Il richiedente asilo, originario del Ghana, ha impugnato il diniego della protezione internazionale. L'uomo sosteneva di essere fuggito per timore di ritorsioni dopo aver ucciso accidentalmente un funzionario di banca durante una lite. La Corte d'Appello ha ritenuto il racconto non credibile, escludendo i presupposti per la protezione sussidiaria e umanitaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la valutazione sulla credibilità del richiedente asilo spetta al giudice di merito. Se la narrazione presenta lacune e incongruenze tali da escludere la credibilità intrinseca, il giudice non deve procedere al controllo della credibilità estrinseca tramite fonti internazionali. Inoltre, i nuovi documenti sull'attività lavorativa in Italia, prodotti per la prima volta in Cassazione, sono stati dichiarati inammissibili.
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