La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31974/2023, ha stabilito che chi contesta l'autenticità di un testamento olografo ha l'onere di provare la sua falsità. La Suprema Corte ha chiarito che la domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura è l'azione corretta e che una consulenza tecnica d'ufficio (CTU) è uno strumento valido per il giudice al fine di accertare la non autenticità del documento. Nel caso di specie, gli eredi legittimi del defunto avevano contestato il testamento che nominava la vedova erede universale, sostenendo che fosse stato falsificato da quest'ultima, dato che il de cuius era analfabeta. La Corte ha rigettato il ricorso della vedova, confermando la sua indegnità a succedere e l'apertura della successione legittima.
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