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Correzione Errore Materiale

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1135 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Correzione errore materiale: Roma sostituisce Napoli in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta nel dispositivo di una propria precedente sentenza. Nel documento originario era stato erroneamente indicato che la decisione era avvenuta a Napoli anziché a Roma. Trattandosi di una semplice svista geografica che non incide sul contenuto della decisione, i giudici hanno rettificato la dicitura ripristinando la corretta sede di deliberazione.
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Correzione errore materiale: se Roma diventa Napoli per errore
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta nel dispositivo di una precedente sentenza. Nel documento originario era stato erroneamente indicato che la decisione fosse avvenuta a Napoli anziché a Roma. Trattandosi di un mero refuso geografico che non incide sulla sostanza del giudizio, i giudici hanno ordinato la rettifica formale del testo, ripristinando l'esatta indicazione della sede della Suprema Corte. Il procedimento si è concluso con l'accoglimento della richiesta di correzione.
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Correzione errore materiale: pena aumentata per errore di calcolo
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuto nel verbale di un'udienza precedente. Nel rideterminare la pena per L'Imputato, i giudici avevano commesso un errore di calcolo aritmetico, indicando un anno e tre mesi di reclusione anziché un anno e sette mesi. La corretta operazione matematica, basata sulla pena base di nove mesi aumentata per la recidiva e per i reati satellite, portava inevitabilmente a diciannove mesi complessivi. Accertata la divergenza evidente tra la reale volontà del collegio e la formula scritta, la Suprema Corte ha corretto il dispositivo, stabilendo la pena definitiva in un anno e sette mesi di reclusione.
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Correzione errore materiale: il singolare errato non cancella la condanna
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di discrepanza tra il testo di una sentenza e il relativo ruolo d'udienza. Nel primo documento, entrambi i ricorrenti venivano condannati a rimborsare le spese legali alla parte civile, l'Agenzia delle Entrate. Nel ruolo d'udienza, invece, la condanna era indicata erroneamente al singolare, riferendosi a un solo imputato. La Suprema Corte ha chiarito che l'allineamento tra i due atti non modifica la decisione sostanziale già presa. Per questo motivo, ha disposto la correzione errore materiale nel ruolo d'udienza, sostituendo la dicitura al singolare con quella al plurale, confermando così l'obbligo di pagamento per entrambi i soggetti coinvolti.
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Correzione errore materiale: quando la sentenza batte il verbale
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale del ruolo d'udienza relativo a un precedente giudizio penale. Nel caso specifico, la sentenza originaria aveva annullato senza rinvio la condanna nei confronti del Secondo Ricorrente per due distinti reati poiché estinti per prescrizione. Al contrario, il ruolo d'udienza riportava erroneamente l'annullamento per un solo reato. Rilevata la discrepanza tra il reale contenuto della decisione e la sua trascrizione formale, i giudici hanno ordinato l'allineamento del documento d'udienza al testo della sentenza, ripristinando la corretta portata del provvedimento senza alterarne la sostanza.
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Correzione errore materiale: tutti pagano le spese in solido
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza. Nel dispositivo finale, i giudici avevano omesso di specificare che la condanna al pagamento delle spese processuali in favore delle parti civili gravava su tutti i ricorrenti in solido. Poiché la motivazione della sentenza chiariva espressamente tale obbligo solidale secondo la legge, la Suprema Corte ha corretto l'omissione inserendo la formula 'in solido tra loro' nel testo del dispositivo, ristabilendo la coerenza tra la decisione e la sua formulazione scritta.
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Correzione errore materiale: notifica errata ma salvata dal rinvio
Il Ricorrente ha richiesto la correzione errore materiale di un'ordinanza della Cassazione, poiché la formula della distrazione delle spese a favore dei propri avvocati era stata inserita erroneamente nel paragrafo relativo al contributo unificato anziché in quello sulla liquidazione delle spese. Tuttavia, il ricorso è stato notificato al difensore della Controparte oltre un anno dopo la pubblicazione della decisione. La Suprema Corte ha rilevato che, decorso un anno, la notifica deve essere effettuata alla parte personalmente e non al difensore, la cui rappresentanza si presume cessata. Non trattandosi di notifica inesistente ma affetta da nullità sanabile, la Corte ha ordinato la rinnovazione della notifica alla Controparte personalmente entro sessanta giorni, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Correzione errore materiale: spese aggiunte dopo la svista
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza. In tale decisione, che dichiarava inammissibile il ricorso presentato dal Ricorrente, era stata omessa per mera svista la condanna obbligatoria al pagamento delle spese processuali. Trattandosi di un adempimento imposto dalla legge, la Corte ha ordinato l'integrazione del dispositivo inserendo la condanna alle spese.
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Correzione errore materiale: la svista sulle spese processuali
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza riguardante Il Ricorrente. Il provvedimento originario aveva dichiarato inammissibile il ricorso ma aveva omesso per una svista la condanna obbligatoria al pagamento delle spese processuali. Trattandosi di un adempimento imposto dalla legge in caso di inammissibilità, i giudici hanno integrato il dispositivo inserendo la condanna omessa.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge la propria svista
Il caso nasce dall'omissione, in una precedente ordinanza della Corte di Cassazione, della distrazione delle spese a favore del difensore del ricorrente, nonostante questi si fosse dichiarato antistatario. Il difensore ha quindi richiesto la correzione del provvedimento. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, confermando che la mancata pronuncia sulla distrazione delle spese non richiede un ricorso autonomo o un'impugnazione ordinaria. Il rimedio corretto e più rapido è la procedura di correzione errore materiale. Questo strumento garantisce la ragionevole durata del processo e permette al difensore di ottenere rapidamente il titolo esecutivo per il pagamento dei propri onorari direttamente dalla parte soccombente. Di conseguenza, la Cassazione ha integrato il dispositivo inserendo la distrazione delle spese in favore del legale.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia alla propria svista
Il Ricorrente ha richiesto alla Corte di Cassazione la correzione errore materiale del dispositivo di una precedente ordinanza. Il provvedimento originario presentava un'omissione: non menzionava l'accoglimento del ricorso per revocazione e non specificava che il giudice del rinvio dovesse liquidare le spese di entrambi i giudizi svoltisi davanti alla Suprema Corte. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, ritenendo fondata l'istanza del cittadino. Di conseguenza, i giudici hanno disposto la correzione del testo del dispositivo, inserendo i riferimenti mancanti relativi all'accoglimento del ricorso e alla corretta ripartizione delle spese processuali.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia alla sua svista
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di un proprio precedente dispositivo. Nel provvedimento originario, la Corte aveva annullato con rinvio la decisione impugnata riguardo alla quantificazione della riparazione pecuniaria necessaria per ottenere la sospensione condizionale della pena. Tuttavia, i giudici avevano omesso di indicare l'autorità giudiziaria competente a riesaminare il caso. Con questa decisione, la Cassazione corregge l'omissione inserendo espressamente il rinvio alla Corte di appello di Perugia per il nuovo giudizio, garantendo così la corretta prosecuzione del processo penale a carico dell'Imputato.
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Correzione errore materiale: una lettera cambia il destino del ricorso
Il cittadino ha richiesto la correzione errore materiale contenuta in una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Nel provvedimento originario, infatti, il cognome del ricorrente era stato erroneamente trascritto come "Bodli" anziché "Bodlli". La Suprema Corte, esaminata la richiesta e constatata l'evidente svista di battitura, ha accolto l'istanza ai sensi dell'articolo 287 del codice di procedura civile. Di conseguenza, i giudici hanno disposto la correzione ufficiale del testo, stabilendo che il cognome corretto da considerare a tutti gli effetti di legge sia "Bodlli". Il cittadino ottiene così la rettifica formale del provvedimento senza dover avviare un nuovo giudizio di merito.
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Correzione errore materiale: la Cassazione frena per mancata notifica
Il difensore di una società ha richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione, la quale aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in suo favore. Tuttavia, l'istanza di correzione e il relativo decreto presidenziale non erano stati notificati alla controparte. La Suprema Corte, rilevata tale mancanza, ha ordinato alla cancelleria di provvedere alla notifica degli atti a tutte le parti costituite entro trenta giorni, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il regolare svolgimento del contraddittorio.
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Prescrizione e pena: la correzione errore materiale della Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di un dispositivo letto in udienza. Nel testo originale, i giudici avevano dichiarato il reato estinto per prescrizione a favore de I Ricorrenti, ma avevano omesso di aggiungere la formula necessaria per l'eliminazione della sanzione. Con questa ordinanza, la Suprema Corte ha integrato il testo inserendo l'espressione "ed elimina la relativa pena", sanando una svista formale che non toccava la sostanza della decisione. I Ricorrenti ottengono così la formale cancellazione della pena originaria.
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Correzione errore materiale: quando la svista costa il raddoppio
Un cittadino, vincitore in una causa di risarcimento danni da diffamazione, ha chiesto alla Corte di Cassazione la correzione errore materiale di una precedente ordinanza. Il provvedimento indicava erroneamente che il cittadino non avesse svolto attività difensiva, nonostante il regolare deposito di controricorso e memorie. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'omessa considerazione della difesa non è una semplice svista di scrittura, ma un errore di fatto sulla realtà del processo. Questo tipo di vizio richiede un'impugnazione per revocazione e non una semplice procedura di correzione errore materiale, la quale non può incidere sulla sostanza della decisione né essere convertita in un altro mezzo di impugnazione.
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Correzione errore materiale: Salerno diventa Catanzaro
La Corte di Cassazione ha accolto la segnalazione riguardante un evidente svisto in una precedente sentenza. Nel provvedimento originario, i giudici avevano disposto l'invio degli atti alla Corte d'appello di Salerno anziché a quella di Catanzaro, violando le regole procedurali sul rinvio. Il ricorrente ha quindi ottenuto la correzione errore materiale del dispositivo. La Suprema Corte, applicando le norme del codice di procedura penale, ha disposto la rettifica ufficiale del testo, ordinando alla cancelleria di annotare la variazione sui documenti originali. Questa decisione conferma come le sviste formali dei giudici possano essere corrette rapidamente senza intaccare la sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: cancellata la condanna alle spese
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale in relazione a una precedente sentenza penale. Nel dispositivo di tale decisione, L'Imputata era stata erroneamente condannata a pagare le spese processuali in favore delle parti civili. Tuttavia, queste ultime non avevano presentato conclusioni scritte né memorie o richieste durante il grado di giudizio. Rilevato l'evidente sbaglio di trascrizione, i giudici di legittimità hanno applicato le norme del codice di procedura penale per eliminare la condanna ingiustificata. Di conseguenza, L'Imputata non dovrà rimborsare alcuna somma alle parti civili, ripristinando la corretta corrispondenza tra lo svolgimento del processo e la decisione finale.
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Correzione errore materiale: quando la Cassazione sbaglia città
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente ordinanza. Nel provvedimento originario, la Suprema Corte aveva rinviato la causa alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma anziché a quella di Genova, territorialmente competente. Accorgendosi dell'errore, lo stesso giudice di Roma ha restituito il fascicolo alla Cassazione. I giudici di legittimità hanno chiarito che la correzione errore materiale può essere attivata anche d'ufficio, senza un ricorso formale delle parti, qualora vi sia una palese discrepanza tra la reale volontà del giudice (espressa nella motivazione) e la sua traduzione grafica nel dispositivo. La Corte ha quindi corretto il testo, disponendo il rinvio corretto a Genova e confermando che in questa procedura non si applica alcuna condanna alle spese.
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Errore materiale sul tribunale: la Cassazione corregge la sede
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuta nel ruolo di udienza relativo a un procedimento che coinvolgeva una Società. L'ordinanza principale aveva qualificato il ricorso come appello cautelare e ordinato la trasmissione degli atti al Tribunale di Napoli. Tuttavia, per un mero errore di trascrizione, il ruolo d'udienza indicava erroneamente come destinatario il Tribunale di Teramo. Rilevato il contrasto tra i documenti, la Suprema Corte ha corretto la dicitura errata ripristinando la competenza del Tribunale di Napoli.
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