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Dato Ponderale — Anno 2025

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64 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Detenzione stupefacenti: quando gli indizi bastano
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione stupefacenti ai fini di spaccio. La decisione si fonda sulla corretta valutazione da parte dei giudici di merito di una serie di indizi gravi, precisi e concordanti, come il possesso di un bilancino, materiale per il confezionamento e sostanze da taglio, che nel loro complesso provavano la destinazione alla vendita della sostanza, nonostante la modesta quantità rinvenuta.
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Fatto lieve di spaccio: no se l’attività è costante
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti, escludendo la possibilità di qualificare il reato come fatto lieve di spaccio. Nonostante la quantità di droga non fosse ingente, la Corte ha valorizzato il carattere continuativo e non occasionale dell'attività, svolta peraltro durante gli arresti domiciliari. La decisione sottolinea che per la configurabilità del fatto lieve non basta il solo dato ponderale, ma occorre una valutazione complessiva dei mezzi, delle modalità e delle circostanze dell'azione.
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Inammissibilità ricorso stupefacenti: la decisione
La Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso stupefacenti di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. I motivi sono stati ritenuti non specifici e meramente ripetitivi delle argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, che aveva correttamente escluso l'uso personale basandosi su peso, principio attivo e confezionamento della sostanza.
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Motivazione illogica: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di 13 grammi di cocaina. La Corte ha stabilito che la sentenza d'appello non presentava una motivazione illogica, poiché le circostanze del ritrovamento (quantità, confezionamento unico, occultamento) escludevano ragionevolmente l'uso personale, giustificando la condanna per spaccio. Il ricorso è stato respinto perché tentava una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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