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Definizione Agevolata — Anno 2023

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1042 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Definizione agevolata delle liti fiscali: bloccato il fisco
Una società immobiliare, coinvolta in una controversia contro l'Agenzia delle Entrate per accertamenti su IRES, IRAP e IVA, ha richiesto la sospensione del giudizio in Cassazione. La richiesta si fonda sulla volontà di avvalersi della definizione agevolata delle liti fiscali prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della dichiarazione della contribuente e della proroga dei termini disposta dal Decreto Bollette, ha accolto l'istanza. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il processo fino al 10 ottobre 2023, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria tributaria.
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Sanzioni doganali e definizione agevolata: la causa si estingue
L'Agenzia delle Dogane ha sanzionato un Consorzio per un'errata indicazione dell'origine e della classificazione doganale di lampade a risparmio energetico importate. Dopo che i giudici di merito hanno escluso la colpa del contribuente, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il Consorzio ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del d.l. n. 119/2018, provvedendo al pagamento di quanto dovuto per estinguere la cartella di pagamento collegata all'atto sanzionatorio. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Agevolazione prima casa: tra lusso e tregua fiscale
Un contribuente ha impugnato l'avviso di liquidazione con cui l'Amministrazione Finanziaria revocava l'agevolazione prima casa, ritenendo l'immobile un'abitazione di lusso per il superamento dei 240 metri quadri di superficie utile, calcolando anche i pianerottoli delle scale. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della legge di bilancio 2023, effettuando i relativi pagamenti. La Suprema Corte ha quindi disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per verificare il perfezionamento della sanatoria fiscale, che estinguerebbe il contenzioso.
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Agevolazione prima casa: scontro sui metri quadri e tregua fiscale
L'Amministrazione Finanziaria revocava l'agevolazione prima casa a un contribuente per l'acquisto di un immobile ritenuto abitazione di lusso, avendo una superficie utile superiore a 240 metri quadri in base al decreto ministeriale del 1969. Il contribuente sosteneva l'applicazione retroattiva delle norme più favorevoli del 2014, che escludono i requisiti metrici a favore di quelli catastali. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per verificare il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Sospensione del processo tributario: stop al fisco per la tregua
Un contribuente, in qualità di legale rappresentante di una società di persone cessata, ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF. Dopo la decisione sfavorevole della Commissione Tributaria Regionale, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, ha richiesto la sospensione del giudizio avvalendosi della tregua fiscale prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo tributario fino al 10 ottobre 2023 e rinviando la causa a nuovo ruolo, consentendo così al contribuente di valutare l'adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la causa sul fisco
Un contribuente ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo basato su diverse cartelle di pagamento asseritamente mai notificate. Dopo la decisione sfavorevole nei gradi di merito, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, lo stesso ha presentato domanda di adesione alla definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, chiedendo la sospensione del processo e impegnandosi a rinunciare alla causa. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto l'istanza e ha disposto la sospensione del giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa del perfezionamento del pagamento.
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Definizione agevolata: la Cassazione frena e attende il Fisco
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per imposte non pagate. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la società ha depositato una memoria dichiarando di aver estinto il debito fiscale usufruendo della definizione agevolata. La Corte, non potendo decidere immediatamente senza il riscontro della controparte, ha rinviato la causa a nuovo ruolo. Ha quindi concesso all'Amministrazione Finanziaria sessanta giorni di tempo per verificare l'effettivo perfezionamento della definizione agevolata e presentare le proprie osservazioni.
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Definizione agevolata liti fiscali: stop alla causa col Fisco
Una società italiana ha distribuito dividendi alla controllante olandese applicando l'esenzione della Direttiva Madre-Figlia. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, ritenendo che il beneficiario effettivo fosse una società malese e che l'operazione mirasse all'evasione fiscale. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle liti fiscali ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie: stop alla causa IMU
Un concessionario della riscossione ha impugnato la decisione che annullava un'ingiunzione di pagamento IMU emessa nei confronti di una contribuente. L'erede della contribuente ha chiesto la sospensione del processo in Cassazione per avvalersi della definizione agevolata delle controversie prevista dalla Legge di Bilancio 2023, dato che il Comune interessato ha adottato il relativo regolamento. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo il rinvio a nuovo ruolo della causa per verificare l'effettivo perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: stop alla lite ICI sui terreni
Una società ha impugnato un avviso di accertamento ICI emesso dal Comune per il recupero d'imposta su terreni edificabili. La CTR ha dato ragione al Comune, ritenendo legittima la stima del valore delle aree. La società ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023, recepita anche dal Comune con apposito regolamento. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza e ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per verificare l'effettivo perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Valore in dogana e royalties: scontro fisco-società sospeso
L'Amministrazione Doganale ha contestato a una Società Importatrice la mancata inclusione dei diritti di licenza nel calcolo del valore in dogana e royalties per merci importate. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione alla società, escludendo che il controllo di qualità esercitato dal licenziante configurasse un controllo gestionale idoneo a far scattare l'obbligo di tassazione. L'Amministrazione ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la Società Importatrice ha chiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, sospendendo il giudizio e rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: stop alla causa ICI in Cassazione
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per il pagamento dell'ICI emesso dal Concessionario del servizio di riscossione per conto dell'Ente Locale. Dopo alterne vicende nei gradi di merito riguardanti la legittimità dell'affidamento del servizio al Concessionario, la causa è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, Il Contribuente ha chiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197 del 2022, recepita dall'Ente Locale con apposito regolamento. La Corte di Cassazione ha quindi disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per verificare l'effettivo perfezionamento della definizione agevolata, sospendendo temporaneamente la decisione sul merito della controversia.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop liti
Gli Eredi della Contribuente hanno impugnato un avviso di accertamento ICI per gli anni dal 2009 al 2011 emesso dalla Società Concessionaria per conto del Comune. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la causa è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, gli Eredi hanno chiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. Poiché il Comune ha adottato il regolamento necessario per consentire tale sanatoria, la Suprema Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. Questo rinvio serve a verificare l'effettivo perfezionamento della pace fiscale, che estinguerebbe definitivamente il contenzioso senza necessità di una decisione sul merito dei motivi di ricorso.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al fisco
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza favorevole a una Società Contribuente in materia di IVA. Nelle more del giudizio, la Società Contribuente ha presentato istanza per ottenere la definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Verificata la sussistenza dei presupposti di legge, la Corte di Cassazione ha disposto la sospensione del processo e il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie: stop in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una società per un avviso di accertamento relativo a imposte non pagate. La società ha presentato formale richiesta di sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie, prevista dalla tregua fiscale della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la presenza dei requisiti previsti dalla legge, ha accolto la richiesta della contribuente. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il processo tributario e rinviato la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti: stop al doppio contributo
Alcuni contribuenti hanno impugnato un avviso di accertamento per l'imposta di successione. Durante la causa in Cassazione, i contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata delle liti, pagando l'intero importo dovuto a rate e rinunciando al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. I giudici hanno stabilito che, trattandosi di estinzione e non di rigetto, non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto la norma sanzionatoria è di stretta interpretazione. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
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Definizione agevolata: stop alla lite e niente doppie spese
Una società di gestione portuale ha impugnato un avviso di accertamento per maggiori ricavi relativi a IRPEG, IRAP e IVA. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie, pagando la prima rata. L'Agenzia delle Entrate ha quindi emesso un provvedimento di sgravio, confermando la regolarità della procedura. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico di chi le ha anticipate e la Corte ha escluso l'obbligo di versare il doppio contributo unificato, poiché l'estinzione deriva dalla definizione agevolata.
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Definizione agevolata: il Fisco cede e il processo si estingue
Un contribuente, titolare di un'attività di parrucchiere, riceveva avvisi di accertamento per IRPEG, IRAP e IVA relativi agli anni 2007 e 2008. Dopo i primi gradi di giudizio, proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente aderiva alla definizione agevolata prevista dal decreto legge 193/2016, provvedendo al pagamento integrale delle somme dovute in base al piano di rateazione. Avendo estinto il debito erariale, sia il contribuente sia l'Agenzia delle Entrate richiedevano l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti ed escludendo il versamento del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinguere i debiti e chiudere le liti
Una società di costruzioni ha impugnato una cartella di pagamento per IRAP. Durante il giudizio in Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, estinguendo interamente il proprio debito erariale. Avendo pagato le somme dovute, la società ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere. La Corte di Cassazione, preso atto del pagamento e della mancata opposizione da parte dell'Agenzia delle Entrate e dell'agente della riscossione, ha dichiarato l'estinzione del processo. Di conseguenza, le spese di lite sono state compensate tra le parti e si è escluso il versamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: il fisco perde e la lite si chiude col 5%
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società italiana la mancata applicazione delle ritenute sui dividendi distribuiti a una holding olandese, ritenuta una società fittizia interposta per evitare le tasse. Dopo che i giudici di merito hanno dato ragione alla società, l'amministrazione finanziaria ha fatto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha chiesto la definizione agevolata della lite ai sensi della Legge di Bilancio 2023, pagando il 5% del valore della controversia poiché il fisco era risultato soccombente nei gradi precedenti. La Corte di Cassazione ha preso atto del regolare pagamento e della presentazione della domanda, dichiarando l'estinzione del processo. Le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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