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Ctu (Consulente Tecnico D'Ufficio)

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189 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Nullità delibera approvazione bilancio: guida pratica
Un socio ha impugnato con successo una delibera assembleare che approvava i bilanci di cinque esercizi sociali. Il Tribunale di Roma, basandosi su una consulenza tecnica, ha dichiarato la nullità delibera approvazione bilancio per violazione dei principi di chiarezza e veridicità, sottolineando come la non corretta rappresentazione della situazione economica e patrimoniale della società renda l'atto radicalmente nullo.
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Contratto di ormeggio: quando c’è la custodia?
La Corte d'Appello di Lecce ha riformato una sentenza di primo grado, chiarendo la distinzione fondamentale nel contratto di ormeggio. La Corte ha stabilito che, in assenza di specifiche clausole di custodia, il gestore della darsena non è responsabile per i danni subiti da un'imbarcazione a causa di eventi atmosferici eccezionali. Il caso riguardava l'affondamento parziale di due barche durante una tempesta, ma il contratto poneva esplicitamente a carico dei proprietari gli oneri di messa in sicurezza, escludendo la responsabilità del gestore e qualificando il rapporto come locazione di spazio acqueo e non come deposito.
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Servitù coattiva: esenzione per cortili e giardini
Un proprietario ha fatto ricorso in Cassazione contro la costituzione di una servitù coattiva di passaggio sul suo terreno, proponendo un percorso alternativo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza ribadisce che la scelta del tracciato spetta al giudice di merito e che l'esenzione per case, cortili e giardini è un principio cardine, derogabile solo in caso di interclusione assoluta, non riscontrata nel caso di specie.
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Nesso causale malattia professionale: la prova decisiva
La Corte d'Appello ha negato la rendita ai superstiti per il decesso di un lavoratore affetto da adenocarcinoma polmonare. È stato escluso il nesso causale malattia professionale in quanto l'esposizione all'amianto sul luogo di lavoro è stata ritenuta solo occasionale e non significativa, a fronte di un'altra causa certa come il fumo di sigaretta.
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Divisione ereditaria: l’impugnazione del progetto
In una causa tra tre fratelli per la divisione dell'eredità dei genitori, una delle eredi ha impugnato il progetto divisionale approvato dal tribunale. Lamentava una valutazione errata dei beni a lei assegnati e vizi procedurali. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, confermando che il giudice può approvare un progetto di divisione ereditaria anche senza l'accordo di tutti gli eredi, se lo ritiene equo e ben motivato, superando il criterio del sorteggio. Le valutazioni del perito sono state ritenute corrette in assenza di prove contrarie concrete.
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Indennità di esproprio: quando il ricorso è respinto
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un proprietario contro la determinazione dell'indennità di esproprio da parte di un Ente Comunale. I motivi, sia procedurali che di merito, inclusa la critica al Consulente Tecnico d'Ufficio, sono stati giudicati inammissibili o infondati, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Liquidazione danno indennitario: prevale la polizza
Una compagnia assicurativa contesta la liquidazione danno indennitario per un infortunio, sostenendo l'uso errato delle tabelle di valutazione. La Corte d'Appello chiarisce che le condizioni contrattuali della polizza prevalgono sui criteri generali, confermando l'importo liquidato in primo grado e dichiarando l'appello inammissibile per carenza di interesse.
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Fallimento e società: la Cassazione chiarisce i termini
La Cassazione ha confermato la dichiarazione di fallimento di una srl in liquidazione, rigettando il ricorso. Si è chiarito che il termine annuale per la dichiarazione di fallimento decorre dalla cancellazione dal registro imprese, non dalla cessazione di fatto. Inoltre, sono stati validati i criteri di valutazione dell'attivo usati per accertare l'insolvenza, anche in presenza di operazioni infragruppo.
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Onere della prova estratti conto: la Cassazione decide
Una società immobiliare ha citato in giudizio un istituto di credito per la rideterminazione del saldo di due conti correnti, lamentando l'applicazione di interessi illegittimi. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha respinto il ricorso della società. La motivazione principale si fonda sulla violazione dell'onere della prova da parte della correntista, che non ha prodotto una documentazione completa degli estratti conto. Secondo i giudici, le lacune documentali erano troppo significative (quasi la metà del rapporto non documentato) per consentire una ricostruzione attendibile del saldo, rendendo di fatto impossibile accogliere la domanda.
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Piano di campagna: come si determina nelle costruzioni?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per errata valutazione dell'onere della prova riguardo al piano di campagna originario. In una disputa sulla distanza tra costruzioni, la Corte ha stabilito che i giudici non possono ignorare i dati documentali, come i progetti edilizi, che provano il livello del terreno prima della nuova edificazione, anche se prodotti dalla controparte.
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Impugnazione CTU Cassazione: limiti e inammissibilità
Una controversia su un diritto di usufrutto e sul calcolo dei relativi frutti è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. I ricorrenti hanno contestato la relazione del consulente tecnico d'ufficio (CTU) per errata determinazione del saggio di fruttuosità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che l'impugnazione CTU in Cassazione non può vertere su valutazioni di merito tecnico, ma solo su vizi logici o procedurali. Inoltre, il ricorso non rispettava il principio di autosufficienza, non avendo riportato i passaggi contestati della relazione.
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Incarico professionale: come provarlo senza contratto
Una società di costruzioni negava di aver conferito un incarico professionale a un geometra, rifiutandone il pagamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando che l'esistenza di un incarico professionale può essere provata tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, come la registrazione di fatture e lo svolgimento di attività connesse, anche in assenza di un contratto scritto.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili sia il ricorso principale di un istituto di credito sia quello incidentale di una società sua correntista. La controversia riguardava la ripetizione di addebiti su un conto corrente. La Suprema Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti o la valutazione delle prove, come la perizia contabile, ma solo di verificare la corretta applicazione della legge. Poiché entrambi i ricorsi miravano a ottenere un nuovo giudizio sul merito della causa, sono stati respinti, confermando la decisione della Corte d'Appello. Questo caso evidenzia come un ricorso inammissibile nasca dal tentativo di superare i limiti procedurali del giudizio di legittimità.
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Inammissibilità del ricorso: Cassazione e requisiti
Un istituto di credito ricorreva in Cassazione dopo essere stato condannato nei due gradi di merito a seguito dell'azione di un'azienda correntista, che aveva contestato la legittimità di clausole su anatocismo e commissioni. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, non entrando nel merito della questione. La decisione si fonda su vizi procedurali del ricorso stesso, in particolare la mancanza del requisito di autosufficienza e la proposizione di questioni nuove, mai sollevate nei precedenti gradi di giudizio.
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Interessi moratori sanità: prova e contratti
Una clinica privata ha richiesto gli interessi di mora a un'azienda sanitaria per pagamenti ritardati. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, sostenendo che le fatture non fossero state prodotte. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, rilevando che le fatture erano presenti agli atti e già esaminate da un perito. La Suprema Corte ha ribadito che il rapporto tra sanità pubblica e strutture accreditate, se basato su un contratto scritto, costituisce una 'transazione commerciale' che dà diritto agli interessi moratori sanità in caso di ritardo.
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Responsabilità professionale avvocato: limiti e prove
La Cassazione chiarisce i confini della responsabilità professionale dell'avvocato e del Consulente Tecnico d'Ufficio. In un caso di presunta errata consulenza in materia edilizia, la Corte ha rigettato il ricorso dei clienti, stabilendo che non si può usare la causa di responsabilità per rimettere in discussione fatti già accertati in un precedente giudizio definitivo. La valutazione sulla probabilità di successo di un eventuale ricorso per cassazione è cruciale per determinare il nesso causale.
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Responsabilità CTU: limiti e onere della prova
Una parte in causa ha citato in giudizio un consulente tecnico d'ufficio (CTU) per danni, sostenendo che una sua perizia errata avesse causato la perdita in un precedente processo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo i confini della responsabilità del CTU. La Corte ha chiarito che, per affermare la responsabilità del consulente, non è sufficiente un esito a sé sfavorevole, ma è necessario dimostrare il suo dolo o la colpa grave. Nel caso specifico, non è stata fornita alcuna prova in tal senso, in quanto il CTU aveva correttamente evidenziato difetti oggettivi in un progetto edilizio che ne impedivano l'approvazione.
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Risarcimento danni condominio: la responsabilità
Un condominio ha impugnato una sentenza che lo condannava al risarcimento danni per un allagamento da fogna in un'unità immobiliare. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, confermando la piena responsabilità del condominio quale custode delle parti comuni. I giudici hanno rigettato le eccezioni di nullità processuale e di caso fortuito, sottolineando come il condominio fosse a conoscenza di preesistenti problemi di manutenzione che hanno causato il danno.
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Travisamento della prova: limiti del ricorso
Una società agricola ha perso un contratto di affitto di un vigneto a seguito di una perizia tecnica (CTU) e ha citato in giudizio il consulente. La Corte di Cassazione ha analizzato il caso, dichiarando inammissibile il motivo di ricorso basato sul travisamento della prova, poiché non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione del merito. La Corte ha inoltre stabilito che, ai fini della liquidazione delle spese legali, anche le domande subordinate e condizionali concorrono a determinare il valore della causa (disputatum).
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Compenso CTU: no solidarietà se parte è errata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20919/2024, ha stabilito che la parte erroneamente coinvolta in una procedura esecutiva immobiliare non è tenuta a pagare il compenso CTU in solido con il creditore procedente. Se l'esecuzione viene estinta a causa di un errore nell'individuazione del debitore, l'onere del pagamento del consulente tecnico d'ufficio ricade unicamente sul creditore che ha dato avvio alla procedura in modo errato, non potendosi applicare il principio generale di solidarietà passiva.
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