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Correzione errore materiale: data di nascita errata in Cassazione

La Ricorrente ha richiesto la correzione errore materiale contenuta nell’intestazione di una precedente sentenza della Corte di Cassazione. In tale provvedimento, la sua data di nascita era stata erroneamente indicata come 02/02/1986 anziché 09/01/1969. La Suprema Corte, verificati gli atti del procedimento, ha riscontrato l’effettiva presenza dello sbaglio di trascrizione. Di conseguenza, i giudici hanno accolto la richiesta e hanno disposto la correzione dell’errore materiale nell’intestazione della sentenza, ordinando alla Cancelleria di annotare la modifica sui documenti originali.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 27410 Anno 2023
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Pubblicato il 14 giugno 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

La correzione errore materiale nelle sentenze penali

Nel panorama del diritto processuale penale, la precisione dei dati anagrafici rappresenta un elemento fondamentale per garantire l’esatta identificazione dei soggetti coinvolti. Può capitare, tuttavia, che un provvedimento giudiziario contenga una svista formale o un refuso di scrittura. In questi casi, l’ordinamento prevede lo strumento della correzione errore materiale per rimediare a tali imprecisioni senza dover rimettere in discussione il contenuto della decisione. Questo meccanismo rapido e semplificato permette di allineare il testo del provvedimento alla realtà dei fatti storici e processuali, salvaguardando la certezza del diritto e l’efficacia del titolo esecutivo. L’attivazione di questa procedura evita lunghe e complesse impugnazioni, offrendo una soluzione immediata a problemi puramente formali che potrebbero altrimenti ostacolare la corretta esecuzione della decisione giudiziaria.

Il caso concreto dell’errore sulla data di nascita

La vicenda trae origine da una precedente sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, con la quale era stato dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una cittadina, qui denominata La Ricorrente. Successivamente alla pubblicazione della decisione, la difesa si è accorta di un evidente refuso presente proprio nella parte introduttiva del documento. Nell’intestazione della sentenza, infatti, i giudici avevano indicato una data di nascita errata, attribuendo alla donna una data di nascita risalente al febbraio del 1986 anziché al gennaio del 1969. Trattandosi di un palese errore di trascrizione, il difensore ha presentato un’istanza formale per chiedere la rettifica del dato anagrafico errato, al fine di evitare problemi di identificazione nelle fasi successive del procedimento. Anche la parte civile costituita ha aderito alla richiesta, confermando la necessità di procedere alla correzione.

Quando è possibile richiedere la correzione errore materiale

La procedura per la correzione errore materiale trova applicazione quando nel testo di un provvedimento si riscontra un’omissione, un errore di calcolo o una discordanza evidente che non influisce sul contenuto essenziale della decisione. Questo strumento non può mai essere utilizzato per modificare la volontà del giudice o per contestare il merito della sentenza. Al contrario, serve esclusivamente a eliminare incongruenze grafiche o lapsus calami (errori di scrittura commessi per distrazione). La legge consente questo intervento correttivo in ogni stato e grado del processo, garantendo che il documento ufficiale rispecchi fedelmente gli atti di causa già acquisiti al fascicolo. L’errore deve essere rilevabile in modo immediato e obiettivo, senza necessità di svolgere nuove indagini o valutazioni di merito.

Le motivazioni della decisione sul caso specifico

La Suprema Corte ha esaminato con attenzione l’istanza presentata dal difensore della parte interessata. I giudici di legittimità hanno proceduto alla consultazione diretta degli atti del procedimento penale per verificare la fondatezza della segnalazione. Dall’esame della documentazione anagrafica e dei verbali presenti nel fascicolo è emersa in modo inequivocabile la discrepanza tra la reale data di nascita della donna e quella riportata nell’intestazione del provvedimento impugnato. Trattandosi di una mera svista di compilazione che non toccava in alcun modo la valutazione giuridica del caso o il dispositivo di inammissibilità, la Corte ha ritenuto sussistenti tutti i presupposti di legge per disporre la correzione errore materiale richiesta. Il contrasto tra i documenti ufficiali e la sentenza è stato così risolto in modo rapido.

Le conclusioni della Cassazione e gli effetti pratici

La decisione si è conclusa con l’accoglimento totale della richiesta di rettifica formulata dalla difesa. La Corte di Cassazione ha disposto che nell’intestazione della precedente sentenza la dicitura errata venga sostituita con i dati anagrafici corretti della Ricorrente. Per rendere operativa questa modifica, il collegio ha ordinato alla Cancelleria di effettuare le necessarie annotazioni sull’originale del provvedimento. Questo esito dimostra come la correzione errore materiale rappresenti un rimedio pratico ed efficace per ripristinare la correttezza formale dei documenti giudiziari, evitando che un semplice errore materiale possa compromettere la certezza delle statuizioni o creare ostacoli burocratici per il cittadino coinvolto. La corretta identificazione del soggetto è stata così definitivamente ripristinata.

Cos’è la correzione di un errore materiale in una sentenza?
Si tratta di una procedura rapida che permette di correggere sviste, refusi o errori di calcolo presenti nel testo di un provvedimento giudiziario, senza modificarne il contenuto decisionale.

Si può usare questa procedura per cambiare la decisione del giudice?
No, la correzione serve solo a eliminare errori grafici o di trascrizione e non può mai essere utilizzata per contestare o modificare il merito della decisione.

Chi si occupa di annotare la correzione sulla sentenza originale?
Una volta che il giudice accoglie la richiesta e dispone la correzione, spetta alla Cancelleria del tribunale effettuare l’annotazione fisica della modifica sull’originale dell’atto.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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