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Danno Patrimoniale Di Speciale Tenuità

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74 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Danno patrimoniale di speciale tenuità: tre anelli costano caro
L'Imputato ha sottratto tre anelli alla Persona Offesa. Successivamente, ha proposto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la valutazione sul valore dei beni spetta ai giudici di merito e che tre anelli non possono essere considerati beni di valore particolarmente tenue. L'Imputato perde la causa e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: no a banconote grandi
Due soggetti hanno proposto ricorso per Cassazione contro la condanna per reati legati alla circolazione di banconote. Il primo ricorrente ha contestato la misura della pena, mentre il secondo ha lamentato il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. I giudici hanno chiarito che i motivi presentati erano generici e ripetitivi rispetto a quanto già esaminato in appello. In particolare, l'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità è stata esclusa poiché l'attività illecita riguardava banconote di taglio non piccolo, escludendo così un impatto economico minimo. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: tentato furto senza sconti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto aggravato in concorso. Il ricorrente lamentava il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Suprema Corte ha stabilito che il ricorso è inammissibile poiché si limita a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza muovere una critica specifica alla sentenza impugnata. I giudici di merito avevano correttamente escluso l'attenuante valutando le modalità complessive della condotta criminosa. Di conseguenza, l'imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Scippo da 200 euro: no al danno patrimoniale di speciale tenuità
Il caso riguarda Il Ricorrente, condannato per furto con strappo per aver scippato una collanina d'oro del valore di duecento euro. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che per l'applicazione di questa attenuante il pregiudizio economico deve essere lievissimo, ossia pressoché irrilevante. Il valore di duecento euro non può essere considerato tale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: no a sconti per furti non irrisori
L'Imputata, condannata per il reato di furto, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che tale attenuante può essere applicata solo quando il valore economico del bene sottratto e il pregiudizio per la vittima siano pressoché irrisori. Nel caso specifico, la tipologia dei beni sottratti escludeva un valore economico trascurabile. Di conseguenza, l'Imputata è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: no a sconti per truffa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per truffa in concorso. L'imputato contestava il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e della circostanza del danno patrimoniale di speciale tenuità. I giudici hanno chiarito che il diniego delle attenuanti generiche era giustificato dalla gravità del fatto e dalla recidiva del reo. Inoltre, per la concessione dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, il pregiudizio economico deve essere oggettivamente irrisorio e lievissimo. Non rileva, invece, la capacità economica della vittima di sopportare la perdita finanziaria. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna e ha sanzionato il ricorrente con il pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: niente sconti per rapina
L'Imputato, condannato per rapina ed estorsione tentata, ha proposto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano generici e ripetitivi, non confrontandosi con la decisione della Corte d'Appello. I giudici hanno evidenziato che il danno arrecato alla vittima non era affatto irrisorio, tenendo conto anche della natura plurioffensiva dei reati commessi, che colpiscono sia il patrimonio sia l'integrità della persona. Di conseguenza, l'Imputato perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: furto senza sconti
Un uomo, condannato per furto di denaro aggravato da violenza sulle cose, ha proposto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che per concedere tale attenuante il pregiudizio economico deve essere lievissimo e quasi irrisorio. La valutazione deve considerare non solo il valore intrinseco del denaro o dell'oggetto sottratto, ma anche tutti gli effetti negativi subiti dalla vittima. Inoltre, la capacità economica della persona offesa di sopportare la perdita finanziaria non ha alcuna rilevanza ai fini del calcolo della tenuità del danno. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Furto e danno patrimoniale di speciale tenuità: ricorso respinto
Il caso riguarda un uomo condannato per due furti aggravati. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il motivo di ricorso era generico, limitandosi a ripetere le tesi già respinte in appello. Inoltre, la Corte d'Appello aveva correttamente motivato il diniego dell'attenuante, evidenziando la gravità del fatto e il valore non irrisorio dei beni sottratti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: birre rubate con violenza
L'Imputato, dopo aver sottratto una confezione di birre in un supermercato, ha aggredito il direttore e l'addetto alla sicurezza per garantirsi la fuga. Condannato per tentata rapina impropria, ha proposto ricorso lamentando il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, dato il valore irrisorio della merce. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che nei reati plurioffensivi, come la rapina, la valutazione della speciale tenuità non può limitarsi al valore economico del bene sottratto. Occorre considerare anche la violenza fisica e morale esercitata sulle vittime. L'Imputato perde la causa e deve pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: no a condanne senza prove
L'Imputata è stata condannata per il furto di un portafoglio all'interno di un negozio, commesso insieme ad altre persone. La difesa ha fatto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, dato che il valore sottratto era di appena cento euro. Inoltre, ha contestato l'assenza di prove concrete sulla sua partecipazione al furto, basata solo sulle dichiarazioni indirette di un coimputato riferite dalle forze dell'ordine. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, evidenziando che i giudici d'appello non hanno motivato il rifiuto dell'attenuante e hanno ritenuto colpevole l'imputata senza riscontri oggettivi. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: no al furto ai turisti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il furto del portafogli di una turista straniera. L'imputato richiedeva l'applicazione della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, sostenendo che il valore economico del portafogli fosse minimo. I giudici hanno invece stabilito che il furto di un portafogli a una cittadina straniera in viaggio non può essere considerato un danno di minima entità, date le gravi ripercussioni pratiche ed economiche per la vittima lontana da casa. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna e ha inflitto al ricorrente anche una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: furto e pena da rifare
Due persone sono state condannate per concorso in tentato furto aggravato all'interno di un supermercato, avendo nascosto generi alimentari sotto i vestiti grazie a un'imbracatura artigianale. La Corte d'Appello aveva negato l'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, ritenendo che il valore economico della merce non fosse l'unico parametro e ipotizzando che i complici avrebbero rubato di più se non fossero stati scoperti. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente i ricorsi, stabilendo che la valutazione sul danno patrimoniale di speciale tenuità deve basarsi su un giudizio complesso del danno criminale complessivo e non su mere congetture o sul solo valore economico. La sentenza è stata annullata con rinvio limitatamente a questo aspetto.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: furto da 50 euro e sanzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per tentato furto di materiale ferroso ed evasione. Il difensore chiedeva l'applicazione della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, evidenziando che il valore della merce (raccorderia idraulica) era di soli 50 euro e non incideva sull'attività dell'azienda vittima del furto. I giudici hanno chiarito che, per concedere questa attenuante, il pregiudizio economico complessivo deve essere lievissimo e quasi irrisorio. A tal fine, occorre valutare non solo il valore intrinseco del bene sottratto, ma anche tutti gli ulteriori effetti negativi subiti dalla vittima, mentre è del tutto irrilevante la capacità economica del soggetto derubato di sopportare la perdita finanziaria.
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Truffa da 100 euro: no al danno patrimoniale di speciale tenuità
Due donne sono state condannate per tre truffe. Hanno proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, sostenendo che un danno di cento euro fosse minimo. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici hanno chiarito che un danno di cento euro non può considerarsi di valore economico pressoché irrisorio o quasi trascurabile per la vittima. Inoltre, il diniego delle attenuanti generiche è legittimo in assenza di elementi positivi a favore delle imputate. Di conseguenza, le ricorrenti sono state condannate al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro ciascuna in favore della Cassa delle ammende.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: rapina senza sconti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per rapina e lesioni personali. Il ricorrente contestava l'applicazione della recidiva e il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. I giudici hanno chiarito che, nei reati plurioffensivi come la rapina, non basta che l'oggetto sottratto sia di scarso valore economico. È necessario valutare anche la violenza o la minaccia subita dalla vittima, che lede la sua libertà e integrità fisica. Di conseguenza, l'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità non può essere applicata se l'aggressione complessiva non è di lievissima entità. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: no sconti per 500 euro
Il caso riguarda un uomo condannato per ricettazione e indebito utilizzo di una carta bancomat altrui, con cui aveva causato alla vittima un danno di almeno 500 euro. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Le attenuanti generiche non erano state richieste nel giudizio di appello, rendendo la censura tardiva. L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità è stata invece esclusa nel merito, poiché un danno di 500 euro non può considerarsi di valore economico quasi irrisorio o lievissimo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: cellulare non è irrisorio
L'Imputato, condannato per il reato di ricettazione di un telefono cellulare, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La difesa sosteneva che l'oggetto avesse un valore economico modesto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, per applicare tale attenuante, il danno deve essere minimo, quasi irrilevante per la vittima, e di valore economico pressoché irrisorio. Un valore semplicemente modesto non è sufficiente a giustificare lo sconto di pena. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Ricettazione di assegni: condanna anche se non incassati
Due imprenditrici, la titolare di una sala giochi e la sorella collaboratrice, sono state condannate per il reato di ricettazione di assegni. Le donne avevano utilizzato assegni rubati per pagare i debiti legati alle slot machines presenti nel loro locale. La difesa sosteneva che, non essendo mai stati incassati gli assegni, il danno economico fosse nullo e spettasse quindi l'attenuante della speciale tenuità del danno. La Corte di Cassazione ha rigettato questa tesi, dichiarando i ricorsi inammissibili. I giudici hanno stabilito che, nei casi di ricettazione di titoli di credito, il danno non si calcola sull'effettivo incasso, ma sulla potenziale utilizzabilità degli assegni stessi. Di conseguenza, le imputate perdono la causa e sono condannate a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Inammissibile: Circostanza Attenuante Danno Lieve Entità non si applica
Un Individuo ha presentato ricorso contro una sentenza che non gli aveva riconosciuto la circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la sentenza precedente aveva correttamente negato l'applicazione della circostanza attenuante, poiché il fatto di lieve entità, già riconosciuto, assorbe tale attenuante. L'Individuo dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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