsiasi analisi tecnica sui requisiti necessari per bloccare l'abbattimento del manufatto abusivo.
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Condono edilizio: regole su rustico e scadenze
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un privato contro il diniego di revoca di un ordine di demolizione. Il fulcro della controversia riguardava la possibilità di applicare i termini di ultimazione previsti dalle leggi di condono successive (1994 e 2003) a una domanda presentata originariamente sotto l'egida del primo condono edilizio del 1985. La Suprema Corte ha stabilito che ogni procedura di condono edilizio è autonoma e soggetta esclusivamente ai requisiti temporali della propria legge di riferimento. Poiché il rustico dell'opera abusiva non risultava ultimato entro i termini fissati dalla legge del 1985, la sanatoria è stata ritenuta illegittima.
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Ordine di demolizione: revoca con la prescrizione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza che, pur dichiarando la prescrizione di un reato edilizio, aveva confermato l'ordine di demolizione di due container abusivi. La Suprema Corte ha ribadito che l'ordine di demolizione è una sanzione accessoria che può essere disposta dal giudice penale solo in caso di sentenza di condanna. Venendo meno la condanna per intervenuta prescrizione, decade automaticamente anche l'obbligo di rimozione dei manufatti imposto dal tribunale.
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Condono edilizio: limiti e abusi unitari
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso contro un ordine di demolizione, nonostante il rilascio di titoli di condono edilizio. Il caso riguardava una soprelevazione abusiva frazionata fittiziamente tra due fratelli per eludere il limite volumetrico di 750 metri cubi previsto dalla legge. La Corte ha ribadito che l'abuso deve essere valutato unitariamente e che il giudice dell'esecuzione può disapplicare i permessi in sanatoria se rilasciati in violazione dei requisiti sostanziali, come il superamento dei limiti di cubatura.
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Ricorso straordinario: il dubbio delle Sezioni Unite
Un cittadino ha impugnato un'ordinanza di demolizione emessa da un Comune siciliano attraverso un ricorso straordinario al Presidente della Regione. Dopo il rigetto del ricorso, il privato ha proposto ricorso in Cassazione. La questione centrale riguarda la possibilità di impugnare in sede di legittimità un decreto presidenziale regionale. La Corte ha rilevato un'incertezza sulla natura di tale atto, ovvero se debba essere considerato amministrativo o giurisdizionale. Per risolvere il dubbio interpretativo, la causa è stata rimessa alle Sezioni Unite.
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Condono edilizio e limiti alla sanatoria
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di revoca di un ordine di demolizione nonostante l'ottenimento di un condono edilizio ai sensi della Legge 724/1994. Sebbene il giudice di merito avesse erroneamente richiamato il requisito della doppia conformità, la decisione resta valida poiché l'opera realizzata non era un semplice ampliamento ma una ricostruzione totale con volumi enormemente superiori. Inoltre, è stato accertato un frazionamento elusivo delle domande di sanatoria, volto a superare i limiti volumetrici legali attraverso la presentazione di istanze separate per un unico manufatto unitario.
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Demolizione abusi: chi è il vero responsabile?
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un ordine di demolizione emesso nei confronti della proprietaria di un immobile abusivo, nonostante quest'ultima sostenesse di aver trasferito il possesso a terzi tramite scrittura privata. La Corte ha chiarito che la demolizione ha natura di sanzione amministrativa ripristinatoria con carattere reale, il che significa che segue il bene indipendentemente da chi ne sia l'attuale occupante o proprietario. Il trasferimento del possesso non esime il responsabile dell'abuso dall'obbligo di ripristino, né impedisce l'esecuzione dell'ordine, volto a tutelare l'assetto urbanistico violato.
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