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Danno patrimoniale di speciale tenuità: no a banconote grandi

Due soggetti hanno proposto ricorso per Cassazione contro la condanna per reati legati alla circolazione di banconote. Il primo ricorrente ha contestato la misura della pena, mentre il secondo ha lamentato il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e dell’attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. I giudici hanno chiarito che i motivi presentati erano generici e ripetitivi rispetto a quanto già esaminato in appello. In particolare, l’attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità è stata esclusa poiché l’attività illecita riguardava banconote di taglio non piccolo, escludendo così un impatto economico minimo. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 12583 Anno 2022
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Pubblicato il 20 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Cessione di banconote e danno patrimoniale di speciale tenuità

La circolazione di denaro contraffatto rappresenta un reato grave che mette a rischio la fede pubblica e la sicurezza delle transazioni economiche. Quando i soggetti coinvolti affrontano un processo penale, spesso tentano di ottenere una riduzione della pena invocando particolari circostanze previste dal codice penale. Tra queste, una delle più discusse è l’attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, che mira a mitigare la sanzione quando l’offesa economica arrecata alla vittima o alla collettività risulta di valore quasi irrilevante. Tuttavia, la giurisprudenza applica criteri rigorosi per stabilire se il danno possa davvero definirsi minimo, specialmente quando l’attività illecita coinvolge valori monetari non trascurabili.

Quando si configura la speciale tenuità del danno

Il codice penale prevede una diminuzione della pena qualora il reato abbia cagionato un danno patrimoniale di speciale tenuità. Questa valutazione non si limita a considerare solo il valore nominale del bene sottratto o scambiato, ma richiede un esame complessivo del contesto e degli effetti della condotta. Nel caso della spendita o della cessione di banconote contraffatte, il giudice deve verificare se il taglio delle banconote e il numero delle stesse possano effettivamente considerarsi di scarso rilievo economico. Se il valore complessivo o il singolo taglio delle banconote supera una determinata soglia di rilevanza quotidiana, l’attenuante non può trovare applicazione, poiché l’impatto sul patrimonio della vittima e sul sistema economico non è affatto trascurabile.

Il tentativo di ottenere le attenuanti generiche

Nel caso esaminato, i soggetti condannati nei precedenti gradi di giudizio hanno proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione per contestare l’entità della pena inflitta. Il primo ricorrente ha lamentato una eccessiva severità nella quantificazione della sanzione da parte dei giudici di merito. Il secondo ricorrente ha invece contestato il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e della specifica attenuante legata alla tenuità del danno. La difesa ha sostenuto che la condotta non avesse causato un pregiudizio economico significativo, cercando così di ricondurre l’azione all’interno di un quadro di minore gravità sociale e penale.

Le motivazioni della Cassazione sul danno patrimoniale di speciale tenuità

I giudici della Suprema Corte hanno rigettato fermamente le tesi difensive, dichiarando i ricorsi del tutto inammissibili. Nelle motivazioni della decisione, la Corte ha evidenziato che i motivi di ricorso proposti erano generici e si limitavano a riprodurre le stesse contestazioni già sollevate e ampiamente superate nei precedenti gradi di giudizio. In merito all’attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, la Cassazione ha ribadito che la cessione di banconote di taglio non piccolo esclude in radice la possibilità di considerare il danno come lieve. La presenza di tagli monetari significativi dimostra una volontà criminosa e un impatto economico che superano ampiamente la soglia della speciale tenuità, rendendo corretta la decisione dei giudici di merito di negare qualsiasi sconto di pena.

Le conclusioni della Suprema Corte sulla condanna finale

La decisione della Corte di Cassazione mette un punto fermo sulla vicenda, confermando la colpevolezza dei ricorrenti e la congruità delle pene precedentemente stabilite. Oltre a dichiarare l’inammissibilità dei ricorsi, la Suprema Corte ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese del procedimento. Inoltre, avendo accertato che la presentazione del ricorso era viziata da colpa grave per via della manifesta infondatezza dei motivi, i giudici hanno imposto a ciascun ricorrente il pagamento di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questo provvedimento sottolinea l’importanza di non intasare la giustizia con ricorsi ripetitivi e privi di fondamento giuridico.

Quando si applica l’attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità nei reati finanziari?
Questa attenuante si applica solo quando il valore economico del danno causato è oggettivamente minimo e quasi irrilevante per la vittima.

La cessione di banconote false di grosso taglio permette di ottenere sconti di pena?
No, la Cassazione ha chiarito che l’uso o la cessione di banconote di taglio non piccolo esclude la possibilità di considerare il danno come di speciale tenuità.

Cosa rischia chi presenta un ricorso per Cassazione ripetitivo o infondato?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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