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Daspo

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372 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Obbligo di presentazione DASPO: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione dell'obbligo di presentazione DASPO. L'imputato non si era presentato in commissariato, adducendo come scusante il fatto che la partita si fosse svolta "a porte chiuse" e in una data diversa da quella inizialmente prevista. La Corte ha stabilito che tali circostanze sono irrilevanti ai fini della sussistenza del reato, poiché l'obbligo di firma è un dovere personale svincolato dalle modalità di svolgimento dell'evento sportivo. È stato inoltre confermato il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei precedenti penali del ricorrente.
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Ricorso inammissibile: condanna per violazione DASPO
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per aver violato un provvedimento DASPO. Il motivo del ricorso è stato giudicato non specifico, in quanto privo delle necessarie ragioni di diritto e di fatto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro alla Cassa delle ammende, confermando le severe conseguenze di un'impugnazione carente dei requisiti di legge.
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Modifica DASPO: Potere del GIP sulla sorveglianza
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha il potere di modificare le prescrizioni di un DASPO, come l'obbligo di presentazione, anche dopo la convalida. La sentenza ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore che sosteneva la competenza esclusiva del Questore, rafforzando così il principio del controllo giurisdizionale sulle misure che limitano la libertà personale e chiarendo un punto fondamentale sulla modifica DASPO.
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Daspo: durata massima e diritto di difesa, la Cassazione
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un tifoso contro un Daspo di 7 anni con obbligo di firma per 5 anni. La Corte ha ritenuto legittima la durata massima della misura, anche per un soggetto incensurato, basandosi sulla sua concreta pericolosità dimostrata dalla partecipazione attiva a un gruppo violento, con il volto coperto e una bottiglia in mano. Respinta anche la violazione del diritto di difesa, chiarendo che il termine di 48 ore per difendersi decorre dalla notifica del provvedimento del Questore.
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Termine difesa DASPO: la Cassazione annulla convalida
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La decisione è fondata sulla violazione del termine di difesa di 48 ore, non rispettato dal Giudice per le Indagini Preliminari che ha emesso il provvedimento prima della scadenza del termine e del deposito della memoria difensiva dell'interessato. La Corte ha stabilito che tale inosservanza costituisce una nullità che inficia il provvedimento, limitatamente alla misura dell'obbligo di presentazione.
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Modifica DASPO: il GIP è competente, dice la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha la competenza per la modifica DASPO e delle relative prescrizioni, come l'obbligo di firma, anche dopo aver convalidato il provvedimento iniziale del Questore. La sentenza chiarisce che il controllo giurisdizionale su una misura che limita la libertà personale deve essere continuo. Il ricorso della Procura, che sosteneva la competenza esclusiva del Questore, è stato dichiarato inammissibile anche per carenza di interesse concreto.
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Modifica DASPO GIP: chi è competente? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Procuratore, stabilendo un principio fondamentale sulla modifica DASPO GIP. Una volta convalidato, l'obbligo di presentazione può essere modificato solo dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e non dal Questore, poiché tale misura incide sulla libertà personale e richiede la garanzia giurisdizionale. Il caso riguardava un DASPO divenuto inefficace a seguito del trasferimento del titolo sportivo della squadra di calcio di riferimento.
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Termine convalida Daspo: la Cassazione chiarisce
Un soggetto destinatario di un Daspo con obbligo di firma ha impugnato l'ordinanza di convalida, lamentando la violazione del termine di 48 ore a disposizione della difesa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, sebbene l'incertezza sul rispetto del termine convalida Daspo porti alla sua inefficacia, la convalida è legittima se il giudice, nella motivazione del provvedimento, attesta espressamente che il termine è stato rispettato, anche in assenza dell'indicazione dell'orario di deposito.
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DASPO: Convalida e durata per tifoso recidivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro la convalida di un DASPO della durata di cinque anni. La Corte ha ribadito che il giudice della convalida deve effettuare un controllo completo sui presupposti della misura, inclusa la pericolosità del soggetto e la congruità della durata. In questo caso, la pericolosità era provata da video e la durata di cinque anni è stata ritenuta corretta poiché il soggetto era recidivo, come previsto dalla normativa vigente.
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DASPO: nullo se non rispetta il termine di 48 ore
La Corte di Cassazione ha annullato la convalida di un provvedimento DASPO con obbligo di presentazione, poiché il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha emesso la sua decisione prima che fosse trascorso il termine dilatorio di 48 ore dalla notifica al destinatario. Questo termine è considerato una garanzia fondamentale per il diritto di difesa. La violazione di questa tempistica procedurale ha comportato la nullità della convalida e l'inefficacia dell'obbligo di firma.
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Memoria difensiva DASPO: l’obbligo di esame del GIP
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO perché il Giudice per le Indagini Preliminari non aveva esaminato la memoria difensiva inviata dal legale del ricorrente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC). La sentenza sottolinea che l'omesso esame di tali memorie, presentate entro il termine di 48 ore, costituisce un vizio di motivazione che rende illegittimo il provvedimento, violando il diritto di difesa del soggetto interessato.
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Termine di 48 ore DASPO: annullata la convalida
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di presentazione, poiché non è stato possibile accertare il pieno rispetto del termine di 48 ore DASPO concesso all'interessato per esercitare il proprio diritto di difesa. La sentenza sottolinea che questo intervallo temporale è una garanzia procedurale inviolabile, la cui violazione comporta la nullità della convalida e l'inefficacia della misura restrittiva.
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