LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Dato Ponderale — Anno 2025

Pagina 2 di 4

64 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dato Ponderale

Provvedimenti

Detenzione di stupefacenti: i criteri per lo spaccio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13723/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato che, per distinguere lo spaccio dall'uso personale, il giudice deve valutare un insieme di indizi, come la coltivazione, la disponibilità di strumenti per il confezionamento e la quantità della sostanza. Tali elementi, nel loro complesso, possono superare la tesi dell'uso personale e impedire l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
Continua »
Ricorso inammissibile: la Cassazione e la droga
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso di detenzione di cocaina. L'appello è stato ritenuto una mera ripetizione di argomenti già respinti dalla Corte d'Appello, che aveva escluso l'uso personale e il fatto di lieve entità sulla base dell'ingente quantitativo e delle scarse capacità economiche dell'imputato.
Continua »
Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per traffico di stupefacenti. I motivi del ricorso erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello, contestando l'aggravante dell'ingente quantità. La Corte ha confermato la decisione, ritenendo il ricorso non specifico e la motivazione della corte d'appello logica e adeguata, data l'enorme quantità di droga sequestrata (5 kg di cocaina e 48 kg di hashish).
Continua »
Fatto di lieve entità: non basta il peso della droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, il quale sosteneva la tesi del fatto di lieve entità basandosi solo sul quantitativo di droga. La Corte ha ribadito che la valutazione deve essere complessiva, considerando anche altri elementi come il possesso di ingenti somme di denaro e la non occasionalità della condotta, confermando così l'approccio olistico richiesto dalla giurisprudenza.
Continua »
Detenzione droga spaccio: i criteri per la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un giovane studente trovato in possesso di 50 grammi di hashish. La Corte ha confermato che per configurare il reato di detenzione droga spaccio non è sufficiente il solo dato quantitativo, ma è necessaria una valutazione globale di tutti gli elementi. In questo caso, sono state decisive la mancanza di capacità economica dell'imputato per acquistare la sostanza per uso personale e le inverosimili giustificazioni fornite, rafforzando l'ipotesi della destinazione allo spaccio.
Continua »
Circostanze attenuanti generiche e spaccio: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di lieve entità. La Corte conferma la decisione di merito che negava sia la particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) sia le circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.), basandosi sulla tipologia e quantità della droga (18 dosi di cocaina), il contesto dello spaccio e i precedenti penali dell'imputato.
Continua »
Destinazione allo spaccio: gli indizi secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La decisione ribadisce che per accertare la destinazione allo spaccio non basta il superamento dei limiti di quantità, ma occorre una valutazione complessiva di tutti gli indizi, come la suddivisione in dosi, le modalità di detenzione, le circostanze del ritrovamento e la condizione economica del soggetto.
Continua »
Spaccio lieve: quando il reato non è di lieve entità
La Corte di Cassazione conferma la condanna per spaccio di sostanze stupefacenti, escludendo l'ipotesi di spaccio lieve. La decisione si basa su elementi oggettivi quali la quantità di droga (36 grammi di cocaina), il possesso di strumenti per il confezionamento e la pesatura, e i precedenti penali specifici dell'imputato. La Corte ribadisce che tali indici dimostrano una professionalità e un inserimento in contesti criminali che sono incompatibili con la fattispecie di lieve entità.
Continua »
Fatto di lieve entità: la quantità non è tutto
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per spaccio di stupefacenti, stabilendo che per qualificare un fatto di lieve entità non basta considerare solo la quantità di droga. I giudici devono effettuare una valutazione complessiva di tutte le circostanze, come le modalità della condotta e il profilo dello spacciatore, anche in presenza di sostanze diverse.
Continua »
Coltivazione uso personale: quando non è credibile?
Un soggetto condannato per la coltivazione di canapa indiana, da cui erano ricavabili 1188 dosi, ha proposto ricorso sostenendo la tesi della coltivazione per uso personale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che, sebbene la quantità da sola non sia decisiva, le modalità organizzate della coltivazione (serra indoor, lampade specifiche, fertilizzanti) sono elementi che, uniti al dato quantitativo, escludono logicamente la destinazione al solo uso personale, configurando il reato di produzione di stupefacenti.
Continua »
Valutazione gravità reato: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti e ricettazione. L'analisi della Corte si concentra sulla corretta valutazione della gravità del reato effettuata dai giudici di merito, che avevano escluso la fattispecie di lieve entità (art. 73, comma 5, D.P.R. 309/90) e la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La decisione si fonda su elementi quali l'elevato dato ponderale, la diversità delle sostanze, le modalità di custodia e la professionalità dell'attività illecita, nonché sulla personalità negativa dell'imputato, desunta dai numerosi precedenti. La Suprema Corte ribadisce che il giudizio sulla congruità della pena e sulla concessione delle attenuanti non è sindacabile in sede di legittimità se sorretto da una motivazione logica e non arbitraria.
Continua »
Fatto di lieve entità: la valutazione complessiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato che chiedeva la riqualificazione del reato di spaccio in un 'fatto di lieve entità'. La Corte ha confermato che la valutazione non può basarsi solo sulla quantità di droga, ma deve considerare un insieme di indici, come le modalità professionali di confezionamento, i precedenti penali e la sistematicità dell'attività, che nel caso di specie escludevano la minore gravità del reato.
Continua »
Riforma assolutoria: obbligo esame imputato
Due imputati, assolti in primo grado per detenzione di stupefacenti per uso personale, vengono condannati in appello. La Corte di Cassazione annulla la condanna perché la corte d'appello ha operato una riforma assolutoria senza riesaminare gli imputati, le cui dichiarazioni erano state decisive per la prima sentenza. Viene riaffermato l'obbligo di rinnovazione della prova dichiarativa decisiva.
Continua »
Destinazione allo spaccio: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un individuo condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio (art. 73, c. 5, D.P.R. 309/90). L'imputato sosteneva che la sostanza fosse per uso personale. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che in sede di legittimità non si possono rivalutare i fatti. Ha inoltre confermato che, sebbene il solo peso della sostanza non sia una prova decisiva, il superamento dei limiti tabellari, unito ad altri indizi, costituisce un valido fondamento per accertare la destinazione allo spaccio.
Continua »
Detenzione stupefacenti: quando è spaccio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando che la detenzione stupefacenti si qualifica come spaccio quando il quantitativo (in questo caso 230 grammi), le modalità di confezionamento (due involucri separati) e la rapida deperibilità della sostanza sono incompatibili con un uso puramente personale. La decisione ribadisce che il dato ponderale, pur non essendo decisivo da solo, concorre con altri elementi a formare la prova della destinazione alla vendita.
Continua »
Causa di non punibilità: quando è esclusa per lo spaccio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta, confermando la valutazione dei giudici di merito. La Corte ha sottolineato che la gravità dell'offesa, la non occasionalità della condotta e i precedenti dell'imputato ostacolano l'applicazione del beneficio.
Continua »
Fatto di lieve entità: non basta la quantità di droga
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per spaccio, stabilendo che per escludere l'ipotesi del 'fatto di lieve entità' non è sufficiente basarsi solo sulla quantità di droga o sul numero di dosi ricavabili. I giudici devono condurre una valutazione complessiva che consideri anche le modalità dell'azione, i mezzi utilizzati e le circostanze del caso. La decisione sottolinea che un'analisi puramente quantitativa è riduttiva e non conforme alla legge, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
Continua »
Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. Il ricorso verteva, tra l'altro, sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte ha ribadito che il diniego è legittimo se motivato dall'assenza di elementi positivi a favore dell'imputato, specialmente di fronte a un'attività criminosa organizzata e non occasionale, confermando la decisione della corte d'appello.
Continua »
Lieve entità del fatto: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di stupefacenti. L'imputato chiedeva il riconoscimento della lieve entità del fatto, ma la Corte ha stabilito che la presenza di più tipi di droghe, strumenti per il confezionamento, una cospicua somma di denaro e un'organizzazione con vedette sono elementi incompatibili con tale ipotesi, confermando la valutazione di gravità della condotta.
Continua »
Detenzione di stupefacenti: Cassazione e uso personale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato che il notevole quantitativo di droga (hashish per 443 dosi, 22 volte oltre il limite) e il possesso di un bilancino di precisione sono elementi sufficienti a escludere sia la destinazione a uso personale sia l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).
Continua »