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De Minimis

193 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Regola dell'Unione Europea che consente alle imprese di ricevere aiuti di Stato di piccolo importo senza che questi siano considerati lesivi della concorrenza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rimborso IRES e Aiuti di Stato: La Cassazione Riscrive le Regole
Una società aveva richiesto il Rimborso IRES per danni subiti a causa del sisma siciliano del 1990, basandosi su una legge italiana. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il rimborso. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione alla società. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha annullato questa decisione. Ha stabilito che la legge italiana che prevedeva tali agevolazioni costituisce un 'aiuto di Stato' incompatibile con il diritto europeo, secondo una decisione della Commissione Europea. La Corte ha rinviato il caso a un nuovo giudice per verificare se il beneficio rientri nelle eccezioni previste, come gli aiuti 'de minimis', e se la società possa dimostrare il nesso diretto tra i danni e l'aiuto richiesto. Questo principio sul Rimborso IRES e aiuti di Stato cambia la prospettiva sui vecchi benefici fiscali.
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Esenzione IRAP negata: l’Azienda senza i requisiti temporali
L'Agenzia delle Entrate ha contestato il diritto di un'Azienda a beneficiare dell'Esenzione IRAP prevista da una legge regionale siciliana per gli anni 2004 e 2005. L'Azienda aveva iniziato l'attività nel 2002. La legge regionale concedeva l'esenzione solo alle imprese operative in Sicilia dal 31/12/2003 e che avessero un triennio di attività (2001-2003) per calcolare la base imponibile eccedente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che l'Azienda non aveva i requisiti temporali per l'Esenzione IRAP, poiché non aveva un triennio di attività completo al 2003. La sentenza di merito che aveva riconosciuto il beneficio è stata cassata.
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Rimborso Tributi Sisma: La Cassazione tra Legge Nazionale e Aiuti di Stato UE
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una Società che chiedeva il **rimborso tributi sisma** (ILOR, IVA e imposta sul patrimonio netto) per il terremoto siciliano del 1990, basandosi su una legge nazionale. L'Agenzia delle Entrate si opponeva, richiamando una decisione della Commissione Europea che aveva dichiarato tali agevolazioni come "Aiuti di Stato" incompatibili con il diritto UE. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia. Per l'IVA, ha negato il rimborso, ritenendo la legge nazionale contraria al principio di neutralità fiscale. Per gli altri tributi, ha rinviato il caso alla Commissione Tributaria Regionale, affinché verifichi se gli aiuti rientrino nelle eccezioni "de minimis" o come compensazione per calamità naturali.
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Rimborso IVA e IRPEF Sisma: Aiuti di Stato e Neutralità Fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza che riconosceva a un professionista il diritto al **rimborso IVA e IRPEF sisma** per il terremoto siciliano del 1990. La Cassazione ha stabilito che l'agevolazione per l'IVA costituiva un "aiuto di Stato" incompatibile con il diritto europeo, violando il principio di neutralità fiscale, e ha negato definitivamente il **rimborso IVA**. Per l'IRPEF, invece, la Corte ha rinviato il caso al giudice tributario regionale per ulteriori accertamenti, volti a verificare se l'aiuto rientri nella regola "de minimis" o compensi danni da calamità naturali. Il professionista ha perso il diritto al **rimborso IVA** ma avrà una nuova opportunità per l'IRPEF.
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Rimborso contributi previdenziali: il ritardo cancella il diritto
Un'impresa colpita dall'alluvione del 1994 ha versato interamente i propri contributi previdenziali tra il 1995 e il 1997. Successivamente, la legge ha riconosciuto alle imprese alluvionate il diritto di versare solo il 10% del dovuto, consentendo il rimborso del 90% già pagato previa presentazione di una domanda entro il 31 luglio 2007. L'azienda ha depositato la richiesta di rimborso soltanto nel febbraio 2010. L'ente previdenziale ha respinto la richiesta e i giudici di merito hanno confermato il diniego per decorso dei termini. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, sancendo che la presentazione della domanda amministrativa entro la data perentoria costituisce una condizione inderogabile per ottenere il rimborso contributi previdenziali. Il superamento del termine estingue definitivamente il diritto al beneficio economico.
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Rimborso imposte sisma Sicilia: limiti UE per gli amministratori
La Contribuente ha richiesto il Rimborso imposte sisma Sicilia per il 90% di quanto versato negli anni 1991 e 1992. La Corte di giustizia tributaria regionale ha riconosciuto il diritto al rimborso solo per i redditi da lavoro autonomo, legati alla carica di componente del consiglio di amministrazione societario, ma ha erroneamente liquidato l'importo totale spettante anche al coniuge. L'Agenzia delle Entrate ha ricorso in Cassazione. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso, stabilendo che l'attività dell'amministratore societario qualificata come lavoro autonomo rientra nella nozione europea di impresa. Di conseguenza, il beneficio fiscale non è automatico ma richiede la verifica del rispetto dei limiti europei de minimis o la prova del danno subito per evitare sovrapposizioni di aiuti.
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Aiuti di Stato e agevolazioni fiscali: il freno della Cassazione
Un'azienda ha richiesto agevolazioni e rateizzazioni tributarie per i danni causati da eventi sismici. L'Agenzia delle Entrate ha negato il beneficio per alcune imposte sostitutive. Dopo decisioni favorevoli all'impresa nei gradi di merito, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. La Suprema Corte ha chiarito che il tema degli aiuti di Stato e agevolazioni fiscali deve rispettare rigorosamente il diritto dell'Unione Europea. Le sospensioni e i tagli d'imposta concessi per calamità naturali a favore di imprese commerciali possono configurare aiuti illegittimi se superano i limiti europei. Pertanto, la causa torna al giudice di merito per verificare se l'agevolazione rientri nella regola del de minimis o risponda a danni effettivi e diretti subiti dall'azienda, senza alcuna sovracompensazione rispetto alle perdite reali.
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Rimborso imposte sisma 1990: stop aiuti senza verifica cumulo
Una contribuente titolare di partita IVA ottiene la restituzione dei tributi versati per il triennio 1990-1992 in seguito agli eventi sismici della Sicilia orientale. L'Amministrazione Finanziaria impugna la decisione dei giudici tributari regionali, i quali avevano concesso l'agevolazione valutando la somma erogata in modo del tutto isolato rispetto ai tetti di legge. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso erariale. I Supremi Giudici stabiliscono che per ottenere il rimborso imposte sisma 1990 non è sufficiente considerare il singolo importo richiesto. Il giudice di merito deve calcolare l'insieme dei contributi pubblici percepiti dall'impresa nel triennio mobile per rispettare i limiti comunitari del de minimis. La controversia torna quindi alla corte tributaria per una nuova perizia dei requisiti economici.
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Rimborso imposte sisma: il fisco perde contro la partita IVA
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva a una contribuente il rimborso imposte sisma nella misura del 60% per IRPEF e IRAP versate durante il periodo di sospensione post-terremoto del 2002. L'amministrazione sosteneva che l'attività economica della donna impedisse l'accesso al beneficio in base alle norme europee sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ufficio finanziario. I giudici hanno stabilito che lo svolgimento di un'attività economica non esclude automaticamente il diritto al rimborso, purché l'importo dell'agevolazione rimanga al di sotto della soglia dell'aiuto de minimis. Di conseguenza, la contribuente ha ottenuto definitivamente il diritto al recupero delle somme richieste, con condanna dell'Agenzia al pagamento delle spese processuali.
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Rimborso imposte sisma: no all’automatismo senza prove del danno
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva a un contribuente il rimborso del 60% delle imposte versate a seguito del terremoto del 2002. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per ottenere il rimborso imposte sisma non basta avere la sede nell'area colpita. Il contribuente deve dimostrare l'effettivo danno subito e l'assenza di sovracompensazione, oppure il rispetto dei limiti previsti dal regolamento europeo de minimis. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
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Regolamento de minimis: documenti salvi ma rimborso a rischio
Un pediatra convenzionato ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate per gli anni 1990-1992, beneficiando delle agevolazioni per le vittime del sisma in Sicilia. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la richiesta, sostenendo l'invalidità della domanda priva di documenti e l'incompatibilità dell'aiuto con il diritto europeo. La Corte di Cassazione ha chiarito che la mancanza iniziale di documenti non rende nulla la domanda, potendo questi essere presentati in giudizio. Tuttavia, ha accolto il ricorso del Fisco poiché il giudice d'appello ha omesso di verificare se il professionista, equiparato a un'impresa, rispettasse i limiti del Regolamento de minimis. La sentenza è stata cassata con rinvio per effettuare tale accertamento.
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Rimborso imposte sisma: sì ai documenti tardivi ma stop UE
Un medico pediatra ha richiesto il rimborso imposte sisma pari al 90% delle tasse versate per gli anni 1990-1992, a seguito del terremoto in Sicilia del 1990. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che la domanda iniziale fosse priva di documenti e che, trattandosi di un lavoratore autonomo, l'agevolazione violasse le norme europee sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancanza iniziale di documenti non rende nulla la domanda, poiché le prove possono essere prodotte in giudizio. Tuttavia, ha accolto il ricorso del Fisco perché i giudici d'appello non hanno verificato se il rimborso rispettasse i limiti comunitari del "de minimis" applicabili anche ai professionisti. La causa è stata quindi rinviata per un nuovo esame.
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Rimborso imposte sisma 1990: stop della Cassazione per le imprese
Un contribuente, titolare di un'impresa, ha richiesto il Rimborso imposte sisma 1990 per i tributi versati in eccesso negli anni 1990-1992. L'Agenzia delle Entrate ha contestato il diritto al rimborso, sostenendo che l'agevolazione violasse le norme europee sugli aiuti di Stato, in particolare per quanto riguarda l'IVA. La Commissione Tributaria Regionale aveva inizialmente dato ragione al contribuente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria, stabilendo che per le imprese il rimborso non è automatico. I giudici di merito avrebbero dovuto verificare la compatibilità dell'agevolazione con i limiti europei del regime de minimis o dimostrare il nesso diretto tra il danno subito e l'aiuto ricevuto. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Rimborso imposte sisma 1990: Fisco contro imprese in Cassazione
Un imprenditore ha richiesto il rimborso delle imposte versate in eccedenza per il triennio 1990-1992, beneficiando delle agevolazioni per le vittime del terremoto in Sicilia del 1990. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che l'agevolazione per i redditi d'impresa costituisce un aiuto di Stato incompatibile con il diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno stabilito che il rimborso imposte sisma 1990 per chi svolge attività d'impresa non è automatico. Il giudice di merito deve verificare il rispetto dei limiti europei sugli aiuti di Stato, in particolare la regola del de minimis e l'assenza di sovracompensazioni per i danni effettivamente subiti. La causa è stata quindi rinviata per un nuovo esame.
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Rimborso imposte sisma 1990: l’autocertificazione non basta
L'Azienda ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate per gli anni 1990-1992, beneficiando delle agevolazioni per le zone colpite dal terremoto del 1990 in Sicilia. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato la richiesta. I giudici di merito hanno inizialmente dato ragione all'Azienda, ritenendo sufficiente una sua autocertificazione per dimostrare i danni e il rispetto dei limiti europei. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che l'autocertificazione non ha valore di prova nel processo tributario. L'Azienda deve dimostrare rigorosamente il nesso tra il danno subito e il sisma, oltre al rispetto del limite mobile triennale per gli aiuti di Stato. La Cassazione ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando la causa per un nuovo esame dei fatti.
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Rimborso imposte per eventi sismici: stop della Cassazione
L'Azienda ha richiesto il rimborso del 50% di IVA, IRES e IRAP versate tra il 2002 e il 2005, invocando le agevolazioni per le zone colpite dal sisma del 2002 in Sicilia. L'Amministrazione Finanziaria ha opposto il silenzio-rifiuto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che le agevolazioni fiscali per le imprese costituiscono aiuti di Stato illegittimi secondo il diritto dell'Unione Europea, a meno che non rispettino i limiti del regime de minimis o compensino danni effettivi e diretti senza sovra-compensazioni. Inoltre, il rimborso non può applicarsi all'IVA per non violare la neutralità fiscale europea. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per verificare l'effettivo rispetto di questi limiti. Il tema centrale riguarda il rimborso imposte per eventi sismici.
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Rimborso imposte sisma 1990: vince il Fisco se manca la prova
Un contribuente ha richiesto il rimborso imposte sisma 1990 per le tasse pagate in eccedenza negli anni dal 1990 al 1992. La Commissione tributaria regionale ha accolto la domanda per le imposte dirette, ritenendo che spettasse all'Agenzia delle Entrate dimostrare che il contribuente svolgesse un'attività d'impresa esclusa dal beneficio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che l'onere della prova spetta interamente al contribuente. Chi richiede l'agevolazione deve dimostrare di rispettare i limiti europei sugli aiuti di Stato, come il regime de minimis, e di non aver ricevuto una sovra-compensazione rispetto ai danni subiti. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia.
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Rimborso sisma Sicilia: no automatico per i soci d’impresa
Un contribuente, socio di una società di persone, ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte IRPEF e ILOR versate per gli anni 1990-1992, avvalendosi delle agevolazioni per le vittime del terremoto del 1990 in Sicilia. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole al contribuente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ufficio, stabilendo che i redditi di partecipazione in società di persone sono considerati redditi d'impresa. Di conseguenza, il beneficio del rimborso sisma Sicilia costituisce un potenziale aiuto di Stato illegittimo, a meno che non si dimostri il rispetto dei limiti previsti dal regolamento europeo de minimis. La sentenza è stata cassata con rinvio per verificare tali presupposti.
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Rimborso sisma Sicilia: fisco contro soci di società di persone
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato la decisione che riconosceva a un socio di una società di persone il diritto al Rimborso sisma Sicilia per le imposte versate nel triennio 1990-1992. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ufficio, stabilendo che i soci di società di persone producono reddito d'impresa per il principio di trasparenza fiscale. Di conseguenza, essi sono qualificabili come imprenditori e non possono accedere automaticamente al rimborso, poiché quest'ultimo costituisce un potenziale aiuto di Stato incompatibile con il mercato europeo. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza d'appello, rinviando la causa al giudice di merito. Quest'ultimo dovrà verificare se il rimborso rispetti i limiti previsti dal regolamento europeo de minimis, ponendo il relativo onere della prova a carico del contribuente.
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Rimborso imposte sisma: sì della Cassazione contro i veti UE
Una Società colpita dal terremoto del 1990 in Sicilia ha chiesto il rimborso del 90% delle imposte versate nel triennio 1990-1992. L'Amministrazione Finanziaria non ha risposto, configurando un silenzio rifiuto. I giudici d'appello hanno negato il rimborso ritenendolo un aiuto di Stato incompatibile con il diritto europeo. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della Società, stabilendo che il giudice di merito deve verificare se la somma richiesta rispetti i limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di importo limitato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la decisione precedente e ha rinviato la causa per un nuovo esame, confermando che il rimborso imposte sisma può essere legittimo se rientra nei limiti del regime de minimis.
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