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Delegatio Solvendi

31 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un istituto giuridico in cui un soggetto (delegante) ordina a un altro soggetto (delegato) di eseguire un pagamento a favore di un terzo (delegatario). Nel caso in esame, la società ordinante è il delegante, l'istituto di pagamento è il delegato e il creditore è il delegatario.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rinuncia agli atti esecutivi errata: banche risarciscono casa
Due acquirenti hanno comprato un immobile pignorato, versando il prezzo direttamente alle banche creditrici mediante assegni circolari per estinguere le procedure pendenti. I creditori si sono impegnati a liberare l'immobile ma hanno presentato una rinuncia agli atti esecutivi formalmente viziata e inefficace. A causa di questo errore, il giudice non ha bloccato la procedura e l'immobile è stato venduto all'asta a terzi. La Corte di Cassazione ha stabilito che i creditori, dopo aver incassato il saldo, avevano l'obbligo di depositare una valida rinuncia agli atti esecutivi in base ai principi di buona fede e correttezza. La Cassazione ha quindi accolto il ricorso degli acquirenti, affermando il diritto al risarcimento dei danni subito a causa del comportamento scorretto delle banche.
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Mandato irrevocabile: la banca taglia il bonifico e vince
Una società creditrice ha fatto causa a una banca e al suo direttore, pretendendo il pagamento di somme originariamente disposte dal debitore tramite bonifico. Il debitore aveva poi ridotto la somma per presunti inadempimenti. La creditrice sosteneva che l'ordine fosse un mandato irrevocabile a suo favore e che la banca avesse commesso un illecito non pagando l'intero importo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Corte ha chiarito che il bonifico bancario costituisce una delegatio solvendi e non fa sorgere un diritto diretto del terzo verso la banca. Inoltre, il mandato irrevocabile nell'interesse del terzo non attribuisce a quest'ultimo il diritto di esigere l'esecuzione del mandato dalla banca, in assenza di un accordo specifico. Vince la banca, mentre la creditrice deve pagare le spese.
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Pagamento prestazioni sanitarie convenzionate: ASL senza debiti
Una società termale privata ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro un'Azienda Sanitaria Locale per il pagamento prestazioni sanitarie convenzionate. L'ASL ha proposto opposizione, sostenendo che il soggetto debitore fosse la Finanziaria Regionale, delegata dalla legge regionale alla liquidazione e al pagamento delle fatture. I giudici di merito hanno accolto l'opposizione, revocando il decreto per difetto di legittimazione passiva dell'ASL. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, rigettando il ricorso della società termale. La Suprema Corte ha chiarito che, in base alla normativa statale e regionale, l'ente espressamente incaricato del pagamento del corrispettivo (in questo caso la finanziaria regionale tramite la tesoreria unica) è l'unico debitore inadempiente e soggetto passivo dell'azione esecutiva, escludendo qualsiasi responsabilità sussidiaria o solidale dell'ASL.
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Servizio idrico integrato: costi al comune e tariffe al gestore
Un consorzio di bonifica ha chiesto il rimborso dei costi di gestione degli impianti idrici al comune e al nuovo gestore del servizio idrico integrato per il periodo transitorio. La Corte d'Appello aveva condannato direttamente il nuovo gestore. La Cassazione ha accolto il ricorso del nuovo gestore, stabilendo che la scissione tra gestione materiale e fatturazione non comporta una novazione soggettiva. Il nuovo gestore deve riversare le tariffe riscosse al comune, il quale rimane l'unico obbligato a regolare i conti con il consorzio. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Mandato irrevocabile di pagamento: banca riduce il bonifico
Una società creditrice agisce contro una banca e il suo direttore per ottenere il risarcimento dei danni da lesione del credito. La banca, nonostante avesse ricevuto un mandato irrevocabile di pagamento tramite bonifico da parte del debitore, aveva versato una somma inferiore, sostenendo che l'ordine fosse stato successivamente modificato. I giudici di merito rigettano la domanda, ritenendo che il terzo beneficiario non acquisti un diritto diretto verso la banca mandataria. La Corte di Cassazione, rilevando l'importanza della questione sul mandato irrevocabile di pagamento e sulla responsabilità della banca, decide di non definire la causa in camera di consiglio e dispone il rinvio alla pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Mutuo solutorio: quando il contratto è valido
L'appellante contestava la validità di un prestito poiché la somma non era stata versata direttamente sul suo conto, ma a una banca terza per estinguere un debito pregresso. La Corte di Appello ha confermato la validità del mutuo solutorio, stabilendo che la disponibilità giuridica della somma, ottenuta tramite il pagamento a un terzo su istruzione del mutuatario, equivale alla consegna materiale del denaro e perfeziona il contratto.
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Bonifico domiciliato: guida alla responsabilità
Una società assicurativa ha citato in giudizio un operatore postale per il risarcimento dei danni derivanti dall'erroneo pagamento di un bonifico domiciliato a soggetti che avevano utilizzato documenti d'identità falsi. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza d'appello, stabilendo che il bonifico domiciliato non è equiparabile all'assegno bancario e che l'operatore è liberato se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta. Nel caso di specie, il controllo di un singolo documento d'identità apparentemente autentico, unito alla verifica del codice fiscale e della password segreta, è stato ritenuto sufficiente per escludere la responsabilità dell'intermediario.
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Bonifico domiciliato: responsabilità e diligenza
Una società assicurativa contesta a un operatore postale il pagamento di un bonifico domiciliato effettuato a un soggetto che ha utilizzato documenti falsi. La Cassazione stabilisce che l'operatore non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza del banchiere. Nel caso specifico, la verifica del codice fiscale, della password e del documento tramite sistemi informatici esclude la colpa, rigettando l'applicazione analogica delle norme più severe previste per l'assegno non trasferibile.
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Bonifico domiciliato: responsabilità e diligenza
Una società assicurativa ha citato un ente di servizi postali per l'erroneo pagamento di un bonifico domiciliato effettuato a favore di un soggetto che aveva utilizzato documenti falsi. La Corte di Cassazione ha confermato che l'ente non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza del professionista. Il bonifico domiciliato non è equiparabile all'assegno non trasferibile e non richiede l'applicazione analogica della normativa sui titoli di credito. L'identificazione avvenuta tramite un solo documento, codice fiscale e password è stata ritenuta sufficiente per escludere la colpa dell'istituto pagatore.
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Bonifico domiciliato: la responsabilità della banca
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società assicuratrice che chiedeva il risarcimento danni per un bonifico domiciliato pagato a un impostore. La ricorrente sosteneva che l'intermediario postale dovesse rispondere dell'errore applicando per analogia la severa disciplina degli assegni non trasferibili. La Suprema Corte ha invece stabilito che il bonifico domiciliato è riconducibile allo schema del mandato e della delegatio solvendi. L'intermediario è liberato se dimostra di aver agito con la diligenza del professionista, verificando l'identità tramite un documento valido, il codice fiscale e la password dispositiva fornita dall'ordinante, senza l'obbligo di richiedere un secondo documento o conservarne copia.
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Bonifico domiciliato: criteri di responsabilità
Una compagnia assicurativa ha citato in giudizio un operatore di servizi postali per il risarcimento danni derivanti dall'erroneo pagamento di un bonifico domiciliato a un impostore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile per vizi formali nel deposito della sentenza impugnata. Tuttavia, nel merito, ha confermato che la responsabilità dell'operatore è di natura contrattuale e che la diligenza richiesta non impone la richiesta di due documenti d'identità o la loro conservazione, essendo sufficiente il riscontro di un documento apparentemente autentico e della password di sicurezza.
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Bonifico domiciliato: responsabilità e diligenza.
Una società assicuratrice ha agito contro un ente postale per ottenere il risarcimento dei danni causati dal pagamento di un bonifico domiciliato a un impostore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'ente postale non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta dall'Art. 1176 c.c. Nel caso di specie, l'operatore aveva verificato un documento d'identità apparentemente autentico, il codice fiscale e la password fornita dall'ordinante. La Corte ha chiarito che il bonifico domiciliato è una delegatio solvendi e non richiede l'applicazione analogica della legge assegni.
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Bonifico domiciliato: responsabilità e diligenza
Una compagnia assicurativa ha citato un fornitore di servizi postali per il risarcimento danni derivanti dal pagamento di un bonifico domiciliato a un soggetto non legittimato. Il tribunale ha escluso la responsabilità del fornitore, ritenendo che avesse agito con la diligenza richiesta verificando documento d'identità, codice fiscale e password. La Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile per vizi formali nel deposito della sentenza, confermando comunque che il fornitore non è tenuto a richiedere due documenti o a conservarne copia, salvo specifiche previsioni contrattuali.
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Bonifico domiciliato: responsabilità e diligenza
Una compagnia assicurativa ha agito contro un operatore postale per il risarcimento dei danni derivanti dal pagamento di un bonifico domiciliato effettuato a favore di un impostore. Il terzo aveva riscosso la somma esibendo un documento falso e la password corretta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile per vizi formali nel deposito degli atti. Nel merito, i giudici hanno confermato che l'operatore non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, verificando la corrispondenza dei dati anagrafici, del codice fiscale e della password, ritenendo sufficiente l'esibizione di un solo documento d'identità.
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Bonifico domiciliato: responsabilità dell’intermediario
Una società assicurativa disponeva un bonifico domiciliato a favore di un cliente. Un soggetto terzo, presentatosi con un documento d'identità falso ma con la password corretta, riscuoteva la somma. La società, costretta a pagare una seconda volta il legittimo beneficiario, citava in giudizio l'ente postale per inadempimento. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità dell'ente, ritenendo che avesse agito con la dovuta diligenza professionale nell'identificazione del soggetto, dato che la falsità del documento non era palese e tutti gli altri elementi di controllo (password e codice fiscale) erano stati verificati correttamente.
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Bonifico domiciliato: quando la banca non è responsabile
Una società ordinava un bonifico domiciliato, ma l'istituto di pagamento erogava la somma a un truffatore in possesso di un documento con le generalità corrette e della password. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità dell'istituto, ritenendo che avesse agito con la dovuta diligenza professionale verificando il documento e la password, conformemente agli obblighi contrattuali. Viene chiarito che lo standard di diligenza non impone necessariamente la richiesta di due documenti o la conservazione di una copia.
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Responsabilità bonifico domiciliato: la decisione
Una società assicuratrice ha citato in giudizio un istituto di pagamento per aver liquidato un bonifico domiciliato a una persona diversa dal legittimo beneficiario, che si era presentato con un documento falso. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha escluso la responsabilità dell'istituto di pagamento. Si è ritenuto che l'istituto avesse adempiuto al proprio obbligo di diligenza professionale verificando la corrispondenza dei dati anagrafici, del codice fiscale e della password, utilizzando anche un sistema di verifica elettronica interna, assolvendo così all'onere probatorio a suo carico.
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Bonifico domiciliato: la diligenza nell’identificazione
Una società assicurativa ha ordinato un bonifico domiciliato, ma l'intermediario ha pagato un truffatore in possesso dei dati corretti e di un documento apparentemente valido. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità dell'intermediario non è oggettiva, ma basata sulla colpa. In questo caso, l'intermediario ha agito con la dovuta diligenza professionale verificando un documento d'identità, il codice fiscale e la password, e quindi non è tenuto al risarcimento del danno.
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Bonifico domiciliato: la diligenza nel pagamento
Una società assicurativa ha utilizzato il servizio di bonifico domiciliato di un ente postale per pagare un creditore, ma la somma è stata riscossa da un truffatore. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ente non è responsabile se dimostra di aver agito con la dovuta diligenza nell'identificazione del beneficiario (controllo di un documento d'identità, codice fiscale e password), anche senza conservare una copia del documento. Il bonifico domiciliato è regolato dalle norme sul mandato, non da quelle sull'assegno.
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Bonifico Domiciliato: Diligenza e Identificazione
Una società ordinava un bonifico domiciliato a favore di un proprio creditore. L'istituto di pagamento eseguiva l'operazione a favore di un soggetto che, pur presentatosi con un documento d'identità falso, era in possesso della password e del codice fiscale corretti. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'istituto di pagamento ha agito con la dovuta diligenza professionale, escludendone la responsabilità. Secondo la Corte, la verifica di un singolo documento di identità apparentemente autentico, unita al possesso di dati riservati come la password, è sufficiente a soddisfare l'obbligo di identificazione, senza che sia necessario applicare per analogia le norme più severe previste per gli assegni non trasferibili.
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