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Decreto D'Espulsione

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un provvedimento amministrativo emesso dall'autorità di pubblica sicurezza (Prefetto) che ordina a un cittadino straniero di lasciare il territorio nazionale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Espulsione amministrativa: la lingua madre vince sul decreto
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una cittadina ucraina a cui era stato notificato un decreto di espulsione amministrativa. Il provvedimento, emesso dalla Prefettura di Milano, era stato tradotto in lingua inglese ma non nella lingua madre della ricorrente, l'ucraino. Il Giudice di Pace aveva inizialmente rigettato il ricorso della cittadina. Tuttavia, la Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che un decreto di espulsione non tradotto nella lingua madre dello straniero è nullo, a meno di una motivata e oggettiva impossibilità. La Corte ha annullato il provvedimento di espulsione e condannato la Prefettura al pagamento delle spese legali.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se oscuro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione contro un decreto di espulsione. Il motivo è la mancata esposizione chiara e completa dei fatti di causa nell'atto di ricorso, requisito fondamentale previsto dall'art. 366 c.p.c. La Corte ha sottolineato che un'esposizione oscura o lacunosa impedisce al giudice di legittimità di comprendere la controversia, rendendo l'impugnazione inammissibile.
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Impugnazione decreto espulsione: conta la spedizione
Un cittadino straniero ha presentato ricorso contro un decreto di espulsione. Il Giudice di pace lo ha dichiarato inammissibile perché depositato oltre il termine di 30 giorni. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che per l'impugnazione del decreto di espulsione, ai fini della tempestività, rileva la data di spedizione dell'atto tramite servizio postale e non la data del suo deposito in cancelleria. Il caso è stato rinviato per l'esame del merito.
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Ricorso espulsione straniero: quando è tempestivo?
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione. Il Giudice di Pace aveva dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, considerando la data di deposito in cancelleria. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che per il ricorso espulsione straniero, al fine di verificare la tempestività, fa fede la data di spedizione dell'atto tramite servizio postale, non quella di ricezione da parte dell'ufficio giudiziario. Il ricorso era quindi stato presentato nei termini.
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Protezione speciale: i documenti nuovi in Cassazione
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione. L'ordinanza sottolinea l'inammissibilità dei motivi di ricorso generici e dei documenti, come un nuovo contratto di lavoro, prodotti per la prima volta in Cassazione per ottenere la protezione speciale.
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Proroga termini processuali: Cassazione sul sabato
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione. Il suo ricorso, depositato il lunedì successivo alla scadenza di sabato, era stato dichiarato inammissibile per tardività. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando il principio della proroga termini processuali: se un termine scade di sabato, è automaticamente esteso al primo giorno lavorativo seguente. Il caso è stato rinviato al Giudice di Pace per una decisione nel merito.
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Sottrazione controlli frontiera: no se c’è soccorso
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida del trattenimento di un cittadino straniero, stabilendo un principio fondamentale in materia di immigrazione. Il caso riguardava un uomo soccorso in mare, sbarcato e identificato dalle autorità. Nonostante ciò, era stato emesso un decreto di espulsione per presunta sottrazione ai controlli di frontiera. La Suprema Corte ha chiarito che l'operazione di soccorso e la successiva identificazione costituiscono una forma di controllo da parte dello Stato. Di conseguenza, non si può configurare la fattispecie della sottrazione ai controlli di frontiera, rendendo illegittimo il decreto di espulsione e il conseguente trattenimento.
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