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Delegatio Solvendi

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31 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Bonifico domiciliato: la diligenza dell’intermediario
Una società assicurativa ha citato in giudizio un istituto di pagamento per aver liquidato un bonifico domiciliato a una persona con documenti falsi. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'istituto non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, la quale non impone necessariamente la verifica di due documenti o la conservazione di una copia. La responsabilità applicabile è quella contrattuale derivante dal mandato, escludendo l'analogia con le norme più severe previste per gli assegni non trasferibili.
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Bonifico domiciliato: quando la banca non è responsabile
Una società ordinava un bonifico domiciliato per pagare un creditore. L'istituto di pagamento erogava la somma a un truffatore che presentava un documento falso ma possedeva il codice fiscale e la password corretti. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità dell'istituto, ritenendo che avesse agito con la dovuta diligenza professionale verificando gli elementi a sua disposizione, e ha chiarito che il bonifico domiciliato non è assimilabile a un assegno.
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Bonifico domiciliato: responsabilità per pagamento errato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2112/2024, ha chiarito il regime di responsabilità dell'istituto di pagamento in caso di un bonifico domiciliato incassato da un truffatore. La Corte ha escluso l'applicazione analogica delle norme sull'assegno non trasferibile, inquadrando l'operazione come un mandato. La responsabilità dell'intermediario non è oggettiva, ma va valutata secondo il criterio della diligenza professionale (art. 1176 c.c.). Se l'istituto dimostra di aver verificato con diligenza il documento d'identità, il codice fiscale e la password forniti dal presentatore, non è tenuto al risarcimento, anche se il documento si rivela falso e il pagamento è stato effettuato alla persona sbagliata.
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Bonifico domiciliato: la diligenza della banca
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2110/2024, ha stabilito i confini della responsabilità dell'istituto di pagamento in caso di un bonifico domiciliato pagato a un truffatore. Se l'istituto dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, verificando il documento d'identità (anche uno solo), il codice fiscale e la password forniti dall'ordinante, non è responsabile per l'erroneo pagamento. La Corte ha escluso l'applicazione analogica delle norme più severe previste per gli assegni non trasferibili, inquadrando il bonifico domiciliato nell'ambito del mandato e della delegazione di pagamento, regolati dalle norme generali sulla diligenza contrattuale.
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Bonifico domiciliato: quando la banca non è colpevole
Una società assicuratrice disponeva un bonifico domiciliato a favore di una sua creditrice. Un impostore, presentatosi allo sportello con un documento d'identità (presumibilmente falso ma apparentemente valido), il codice fiscale e la password corretta, incassava la somma. La società disponente, costretta a pagare una seconda volta la vera creditrice, citava in giudizio l'istituto di pagamento per inadempimento. La Corte di Cassazione ha stabilito che, a differenza dell'assegno non trasferibile, il bonifico domiciliato è regolato dalle norme sul mandato. Di conseguenza, l'istituto di pagamento non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, identificando chi si presenta all'incasso tramite la verifica del documento, del codice fiscale e della password fornita dal disponente, anche senza conservarne una copia.
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Pagamento a persona sbagliata: la diligenza della banca
Un'impresa di assicurazioni dispone un 'bonifico domiciliato' a favore di un cliente. L'istituto di pagamento eroga la somma a un truffatore che si presenta con un documento apparentemente valido, il codice fiscale e la password corretta. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'istituto non è responsabile del pagamento a persona sbagliata, avendo agito con la diligenza professionale richiesta tramite la verifica di un singolo documento, del codice fiscale e della password, assolvendo così il proprio onere della prova.
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Responsabilità bonifico domiciliato: la diligenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 209/2024, ha chiarito i contorni della responsabilità del prestatore di servizi di pagamento in caso di bonifico domiciliato pagato a un soggetto non legittimato. Il caso riguardava una società che, dopo aver disposto un pagamento a un proprio creditore, si vedeva costretta a ripeterlo perché un impostore aveva incassato la somma presentando un documento falso. La Corte ha escluso l'applicazione analogica delle norme sulla responsabilità oggettiva previste per gli assegni non trasferibili, inquadrando la fattispecie nell'ambito della responsabilità contrattuale. Di conseguenza, l'istituto non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, la quale è stata ritenuta assolta tramite la verifica di un documento d'identità, del codice fiscale e della password fornita dall'ordinante, anche senza conservare copia del documento.
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Delegazione di pagamento: differenze e conseguenze
La Corte di Cassazione analizza la distinzione tra delegatio promittendi e delegatio solvendi. In un caso riguardante un appalto e un subappalto, la Corte ha chiarito che una semplice delegazione di pagamento, senza un'esplicita assunzione di obbligo da parte del delegato, si qualifica come delegatio solvendi. Di conseguenza, l'obbligo di pagamento del delegato verso il creditore delegatario non può superare l'ammontare del suo debito originario verso il delegante. La sentenza di merito è stata cassata per non aver correttamente interpretato la volontà delle parti.
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Legittimazione ad agire: ricorso inammissibile
Un'Azienda Sanitaria Locale (ASL) ha citato in giudizio due professionisti per ottenere la restituzione di onorari ritenuti eccessivi, pagati da un ente regionale per conto dell'ASL stessa. La Corte d'Appello aveva negato la legittimazione ad agire dell'ASL, poiché il pagamento era stato effettuato da un soggetto terzo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'ASL inammissibile, evidenziando che le argomentazioni legali a sostegno della propria legittimazione, come l'esistenza di un "accollo interno", erano state introdotte per la prima volta in sede di legittimità e che il ricorso mancava della specificità richiesta, non indicando con precisione i documenti a supporto delle proprie tesi.
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Pagamento trasporto: l’obbligo del destinatario
Un'azienda di trasporti ha consegnato merce a una società di logistica, la quale ha accettato la consegna ma ha rifiutato di saldare il corrispettivo. La società destinataria sosteneva di non aver commissionato il trasporto, avendo un contratto di logistica con un altro soggetto. La Corte di Cassazione ha stabilito che, con l'accettazione della merce, sorge automaticamente in capo al destinatario l'obbligo di effettuare il pagamento trasporto al vettore, ai sensi dell'art. 1689 c.c. Tale obbligo subentra a quello del mittente e non è influenzato da accordi interni tra il destinatario e terze parti.
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Delegazione di pagamento: non revocabile se promittendi
La Corte di Cassazione ha stabilito che una complessa operazione di compravendita immobiliare, regolata tramite una delegazione di pagamento, non è soggetta ad azione revocatoria fallimentare. La Corte ha chiarito che, non trattandosi di un pagamento anomalo ma di una 'delegatio promittendi' che ha portato a una compensazione legale, l'atto non è inefficace nei confronti del fallimento. La decisione si basa sulla distinzione cruciale tra l'ordine di pagare e l'assunzione di un nuovo debito.
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