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Danno Patrimoniale Di Speciale Tenuità

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74 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Attenuante danno patrimoniale: negata se il valore non è irrisorio
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per ricettazione di un imputato, respingendo la sua richiesta di ottenere l'attenuante del danno patrimoniale. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: non è possibile concedere uno sconto di pena se il valore del bene di provenienza illecita non è 'irrisorio', cioè trascurabile. La Corte ha ritenuto che la motivazione dei giudici di merito fosse logica e sufficiente, dichiarando quindi il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Danno patrimoniale lieve: negato lo sconto per furto in auto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per furto aggravato di un'autoradio. L'imputato chiedeva l'applicazione dell'attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità, sostenendo il basso valore della refurtiva. La Corte ha stabilito che la richiesta era infondata perché l'appello era generico e non teneva conto della valutazione completa del giudice precedente. Quest'ultimo aveva correttamente considerato non solo il valore degli oggetti rubati, ma anche i danni materiali causati all'auto, come la rottura del finestrino e del cruscotto. Di conseguenza, il danno complessivo non poteva essere considerato di speciale tenuità e la condanna è diventata definitiva.
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Rapina Aggravata: Telefono da 400€ non basta per lo sconto di pena
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per rapina aggravata di un giovane, respingendo la sua richiesta di attenuanti. L'imputato sosteneva che il valore modesto del cellulare rubato (400€) e la sua giovane età giustificassero uno sconto di pena. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: nella rapina aggravata, la violenza fisica esercitata da più persone e il danno morale alla vittima prevalgono sul mero valore economico del bottino. Inoltre, i precedenti specifici dell'imputato, nonostante la giovane età, hanno dimostrato una personalità non meritevole di clemenza, portando alla conferma della condanna.
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Danno di speciale tenuità: no al doppio sconto di pena per lo stesso fatto
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un individuo condannato per ricettazione di un telefono di scarso valore. L'imputato chiedeva un'ulteriore riduzione della pena per il cosiddetto 'danno di speciale tenuità'. La Corte ha respinto la richiesta, stabilendo un principio importante: non si può ottenere un doppio sconto di pena per la stessa ragione. Poiché il basso valore del telefono era già stato considerato per qualificare il reato come 'ricettazione attenuata' (una forma meno grave), non poteva essere usato una seconda volta per applicare un'altra attenuante. L'appello è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricettazione di lieve entità: no al doppio sconto per danno minimo
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un individuo condannato per la ricettazione di tre telefoni cellulari. Il punto centrale riguarda il divieto di applicare un doppio 'sconto di pena' per lo stesso motivo. La sentenza stabilisce un principio chiaro: se il reato è già classificato come 'Ricettazione di lieve entità' (art. 648, comma 2, c.p.) proprio a causa del basso valore della merce, non è possibile concedere anche l'attenuante generica per il 'danno di speciale tenuità' (art. 62, n. 4, c.p.). Il beneficio del danno minimo è già assorbito nella qualificazione del reato. Di conseguenza, il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile e la sua condanna confermata.
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Truffa e Particolare tenuità del fatto: Condanna Definitiva
Una persona condannata per truffe ripetute ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha respinto la richiesta, confermando la condanna. I giudici hanno stabilito che i precedenti penali dell'imputata, la pluralità degli episodi di truffa e l'entità complessiva delle somme sottratte impediscono di considerare il fatto come lieve. È stata negata anche la concessione di attenuanti, poiché il danno non è stato ritenuto di minima rilevanza. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, rendendo la condanna definitiva e aggiungendo il pagamento di una sanzione.
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Rapina con pistola: bottino scarso non basta per lo sconto di pena
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per rapina aggravata, negando l'applicazione dell'attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità. Secondo i giudici, nel reato di rapina non basta considerare il modesto valore economico del bene sottratto. È necessario valutare il pregiudizio complessivo subito dalla vittima, che include anche la violenza o la minaccia. L'uso di un'arma, infatti, lede la libertà e l'integrità fisica e morale della persona, rendendo il danno totale non di speciale tenuità, a prescindere dal valore del bottino. L'imputato perde quindi il ricorso e la sua condanna diventa definitiva.
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Furto in studio professionale: non è furto semplice, è reato grave
La Corte di Cassazione ha stabilito che un furto in studio professionale integra il reato più grave di furto in abitazione (art. 624-bis c.p.) e non un furto semplice. La vicenda riguarda la sottrazione di un computer e una pen drive da uno studio legale durante l'orario di chiusura. Secondo i giudici, anche un ufficio è considerato 'privata dimora' perché in esso si svolgono atti della vita privata e il titolare può escludere l'accesso a terzi. La Corte ha inoltre negato l'attenuante del danno di lieve entità, valorizzando non solo il costo dell'hardware ma anche l'importanza dei dati professionali e personali contenuti nei dispositivi rubati. L'imputato è stato quindi condannato in via definitiva.
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Danno di speciale tenuità: il basso valore non basta per lo sconto
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato condannato per furto pluriaggravato. L'imputato chiedeva il riconoscimento dell'attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità, basandosi sul basso valore della refurtiva. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio importante: per concedere questa attenuante non basta considerare il valore irrisorio del bene sottratto. Il giudice deve valutare il 'danno criminale' nella sua globalità, includendo le modalità della condotta e l'offesa complessiva arrecata. Il semplice valore economico non è quindi l'unico parametro determinante. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e l'imputato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione.
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Rapina con pistola: no all’attenuante per danno patrimoniale lieve
Un uomo condannato per tentata rapina con una pistola ha chiesto una riduzione di pena, invocando l'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito un principio fondamentale: questa attenuante non dipende solo dal basso valore economico del bottino. Bisogna valutare la gravità complessiva del fatto, inclusa la violenza o la minaccia contro la persona. L'uso di un'arma rende l'aggressione talmente grave da escludere qualsiasi sconto di pena legato al danno minimo, poiché la lesione alla sicurezza della vittima prevale sull'aspetto economico.
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Danno di speciale tenuità: sconto di pena negato per violenza
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato condannato per rapina impropria. L'imputato chiedeva il riconoscimento dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, sostenendo che il valore economico del furto fosse minimo. La Corte ha stabilito che la rapina è un reato che offende non solo il patrimonio, ma anche la persona. Pertanto, per concedere l'attenuante, non basta valutare il basso valore della refurtiva. È necessario considerare anche la gravità della violenza o della minaccia usata. In questo caso, le modalità dell'azione sono state giudicate incompatibili con lo sconto di pena, che è stato quindi negato. L'imputato ha perso il ricorso.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: stop della Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il ricorso di un soggetto condannato per spaccio di stupefacenti, il quale lamentava il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. Nonostante il reato fosse già stato qualificato come fatto di lieve entità, il ricorrente sosteneva che il valore economico dell'operazione fosse minimo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La motivazione risiede nel fatto che il quantitativo di droga non era modesto e la sostanza era tra le più redditizie sul mercato. Di conseguenza, non è stato possibile ravvisare un pregiudizio economico irrisorio, elemento necessario per l'applicazione dell'art. 62 n. 4 c.p. La decisione ribadisce che la lieve entità dello spaccio non implica automaticamente la speciale tenuità del danno patrimoniale.
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Rapina e danno di speciale tenuità: quando lo sconto è negato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina che lamentava il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. I giudici hanno confermato che l'importo sottratto non poteva considerarsi modestissimo secondo i parametri giurisprudenziali. Inoltre, la natura del reato di rapina, che coinvolge la violenza o la minaccia alla persona, impedisce l'applicazione automatica di tale beneficio se l'azione ha inciso significativamente sulla libertà e l'integrità della vittima. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria verso la Cassa delle ammende per la manifesta infondatezza delle doglianze espresse nel ricorso.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il mancato riconoscimento del danno patrimoniale di speciale tenuità. I giudici hanno confermato che la motivazione del diniego era logica e coerente. Inoltre, la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito, specialmente quando, come in questo caso, la sanzione è fissata vicino al minimo edittale.
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Danno patrimoniale di speciale tenuità: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava il mancato riconoscimento dell'attenuante del **danno patrimoniale di speciale tenuità**. I giudici di legittimità hanno confermato che la motivazione fornita dalla Corte d'Appello per negare tale beneficio era logica e coerente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Danno di speciale tenuità: quando si applica?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44829/2023, ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per truffa, confermando il diniego delle attenuanti. La Corte ha chiarito che, ai fini dell'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità, il pregiudizio economico deve essere di entità quasi trascurabile. Un danno di 232 euro è stato ritenuto superiore a tale soglia. Inoltre, i precedenti penali specifici sono stati considerati motivo sufficiente per negare le attenuanti generiche, a prescindere da una successiva condotta regolare dell'imputato.
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Danno di speciale tenuità: valutazione complessiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato, che richiedeva l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha ribadito che, per la concessione di tale attenuante, il danno deve essere valutato non solo per il valore della refurtiva, ma anche per tutti gli ulteriori effetti pregiudizievoli subiti dalla vittima, come nel caso di specie i danni a serrature e la sottrazione delle chiavi di 12 veicoli aziendali.
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Danno di speciale tenuità: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La decisione si basa sulla valutazione della Corte di merito, che ha correttamente negato l'attenuante considerando non solo il valore non esiguo di una catenina sottratta, ma anche la violenza usata contro la vittima e le lesioni fisiche che ne sono derivate. L'appello è stato giudicato manifestamente infondato.
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Danno di speciale tenuità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato, che richiedeva l'applicazione della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha confermato che, per valutare la tenuità del danno, non si deve considerare solo il valore della refurtiva, ma anche i danni materiali causati per compiere il reato, come la rottura di porte e sistemi di sorveglianza. Poiché il danno complessivo non era irrilevante, l'attenuante non è stata concessa.
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Ricorso inammissibile per furto: la Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. Il ricorso inammissibile è stato considerato tale perché meramente ripetitivo dei motivi d'appello, senza un confronto critico con la sentenza impugnata. La Corte ha confermato la decisione di merito che escludeva lo stato di necessità e l'attenuante del danno di lieve entità, anche a causa del danneggiamento della placca antitaccheggio.
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