LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Credito Di Imposta

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Somma che un contribuente può detrarre dall'imposta lorda dovuta, spesso riconosciuto per imposte già pagate su quel reddito in un altro Stato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sospensione del giudizio tributario: lite congelata per sanatoria
Un contribuente impugna una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato per il recupero di un credito di imposta, lamentando che l'ente impositore ha svolto complesse valutazioni giuridiche al posto di meri controlli formali. Durante la pendenza della causa davanti alla Suprema Corte, il contribuente deposita un'apposita istanza per accedere alla definizione agevolata delle liti fiscali pendenti. I giudici di legittimità verificano la sussistenza di tutti i requisiti di legge e dispongono la formale sospensione del giudizio tributario, congelando il procedimento e rinviando gli atti a nuovo ruolo per consentire il regolare perfezionamento della procedura agevolata.
Continua »
Credito di imposta: la mancata indicazione causa decadenza
L'Agenzia delle Entrate ha notificato una cartella di pagamento a una società per disconoscere un credito di imposta per ricerca e sviluppo, poiché l'impresa aveva omesso di indicarlo nel modello Unico del periodo di riferimento. La società ha cercato di rimediare all'omissione presentando una dichiarazione integrativa a proprio favore. I giudici di merito hanno respinto le tesi dell'impresa, evidenziando che l'omessa compilazione del quadro dedicato comporta la decadenza dal beneficio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, confermando la legittimità della cartella. La Suprema Corte ha chiarito che la richiesta del beneficio fiscale costituisce una manifestazione di volontà negoziale e non una mera dichiarazione di scienza, risultando quindi irretrattabile e non sanabile tardivamente.
Continua »
Motivazione della cartella di pagamento: quando basta la sintesi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro una cartella esattoriale per il recupero di un credito d'imposta non spettante. La contribuente lamentava il difetto di motivazione della cartella di pagamento. I giudici hanno chiarito che la motivazione della cartella di pagamento è valida anche senza l'indicazione degli estremi dell'accertamento precedente, purché contenga elementi univoci che consentano al contribuente di identificare la pretesa fiscale. Nel caso specifico, la società conosceva perfettamente l'origine del debito, avendo già affrontato e perso due gradi di giudizio sul disconoscimento dello stesso credito d'imposta. Di conseguenza, la cartella è stata ritenuta pienamente legittima e il ricorso è stato respinto.
Continua »
Tassazione dividendi madre-figlia: il no al cumulo
La Corte di Cassazione affronta il tema della tassazione dividendi madre-figlia tra Italia e Francia. Una società madre francese, dopo aver beneficiato dell'esenzione da ritenuta in Italia sui dividendi della controllata grazie alla Direttiva UE, chiedeva anche il rimborso di un credito d'imposta previsto dalla Convenzione bilaterale. La Corte ha accolto il ricorso con rinvio, stabilendo che i benefici non sono cumulabili se generano un'indebita agevolazione (doppia non imposizione). Il giudice di merito dovrà verificare in concreto che non si crei un trattamento più favorevole per l'operatore estero rispetto a quello nazionale, violando il principio di neutralità fiscale.
Continua »
Credito di imposta: quando il recupero è legittimo?
Una società cooperativa ha contestato una cartella di pagamento per il recupero di un credito di imposta per l'incremento occupazionale, risultato inesistente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la legittimità dell'operato dell'Agenzia delle Entrate che ha agito tramite controllo automatizzato, poiché il credito era stato utilizzato in compensazione ma non era presente nella dichiarazione dell'anno precedente. La Corte ha inoltre ribadito l'applicabilità della regola 'de minimis' a tali incentivi.
Continua »
Credito di imposta: quando non estingue il reato
Un contribuente, condannato per omessa dichiarazione fiscale, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo di avere un credito di imposta sufficiente a compensare il debito e scendere sotto la soglia di punibilità. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che un credito d'imposta, per essere opponibile, deve essere certo, requisito non dimostrato nel caso di specie. Inoltre, ha chiarito che il giudice non ha l'obbligo di attivare i propri poteri d'ufficio per verificare l'esistenza del credito, poiché l'onere della prova grava sull'imputato.
Continua »
Omessa valutazione prove: Cassazione e onere probatorio
Una società ha impugnato un avviso di recupero relativo a un credito d'imposta derivante da una scissione societaria. La corte tributaria regionale ha respinto l'appello per presunta mancanza di prove. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione per l'omessa valutazione prove documentali decisive (atto di scissione) prodotte dal contribuente, rinviando il caso per un nuovo esame. È stato invece respinto il motivo basato sulla cosa giudicata per mancata produzione dell'attestato di irrevocabilità della precedente sentenza.
Continua »
Credito di imposta: quando può essere revocato?
La Corte di Cassazione conferma la revoca di un credito di imposta a un'impresa. La decisione si basa su due motivi principali: l'assunzione di dipendenti in un'area geografica non ufficialmente riconosciuta come agevolabile e la presunta violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. La sentenza chiarisce importanti principi sulla validità delle prove, sui requisiti formali per le richieste processuali e sull'irrilevanza di documenti non normativi (come circolari o attestazioni) rispetto al testo di legge.
Continua »
Credito di imposta ricerca: i requisiti del partner
La Corte di Cassazione ha chiarito le condizioni per ottenere l'aliquota maggiorata del credito di imposta ricerca. La sentenza analizza la natura giuridica dell'ente di ricerca partner, che deve rispettare i rigidi criteri europei sugli aiuti di Stato. La Corte ha inoltre confermato la validità della motivazione "per relationem" dell'atto di recupero, specificando che il "nulla osta" ha solo valore di copertura finanziaria e non sostanziale.
Continua »