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Decreto Di Chiusura Del Fallimento

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Decisione del giudice che pone fine alla procedura di fallimento, una volta completate le operazioni di liquidazione dei beni o in altri casi previsti dalla legge.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Termine impugnazione decreto fallimento: un anno o sei mesi?
Un'Azienda ha chiesto l'equa riparazione per la durata eccessiva di una procedura fallimentare. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ritenendola tardiva perché presentata oltre il termine semestrale per l'impugnazione del decreto di chiusura del fallimento, applicando la normativa più recente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda. Ha stabilito che per le procedure fallimentari avviate prima del 2007, il termine impugnazione decreto fallimento resta di un anno, non di sei mesi. La data rilevante per stabilire la legge applicabile è l'apertura del fallimento.
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Termine Equa Riparazione: Un Anno per il Fallimento, non Sei Mesi
La Corte di Cassazione ha chiarito un importante aspetto sul termine equa riparazione per l'eccessiva durata di una procedura fallimentare. Una cittadina aveva chiesto un indennizzo per un fallimento durato troppo a lungo. Il Ministero della Giustizia contestava la richiesta, ritenendola tardiva e sostenendo l'applicazione di un termine di sei mesi. La Cassazione ha invece confermato che, per le procedure fallimentari non soggette a specifiche modifiche legislative, si applica il termine di un anno per la definitività del decreto di chiusura. Di conseguenza, la richiesta della cittadina è stata considerata tempestiva, respingendo il ricorso del Ministero.
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Equo indennizzo fallimentare: il termine non parte dal riparto
Un gruppo di creditori ha richiesto l'equo indennizzo per l'irragionevole durata di una procedura fallimentare. La Corte d'Appello ha respinto la loro domanda, considerandola tardiva. Ha ritenuto che il termine per presentare la richiesta iniziasse dalla data in cui un riparto parziale aveva già soddisfatto i creditori, e non dalla chiusura definitiva del fallimento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei creditori. Ha stabilito che il termine per chiedere l'equo indennizzo procedura fallimentare decorre dalla data in cui il decreto di chiusura del fallimento diventa inoppugnabile (cioè non più contestabile), anche se i crediti erano stati integralmente soddisfatti prima con un riparto parziale. La sentenza è stata cassata e rinviata per una nuova valutazione.
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Chiusura Fallimento: Termine Impugnazione e Indennizzo Negato
Un'Azienda e altre parti hanno contestato la decisione di un tribunale inferiore riguardo il `termine impugnazione decreto chiusura fallimento` e la richiesta di indennizzo per la durata irragionevole di una procedura fallimentare. La Corte di Cassazione ha chiarito che per i fallimenti precedenti la riforma del 2006/2007, il termine per impugnare il decreto di chiusura decorreva dalla comunicazione del decreto stesso. Se la comunicazione mancava, il termine lungo di un anno dalla pubblicazione si applicava. La Corte ha ribadito che la procedura fallimentare è unitaria. Il ricorso è stato respinto, confermando che la richiesta di indennizzo era tardiva.
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Equa riparazione: il termine per la domanda
Un debitore ha richiesto l'equa riparazione per l'eccessiva durata di un fallimento. La richiesta era stata respinta perché ritenuta tardiva. La Cassazione ha annullato la decisione, chiarendo che per i fallimenti precedenti alla riforma del 2006, se il decreto di chiusura non viene notificato a tutti i creditori, diventa definitivo solo dopo un anno. Di conseguenza, il termine di sei mesi per la domanda di equa riparazione decorre da tale momento, rendendo la richiesta tempestiva.
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