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Ctu (Consulente Tecnico D'Ufficio)

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189 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Servitù di veduta: i requisiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20705/2024, ha chiarito i requisiti per l'acquisizione di una servitù di veduta per usucapione. Il caso riguardava una lite tra vicini in cui uno dei proprietari sosteneva di aver acquisito tale diritto tramite un'apertura al piano terra. La Corte ha respinto la domanda, sottolineando che per una veduta non basta la semplice possibilità di ispezionare il fondo altrui (inspectio), ma è necessaria anche la possibilità di affacciarsi comodamente e in sicurezza (prospectio). La Corte ha inoltre cassato parzialmente la sentenza d'appello per un errore di extrapetizione, avendo i giudici di secondo grado pronunciato su una finestra non oggetto della causa, senza però modificare la sostanza della decisione principale.
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Danno da vaccino: quando spetta l’indennizzo?
La Corte d'Appello di Bari ha respinto la richiesta di indennizzo per un presunto danno da vaccino antipolio. La sentenza chiarisce che la legge non copre i casi in cui la vaccinazione si rivela semplicemente inefficace, ma solo quelli in cui è la somministrazione stessa a causare un danno diretto. La decisione si fonda sulla mancanza di prove di un nesso causale tra il vaccino e la patologia, attribuendo quest'ultima a un'infezione da virus selvaggio, resa possibile da un ciclo vaccinale incompleto.
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Derivati IRS: la copertura del rischio valida la causa
Una società stipula un contratto di derivati IRS per coprire il rischio di un mutuo a tasso variabile, ma subisce ingenti perdite. L'azienda cita in giudizio la banca chiedendo la nullità del contratto per assenza di causa e violazione degli obblighi informativi. La Corte d'Appello di Bari ha rigettato l'appello, confermando la validità del contratto. La decisione si fonda sul fatto che la funzione di copertura del rischio era chiaramente documentata e voluta dal cliente, come provato dalla documentazione sottoscritta e da una perizia tecnica, rendendo il contratto valido nonostante il risultato economico negativo.
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Termine impugnazione compenso CTU: 30 giorni, non 20
Un consulente tecnico d'ufficio ha impugnato il decreto di liquidazione del proprio compenso ritenendolo errato. La Commissione Tributaria aveva dichiarato l'opposizione tardiva, applicando un termine di 20 giorni. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il corretto termine impugnazione compenso CTU è di 30 giorni, in linea con le norme sul rito sommario di cognizione introdotte nel 2011.
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Ricorso inammissibile: i limiti del riesame di merito
L'appello di un comune contro l'importo di un indennizzo per acquisizione sanante è stato dichiarato ricorso inammissibile dalla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito che contestare la valutazione fattuale di un perito (CTU) in sede di legittimità costituisce una richiesta impropria di riesame del merito, estranea alle sue funzioni.
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Inadempimento appalto: come tutelarsi dai vizi
Un committente cita in giudizio un'impresa edile per grave inadempimento appalto, vizi e ritardi nei lavori di ristrutturazione. Il Tribunale di Torino accoglie le richieste, condannando l'impresa (rimasta contumace) al pagamento di una penale per il ritardo, al risarcimento dei danni per i difetti costruttivi, alla restituzione delle somme pagate in eccesso e alla consegna delle certificazioni di conformità.
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Compensi CTU e IVA: quando si applica l’imposta
Un medico, dipendente pubblico e Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU), ha ricevuto un avviso di accertamento per IVA non versata sui compensi. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene i compensi del CTU in ambito penale siano di norma esclusi da IVA, la titolarità di una partita IVA per altre attività professionali inverte la regola. In questo caso, i compensi CTU e IVA diventano un binomio inscindibile, e spetta al contribuente dimostrare di non aver svolto altre attività per evitare l'imposta.
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Compenso CTU: no a vacazioni se il valore è incerto
Una società di costruzioni ha impugnato la liquidazione del compenso di un Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU), calcolato con il criterio a tempo (vacazioni) a causa dell'incertezza sul valore della causa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il criterio a vacazioni è puramente residuale e non può essere applicato solo per la difficoltà di determinare il valore. Il giudice deve prima tentare di ricavare tale valore dagli atti di causa. L'ordinanza è stata cassata anche per mancanza di motivazione sull'elevato numero di ore riconosciute al consulente.
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Compenso CTU: come si calcola? La Cassazione decide
Una società ha contestato la liquidazione del compenso CTU per una perizia in ambito fallimentare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il calcolo del compenso si basa sulla natura dell'incarico conferito dal giudice e non sugli strumenti usati dal consulente. Ha inoltre confermato che il valore di riferimento per il calcolo può essere il patrimonio netto della società esaminata, e che nuove questioni, come il valore indeterminabile della causa, non possono essere sollevate per la prima volta in sede di legittimità.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
Un avvocato ricorre in Cassazione contro la riduzione del compenso liquidato a un CTU. Durante il giudizio, una sentenza definitiva nel merito pone le spese a carico della parte soccombente, che rimborsa l'avvocato. La Cassazione dichiara quindi il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché il ricorrente ha già ottenuto quanto richiesto, rendendo inutile una pronuncia nel merito.
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Sopraelevazione in condominio: limiti e differenze
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18036/2024, ha chiarito la distinzione fondamentale tra la modifica delle parti comuni e la vera e propria sopraelevazione in condominio. Il caso riguardava la realizzazione di abbaini e un lucernario sul tetto da parte del proprietario dell'ultimo piano. La Corte ha stabilito che tali opere, se comportano l'appropriazione di parti comuni come il tetto, non rientrano nel diritto di sopraelevazione ma costituiscono un'innovazione vietata. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione basata su questa distinzione e sulla verifica della sicurezza statica dell'edificio.
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Travisamento della prova: quando il ricorso è inammissibile
Un professionista ha citato in giudizio un condominio e un vicino per danni da infiltrazioni d'acqua. La Corte d'Appello ha attribuito la colpa a piogge eccezionali e a presunti lavori del professionista. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che denunciare un travisamento della prova non consente di ottenere un nuovo esame dei fatti, ma serve solo a contestare un errore palese su un atto specifico del processo.
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Acquisizione documenti CTU: il contratto di mutuo
Una società si opponeva a un decreto ingiuntivo basato su un contratto di mutuo, lamentando tassi usurari. Nonostante la mancanza del contratto agli atti, il Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) lo acquisiva dalla banca durante le operazioni peritali. I giudici di merito annullavano la CTU, ritenendo illegittima tale acquisizione. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza, affermando che nell'ambito della consulenza contabile, l'acquisizione documenti CTU è legittima se avviene nel contraddittorio e con il consenso delle parti, anche se il documento prova un fatto principale. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Onere della prova: bastano estratti conto parziali?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 15688/2024, ha stabilito un importante principio in materia di onere della prova nei contenziosi bancari. La Corte ha chiarito che un correntista può agire per la restituzione di specifiche somme indebitamente addebitate (ripetizione di indebito) anche senza produrre la serie completa degli estratti conto. Se la domanda è limitata a poste debitorie circoscritte e identificabili, l'onere della prova può essere soddisfatto dimostrando l'illegittimità di quelle singole operazioni, senza necessità di ricostruire l'intero andamento del rapporto. Nel caso di specie, la richiesta di rimborso per cambiali agrarie addebitate illegittimamente è stata accolta, respingendo il ricorso della banca che lamentava la documentazione incompleta.
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Onere della prova estratti conto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29908/2025, interviene sulla questione dell'onere della prova in un contenzioso bancario per la rideterminazione del saldo di conto corrente. Un cliente aveva citato in giudizio la propria banca per l'applicazione di interessi anatocistici. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda del cliente per non aver prodotto tutti gli estratti conto. La Cassazione ha cassato tale decisione, stabilendo che in caso di documentazione incompleta, il ricalcolo del saldo deve partire dal primo saldo disponibile, anche se a debito del cliente. Grava su quest'ultimo l'onere di dimostrare l'eventuale illegittimità di tale saldo iniziale.
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Lesione quota di legittima: la Cassazione decide
Un erede ha citato in giudizio la sorella e la madre, lamentando una lesione della quota di legittima a causa di quattro testamenti redatti dal padre defunto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Basandosi sulla consulenza tecnica d'ufficio (CTU), la Corte ha stabilito che non vi era stata alcuna lesione della quota di legittima spettante al ricorrente. L'ordinanza ha inoltre affrontato importanti questioni procedurali, come l'ultrattività del mandato dell'avvocato in caso di morte della parte e i criteri per la sospensione del processo in pendenza di un'altra causa.
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Proprietà demaniale: Cassazione chiarisce i limiti
Un condomino ha agito in giudizio per la rimozione di una recinzione metallica, sostenendo che si trovasse su suolo condominiale. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha rigettato il ricorso. La decisione si fonda sulla consulenza tecnica che ha accertato la natura di proprietà demaniale del terreno su cui insisteva la recinzione, in quanto parte integrante dell'argine di un torrente e costruito ben prima del condominio stesso. La Corte ha ribadito i criteri per la distinzione tra demanio idrico e proprietà privata, escludendo l'applicabilità della presunzione di condominialità.
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Compenso CTU collegiale: la Cassazione chiarisce
Un cittadino contesta l'eccessivo compenso liquidato a un collegio di due consulenti tecnici d'ufficio (CTU) in una causa di responsabilità medica. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, annullando la decisione precedente e stabilendo principi chiari sul calcolo del compenso CTU collegiale. Viene specificato che si calcola un onorario unico, aumentato per ogni membro aggiuntivo, e che il numero di ore liquidate (vacazioni) deve essere rigorosamente giustificato. Inoltre, la sanzione per il ritardo nel deposito si applica sempre.
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Querela di falso: Cassazione su firma dissimulata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante una querela di falso su una firma ritenuta appositamente dissimulata. La Corte ha ribadito che non può riesaminare nel merito le valutazioni tecniche del CTU, se la sentenza d'appello ha fornito una motivazione logica e coerente, anche se per relationem, respingendo le critiche degli appellanti. Il caso conferma i rigidi limiti del giudizio di legittimità sulla valutazione delle prove.
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Accertamento fiscale: l’errore logico che annulla la sentenza
L'Agenzia delle Entrate emette un accertamento fiscale a una società immobiliare per ricavi non dichiarati dalla vendita di alcuni immobili. La commissione tributaria regionale annulla l'atto basandosi su un confronto illogico tra il valore di mercato degli immobili specifici e i ricavi totali annui della società. La Corte di Cassazione cassa la sentenza per vizio di motivazione, sottolineando l'errore nel confrontare dati non omogenei e rinvia il caso per un nuovo giudizio.
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