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Cratere Sismico

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È l'area geografica, definita con precisione dalla legge, che ha subito i danni più gravi a seguito di un terremoto. Solo le imprese e i cittadini residenti al suo interno possono accedere a specifici aiuti e agevolazioni.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sospensione dei versamenti tributari: scontro tra aiuti UE e sisma
Un'azienda situata nel cratere sismico abruzzese ha impugnato una cartella esattoriale per il recupero di imposte IRES e IRAP. La società aveva applicato la sospensione dei versamenti tributari e la riduzione del carico fiscale al 40% in seguito al terremoto del 2009, includendo anche le rate di un precedente accertamento con adesione. L'Agenzia delle Entrate contestava l'agevolazione ritenendola un aiuto di Stato illegittimo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sospensione dei versamenti tributari si applica anche alle rate dell'accertamento con adesione. Tuttavia, ha rinviato la causa alla Commissione Tributaria Regionale per verificare se la riduzione d'imposta rispetti i limiti europei degli aiuti de minimis o se costituisca un indennizzo compatibile per i danni del sisma.
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Sospensione versamenti tributari: scontro tra sisma e fatturato
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso una cartella di pagamento nei confronti di una società per l'omesso versamento del secondo acconto IRES del 2010. La società ha contestato l'atto, invocando la sospensione versamenti tributari prevista per le vittime del sisma dell'Abruzzo del 2009. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente. I giudici hanno chiarito che la società, pur avendo sede nel cratere sismico, superava la soglia di volume d'affari di 200.000 euro. Di conseguenza, il beneficio della sospensione era cessato il 30 giugno 2010. Alla scadenza del 30 novembre 2010, l'acconto era pienamente dovuto secondo le regole ordinarie. La Corte ha confermato la legittimità della cartella, escludendo che le norme emergenziali possano tradursi in ingiustificati vantaggi fiscali oltre i limiti temporali stabiliti dalla legge.
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Proroga termini di notifica: fisco terremotato batte contribuente
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento notificata il 16 dicembre 2011 per tasse del 2006, ritenendola tardiva rispetto alla scadenza ordinaria del 31 dicembre 2010. L'Agenzia delle Entrate e l'Agente della Riscossione hanno invece sostenuto la tempestività dell'atto grazie alla proroga emergenziale concessa dopo il terremoto di L'Aquila del 2009. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del cittadino. I giudici hanno chiarito che la proroga termini di notifica si applica anche se il contribuente risiede fuori dal cratere sismico, purché gli uffici fiscali competenti abbiano sede nella zona colpita dal terremoto. Di conseguenza, la notifica è valida e le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
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Agevolazioni fiscali cratere sismico: sede fuori, niente sconti
Una società, pur avendo subito danni a causa del terremoto del 2009, si è vista negare le agevolazioni fiscali perché la sua sede legale si trovava fuori dall'area del cosiddetto 'cratere sismico'. La Corte di Cassazione ha stabilito che la delimitazione geografica per le agevolazioni fiscali cratere sismico è legittima. Secondo i giudici, lo Stato può concentrare gli aiuti nelle zone a maggiore intensità sismica senza violare i principi di uguaglianza o di capacità contributiva. La Corte ha però accolto un motivo secondario del ricorso, rinviando il caso al giudice precedente perché si pronunci su una richiesta di riduzione di sanzioni e interessi che era stata ignorata.
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Sconto fiscale sisma: diritto al rimborso garantito
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo sconto fiscale sisma, pari al 60% delle imposte, spetta a tutti i residenti delle aree colpite, anche a coloro che non avevano richiesto la sospensione dei versamenti e avevano pagato regolarmente le imposte. La Corte ha ritenuto discriminatoria la tesi dell'Agenzia delle Entrate, affermando il diritto al rimborso dell'eccedenza versata, in un'ottica di parità di trattamento e ragionevolezza.
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Sconto fiscale sisma: spetta anche senza sospensione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23647/2024, ha stabilito che lo sconto fiscale sisma del 60% sulle ritenute, introdotto per le aree colpite dal terremoto del 2016, spetta anche ai contribuenti che non avevano richiesto la sospensione dei versamenti. La Corte ha ritenuto discriminatorio negare il beneficio a chi, pur avendone diritto, ha scelto di pagare regolarmente le imposte, affermando il diritto al rimborso della quota versata in eccesso.
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Sconto fiscale sisma: spetta anche a chi ha pagato?
Una contribuente residente in un'area colpita dal sisma del 2016, pur avendo diritto alla sospensione dei versamenti fiscali, aveva scelto di pagare regolarmente le imposte. Successivamente, una legge ha introdotto uno sconto fiscale sisma del 60% sull'importo dovuto. La Corte di Cassazione ha stabilito che anche la contribuente che ha pagato ha diritto al rimborso del 60%, poiché negarglielo sarebbe una discriminazione ingiustificata rispetto a chi aveva sospeso i pagamenti. La scelta di non sospendere non può penalizzare il contribuente alla luce di un beneficio sopravvenuto.
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Credito d’imposta sisma: sì dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un credito d'imposta sisma generato da acconti non versati, in base alla normativa emergenziale per i residenti nel 'cratere sismico' dell'Abruzzo. Secondo la Corte, non si tratta di abuso del diritto, ma di un legittimo beneficio concesso dalla legge. Inoltre, è stato ribadito che l'Amministrazione Finanziaria non può utilizzare la procedura di controllo automatizzato (ex art. 36-bis) per risolvere questioni di natura interpretativa, ma deve emettere un avviso di accertamento motivato.
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Agevolazione fiscale terremoto: spetta anche a chi evade?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'agevolazione fiscale terremoto, consistente nella riduzione dell'imposta al 40%, si applica a tutti i contribuenti residenti nell'area del sisma de L'Aquila del 2009, anche a coloro che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi. La Corte ha chiarito che il beneficio è legato al momento in cui è sorto il debito d'imposta (2009) e non alla successiva condotta del contribuente, annullando la pretesa dell'Agenzia delle Entrate che voleva escludere dall'agevolazione chi era stato oggetto di accertamento per omessa dichiarazione.
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Credito acconti sospesi: legittimo per sisma Abruzzo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9385/2024, ha stabilito la legittimità del credito per acconti IRPEF sospesi e non versati da un contribuente residente nel cosiddetto "cratere sismico" a seguito del terremoto del 2009. L'Amministrazione Finanziaria aveva contestato tale credito, ritenendolo non spettante in quanto l'importo non era stato materialmente versato. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che il beneficio non costituisce un vantaggio indebito, ma è il legittimo effetto di una normativa emergenziale di favore, la quale prevedeva un regime diverso e più vantaggioso per i soggetti più colpiti dal sisma rispetto a quelli residenti al di fuori del cratere.
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