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Correzione Errore Materiale

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1135 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Correzione errore materiale: paga lo Stato e non la parte civile
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale di una precedente sentenza penale. Nel provvedimento originario, l'imputato era stato condannato a pagare direttamente alla parte civile le spese di difesa, liquidate in duemila euro. Tuttavia, poiché la parte civile era ammessa al patrocinio a spese dello Stato, tale statuizione conteneva un errore. La Suprema Corte ha corretto il dispositivo stabilendo che l'imputato deve rimborsare le spese direttamente allo Stato, mentre la quantificazione effettiva spetta alla Corte di appello di Cagliari tramite apposito decreto.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata in Cassazione
La Ricorrente ha richiesto la correzione errore materiale contenuta nell'intestazione di una precedente sentenza della Corte di Cassazione. In tale provvedimento, la sua data di nascita era stata erroneamente indicata come 02/02/1986 anziché 09/01/1969. La Suprema Corte, verificati gli atti del procedimento, ha riscontrato l'effettiva presenza dello sbaglio di trascrizione. Di conseguenza, i giudici hanno accolto la richiesta e hanno disposto la correzione dell'errore materiale nell'intestazione della sentenza, ordinando alla Cancelleria di annotare la modifica sui documenti originali.
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Correzione errore materiale: quando il giudice dimentica le spese
Il difensore di un Ente Pubblico ha richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Cassazione. La Corte aveva condannato la controparte al pagamento delle spese processuali, omettendo però di disporre la distrazione delle stesse in favore del legale, nonostante la formale richiesta. La Cassazione ha accolto il ricorso, confermando che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese si risolve con il procedimento di correzione e non con l'impugnazione ordinaria. Di conseguenza, il dispositivo è stato integrato disponendo il pagamento diretto al difensore.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia allo scambio
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per la correzione errore materiale presentato da una cittadina. In una precedente decisione, la Suprema Corte aveva annullato una sentenza del Tribunale di Velletri, ma aveva erroneamente indicato come giudice di rinvio il Tribunale di Roma anziché quello di Velletri. I giudici hanno chiarito che un simile refuso non può essere corretto d'ufficio o dal giudice indicato per errore, ma richiede un'apposita istanza della parte interessata. Di conseguenza, la Cassazione ha disposto la correzione della decisione precedente, sostituendo l'indicazione del tribunale errato con quello corretto. Da questa nuova pubblicazione decorre il termine di tre mesi per riassumere la causa.
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Correzione errore materiale: la Cassazione ridà il nome alla parte
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuta nell'intestazione di una precedente sentenza penale. Per una svista, la parte civile ricorrente era stata indicata con il nome di un'altra persona coinvolta nel processo. Poiché l'errore era evidente e smentito dal resto del testo del provvedimento, i giudici hanno ordinato la rettifica del nome di battesimo della donna, ripristinando la corretta identità della parte senza alterare la sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: se il computer inverte le sentenze
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale di due dispositivi invertiti a causa di un disguido informatico. Nel primo caso, riguardante il Primo Ricorrente, la decisione reale era l'annullamento senza rinvio per prescrizione del reato, ma a sistema risultava l'inammissibilità. Nel secondo caso, riguardante il Secondo Ricorrente, la decisione reale era l'inammissibilità del ricorso con sanzione pecuniaria, ma figurava erroneamente l'annullamento per prescrizione. Rilevata la palese inversione materiale dovuta al confezionamento telematico dei provvedimenti contigui, la Suprema Corte ha ripristinato i corretti esiti per entrambi i procedimenti, ristabilendo la verità processuale.
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Correzione errore materiale: Cassazione corregge se stessa
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta in una propria precedente sentenza che vedeva contrapposti un Condomino e un Supercondominio. Per un mero errore di battitura, nell'intestazione del provvedimento era stata indicata la dicitura 'Sezioni Unite Civili' anziché 'Seconda Sezione Civile'. Rilevato il vizio puramente formale, i giudici hanno avviato la procedura semplificata in camera di consiglio. Con l'ordinanza in esame, la Suprema Corte ha accolto il rilievo d'ufficio e ha ordinato la correzione dell'intestazione errata, ripristinando la corretta indicazione dell'organo giudicante senza alcuna modifica al contenuto sostanziale della decisione.
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Spese omesse in sentenza: sì alla correzione errore materiale
Un Cittadino ha chiesto la correzione errore materiale di una sentenza d'appello poiché il giudice, pur avendo espresso in motivazione la volontà di condannare la controparte alle spese, aveva omesso di liquidarle nel dispositivo. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso del Cittadino, chiarendo che il provvedimento di rigetto della correzione non è impugnabile. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che, se la motivazione si esprime sulle spese ma il dispositivo le omette, lo strumento corretto è proprio la correzione dell'errore materiale. Tale istanza è sempre reiterabile, poiché il rigetto non consuma il potere del giudice.
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Correzione errore materiale: da Walter a Valter in Cassazione
L'Ufficio esecuzioni penali ha segnalato un errore nell'ordinanza della Corte di Cassazione che dichiarava inammissibile il ricorso di un imputato. Il nome del soggetto era stato erroneamente indicato come Walter anziché Valter. La Suprema Corte, verificati i dati anagrafici ufficiali trasmessi dalla Procura, ha disposto la correzione errore materiale ai sensi dell'articolo 130 del codice di procedura penale. Trattandosi di una mera svista grafica che non incide sul contenuto della decisione, i giudici hanno ordinato la rettifica del nome nell'epigrafe del provvedimento originario. Vince la Procura che ha richiesto la correzione, con la conseguente regolarizzazione dei dati anagrafici dell'imputato.
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Correzione errore materiale: nome omesso ma la decisione è valida
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione dell'intestazione di una precedente ordinanza in materia di divisione ereditaria. Per un mero errore di battitura, il nome di uno dei coeredi, pur chiaramente identificato nel testo del provvedimento, era stato omesso dall'elenco dei soggetti intimati. Questo errore impediva all'interessato di effettuare la trascrizione del provvedimento nei registri immobiliari. La Suprema Corte ha chiarito che l'omessa indicazione di una parte nell'intestazione costituisce una semplice correzione errore materiale, e non causa di nullità, se l'identità del soggetto emerge con assoluta chiarezza dal contesto della decisione. Di conseguenza, la Corte ha disposto l'integrazione del nome mancante senza addebito di spese processuali.
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Errore del giudice e distrazione delle spese legali: la soluzione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un avvocato per correggere un errore materiale in una precedente ordinanza. Nel provvedimento originario, la Corte aveva condannato le controparti a pagare le spese di giudizio al cliente, dimenticando però di disporre la distrazione delle spese legali in favore del difensore, che si era dichiarato antistatario. I giudici hanno chiarito che, in caso di omessa pronuncia sull'istanza di distrazione, il rimedio corretto è il procedimento di correzione dell'errore materiale. Questo strumento è utilizzabile in ogni tempo e non richiede il rilascio di una nuova procura speciale da parte del cliente. Di conseguenza, la Cassazione ha integrato la precedente decisione disponendo il pagamento diretto delle spese all'avvocato.
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Correzione errore materiale: no sui documenti delle parti
L'Imputata ha presentato un'istanza di correzione errore materiale per modificare i dati anagrafici presenti negli atti introduttivi del processo. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, dichiarando il non luogo a provvedere. I giudici hanno rilevato che il nominativo dell'Imputata era già scritto correttamente sia nell'intestazione sia nella motivazione della sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che la procedura di correzione prevista dall'articolo 130 del codice di procedura penale si applica esclusivamente a sentenze, ordinanze e decreti. Di conseguenza, il collegio giudicante non ha la competenza per intervenire sugli atti introduttivi o su altri documenti del fascicolo che non costituiscono provvedimenti del giudice.
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Correzione errore materiale: quando la Cassazione sbaglia città
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuto nel dispositivo di una propria precedente sentenza. Nel provvedimento originario, il giudice del rinvio era stato erroneamente individuato nella Corte di appello di Messina anziché in un'altra sezione della Corte di appello di Reggio Calabria, che aveva emesso la sentenza annullata. Rilevato l'errore di trascrizione, palese dal testo della motivazione, la Suprema Corte ha applicato l'articolo 625-bis del codice di procedura penale. Di conseguenza, i giudici hanno ordinato la sostituzione della parola "Messina" con "Reggio Calabria" nei documenti ufficiali, ristabilendo la corretta individuazione dell'organo giudicante incaricato del nuovo esame della causa.
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Correzione errore materiale: la Cassazione ricalcola la pena
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza. In quella sede, la Corte aveva annullato senza rinvio la condanna di un uomo per spaccio di stupefacenti, ma aveva omesso di ricalcolare la pena complessiva per i residui reati di rapina commessi in continuazione. I giudici hanno chiarito che l'omessa rideterminazione della pena costituisce un errore materiale emendabile direttamente in sede di legittimità, purché richieda un mero calcolo aritmetico basato su parametri oggettivi già accertati. Di conseguenza, la Suprema Corte ha rideterminato la sanzione finale per le rapine, riducendola a tre anni, cinque mesi e venti giorni di reclusione, oltre a 840,00 euro di multa.
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Correzione errore materiale: recuperate le spese dimenticate
Un'associazione di categoria, regolarmente costituita come parte civile in un processo penale, ha richiesto la correzione errore materiale del dispositivo di una sentenza della Corte di Cassazione. I giudici avevano dichiarato inammissibili i ricorsi degli imputati e li avevano condannati a pagare le spese processuali alle altre parti civili, dimenticando però di inserire l'associazione tra i beneficiari. La Cassazione ha accolto la richiesta, stabilendo che la mancata indicazione della condanna alle spese in favore di una parte civile è un'omissione accessoria e obbligatoria. Tale svista non rende nullo il provvedimento e può essere sanata direttamente con la procedura di correzione, senza necessità di un nuovo giudizio. Di conseguenza, l'associazione ha ottenuto il diritto al rimborso delle spese.
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Correzione errore materiale: valida la vecchia notifica
Un'azienda creditrice ha notificato un precetto di pagamento a un debitore basandosi su una sentenza di condanna. Successivamente, il giudice ha corretto un errore di calcolo nella sentenza tramite un provvedimento di correzione errore materiale. Il debitore ha proposto opposizione, sostenendo che l'azienda avrebbe dovuto notificargli nuovamente la sentenza corretta. La Corte di Cassazione ha chiarito che la correzione errore materiale ha natura puramente amministrativa e non modifica la sostanza della decisione. Di conseguenza, non è necessaria una nuova notifica del titolo esecutivo emendato se la sentenza originale era già stata regolarmente notificata. La Suprema Corte ha quindi respinto l'opposizione del debitore, confermando la validità del precetto.
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Correzione errore materiale: lo scambio di nomi senza spese legali
Il Ministero dell'economia e delle finanze e l'Agenzia del demanio hanno richiesto la correzione errore materiale di una precedente sentenza della Cassazione. Per una svista, i giudici avevano scritto "Agenzia delle dogane" al posto di "Agenzia del demanio". La Suprema Corte ha accolto la richiesta, confermando che l'errore non incideva sulla sostanza della decisione ma era una semplice svista rilevabile a prima vista. La Corte ha quindi disposto la rettifica del testo originale. Inoltre, ha stabilito che non si deve provvedere alla liquidazione delle spese di giudizio, poiché questo procedimento ha natura puramente amministrativa e non comporta una reale situazione di soccombenza tra le parti.
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Correzione errore materiale: no allo sconto sulle spese legali
Un cittadino ha richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Cassazione. Il ricorrente sosteneva che la liquidazione delle spese legali a favore della controparte, pari a 7.100 euro anziché 710 euro, fosse frutto di un banale errore di battitura (l'aggiunta accidentale di uno zero). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la procedura di correzione serve solo a rimediare a una discrepanza evidente tra il pensiero del giudice e la sua trascrizione grafica. Nel caso specifico, non emergendo alcuna prova di un simile lapsus, la contestazione riguarda in realtà una valutazione di merito sull'adeguatezza della cifra. Tale contestazione configura un errore di giudizio e non un semplice errore materiale, rendendo impraticabile la via della correzione semplificata.
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Correzione errore materiale: legittime le spese per il carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di sostanze stupefacenti. L'imputato contestava, tra le altre cose, l'utilizzo della procedura di correzione errore materiale per rimediare alla mancata condanna iniziale al pagamento delle spese di mantenimento in carcere. I giudici hanno chiarito che l'omessa statuizione sulle spese non comporta la nullità della sentenza. Al contrario, la legge consente di rimediare a questa dimenticanza proprio attraverso la correzione errore materiale. Poiché l'uomo era stato effettivamente detenuto in carcere prima della condanna, l'obbligo di pagare le spese di mantenimento è legittimo. Di conseguenza, la Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna e infliggendo una sanzione pecuniaria per l'inammissibilità dell'impugnazione.
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Cassazione: Correzione errore materiale per spese legali distratte
Gli avvocati di diverse aziende e di un consorzio hanno chiesto alla Corte di Cassazione di correggere un errore materiale in una precedente ordinanza. La Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali a favore dell'avvocato delle aziende, che si era dichiarato antistatario. La Corte ha accolto la richiesta, stabilendo che l'omissione della distrazione delle spese costituisce un errore materiale. Questo errore si può correggere con una procedura specifica, non con un normale ricorso. La Corte ha quindi corretto la sua precedente ordinanza, disponendo che le spese legali fossero pagate direttamente all'avvocato. La sentenza chiarisce il rimedio per la correzione errore materiale.
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