Un'azienda italiana, condannata da un tribunale danese a pagare una penale di quasi 2 milioni di euro a sindacati locali per violazione di un contratto collettivo (dumping sociale), ha chiesto ai giudici italiani di bloccare la decisione. L'azienda sosteneva che la sanzione fosse di natura penale e contraria all'ordine pubblico italiano. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo il pieno Riconoscimento della sentenza straniera. I giudici hanno chiarito che la condanna, pur avendo una funzione punitiva, rientra nell'ambito civile e non viola i principi fondamentali italiani, in quanto prevista dalla legge, prevedibile e proporzionata. La decisione danese è quindi pienamente esecutiva in Italia.
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