La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Committente, confermando la condanna a due mesi di arresto e 8.000 euro di ammenda, oltre alla demolizione delle opere. Il caso riguarda una costruzione abusiva realizzata in area con vincolo paesaggistico e sismico, comprendente tettoie, muri in cemento armato e ampliamenti senza permesso di costruire. La Suprema Corte ha chiarito che anche i semplici lavori di completamento e rifinitura integrano il reato di costruzione abusiva se eseguiti su manufatti originariamente illeciti. Inoltre, il condono edilizio non è applicabile per ampliamenti volumetrici significativi in zone protette. Le attenuanti generiche sono state negate poiché il responsabile ha proseguito i lavori nonostante i controlli della Polizia Municipale.
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