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Dau (Documento Amministrativo Unico)

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È il modulo standard utilizzato per le dichiarazioni doganali nell'Unione Europea, necessario per quasi tutte le operazioni di importazione o esportazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Esportazioni extra UE senza DAU: confermato il recupero IVA
L'Agenzia delle Entrate ha notificato due avvisi di accertamento a un imprenditore individuale per il mancato versamento dell'IVA su presunte cessioni interne e per lo splafonamento negli acquisti agevolati. Il contribuente ha sostenuto di aver svolto operazioni estero su estero non imponibili, ma non ha fornito la documentazione doganale ufficiale per provare l'uscita delle merci dall'Unione Europea. I giudici di merito hanno respinto le tesi difensive a causa della mancanza del DAU e del superamento del tetto del plafond. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso dell'imprenditore, confermando che per le esportazioni extra UE non bastano mere dichiarazioni di terzi per superare la presunzione di cessione nazionale, con conseguente condanna alle spese e conferma dell'imposta dovuta.
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Cessioni extra UE: niente esenzione IVA senza visto doganale
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società commerciale il mancato versamento dell'IVA per diverse operazioni internazionali, ritenute indebitamente esenti. I giudici tributari regionali hanno confermato il recupero d'imposta per le operazioni di esportazione, poiché l'impresa non aveva esibito la prova doganale di uscita delle merci. La Corte di Cassazione ha confermato che per le cessioni extra UE non bastano documenti privati, fatture o ricevute bancarie per ottenere la non imponibilità IVA: serve un atto doganale pubblico o vidimato. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'azienda per quanto riguarda il ricalcolo delle relative sanzioni pecuniarie.
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Cessioni extra UE non imponibili IVA tra esenzione e prova
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società commerciale il recupero delle imposte su vendite destinate all'estero per oltre un milione di euro. L'Ufficio ha escluso l'agevolazione per mancanza di prova ufficiale sull'uscita fisica dei beni dal territorio dell'Unione Europea. I giudici di secondo grado hanno annullato l'accertamento basandosi su documenti privati e bolle non conformi per soli due mesi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ufficio tributario, stabilendo che le cessioni extra UE non imponibili IVA richiedono prove doganali certe e univoche. Documenti generici, privi di visti o non collegati alle fatture, comportano l'assoggettamento a imposta ordinaria.
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Rimborso accise esportazione: errore formale ma sostanza salva
Un'azienda ha esportato oli lubrificanti fuori dall'Unione Europea chiedendo il rimborso delle imposte pagate. Tuttavia, ha commesso un errore compilando la bolletta doganale con un codice errato che indicava l'assenza di rimborso. L'Agenzia delle Dogane ha quindi rifiutato il rimborso. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'errore formale non cancella il diritto al rimborso accise esportazione, ma impone al contribuente un onere probatorio molto severo. Non bastano fatture private o bonifici bancari: servono prove pubbliche e ufficiali dell'effettivo arrivo della merce a destinazione. La causa è stata quindi rinviata al giudice di merito per verificare la presenza di tali prove certe.
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Esenzione IVA Esportazioni: Rimborso Salvo con Dogana Estera
Un'azienda si è vista negare un rimborso IVA perché, pur avendo caricato la merce in Italia, aveva utilizzato uffici doganali di altri Stati UE (Lituania e Austria) per le pratiche di esportazione. L'Agenzia delle Entrate riteneva la procedura irregolare. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda, stabilendo un principio chiave per l'esenzione IVA esportazioni: ciò che conta è la prova certa e inconfutabile che la merce sia uscita dal territorio dell'Unione, non quale specifico ufficio doganale comunitario abbia emesso la documentazione. La sostanza della prova prevale sul mero formalismo procedurale. La Corte ha inoltre accolto le ragioni dell'azienda su operazioni triangolari connesse.
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