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De Relato Actoris

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che indica una testimonianza basata non su conoscenza diretta dei fatti, ma su quanto riferito da una delle parti in causa (l'attore), rendendola di scarso valore probatorio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Disconoscimento della registrazione fonografica: ko l’avvocato
Una cliente ha citato in giudizio il proprio legale chiedendo la restituzione di 130.000 euro concessi in prestito e il risarcimento dei danni per negligenza professionale. A sostegno del prestito, la cliente ha prodotto la registrazione di una conversazione in cui il professionista ammetteva il debito. Il legale ha contestato genericamente la prova. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del professionista, confermando che il disconoscimento della registrazione fonografica deve essere chiaro, specifico e circostanziato, e non può limitarsi a una generica contestazione. Di conseguenza, l'avvocato è stato condannato a restituire l'intera somma ricevuta a titolo di mutuo e a risarcire i danni causati dalla sua superficiale gestione delle cause della cliente, oltre al pagamento delle spese processuali.
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Onere collaborativo cliente: se non collabori perdi
Una società ricorre in Cassazione contro la decisione che rigettava la sua richiesta di risarcimento nei confronti del precedente avvocato per presunta negligenza professionale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la tardiva costituzione in un giudizio di lavoro e la conseguente decadenza dalla prova testimoniale non erano imputabili al legale, bensì alla stessa società. Quest'ultima, infatti, non aveva adempiuto al proprio onere collaborativo cliente, omettendo di fornire tempestivamente le informazioni necessarie alla difesa nonostante le ripetute sollecitazioni del professionista.
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Prova orario di lavoro: testimoni decisivi
Una cuoca, assunta con contratto part-time, ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro per ottenere il pagamento di differenze retributive, sostenendo di aver di fatto svolto un orario di lavoro full-time. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il punto centrale della decisione è il valore della prova orario di lavoro fornita tramite testimoni. La Suprema Corte ha ribadito che la testimonianza di un ex collega è pienamente valida per dimostrare le ore effettivamente lavorate, anche se il capitolo di prova non è iper-dettagliato, purché sia credibile e basato su conoscenza diretta. L'ordinanza chiarisce che il giudice di merito ha ampia discrezionalità nel valutare le prove e che le censure del datore di lavoro su presunti vizi procedurali e di quantificazione del danno sono state ritenute inammissibili e infondate.
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Restituzione prestito: prova valida con WhatsApp
In una causa per la restituzione di un prestito, il Tribunale ha condannato due debitori al pagamento di 15.000 euro ciascuno. La decisione si è basata su prove documentali come bonifici, messaggi WhatsApp e una testimonianza chiave, nonostante i debitori fossero assenti al processo (contumaci). La sentenza sottolinea come la combinazione di queste prove sia sufficiente a dimostrare l'esistenza del credito, ponendo a carico dei debitori l'onere, non assolto, di provare l'avvenuto pagamento.
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Testimonianza de relato: quando non costituisce prova
Una sentenza della Corte d'Appello di Roma chiarisce l'inefficacia probatoria della testimonianza de relato, specialmente se proveniente dalla parte stessa (actoris). Il caso riguardava una richiesta di restituzione di un prestito e una domanda riconvenzionale per danni da aggressione. La Corte ha respinto la domanda di risarcimento basata su testimonianze indirette e contraddittorie, confermando invece l'obbligo di restituzione del prestito per mancanza di prove certe del pagamento.
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