Un Questore emette un primo DASPO di 8 anni, poi lo annulla in autotutela per sostituirlo con uno di 3 anni per gli stessi fatti. Il nuovo provvedimento, però, omette l'avviso obbligatorio circa la facoltà del destinatario di presentare memorie difensive al giudice della convalida. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha sancito che tale omissione determina la nullità insanabile dell'ordinanza di convalida, portando all'annullamento DASPO. La Corte ha chiarito che il nuovo atto amministrativo è pienamente autonomo e non può 'ereditare' i requisiti di forma dal precedente atto annullato, dovendo rispettare integralmente le garanzie difensive.
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