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Correzione Errore Materiale

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1135 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia d’ufficio
Il Ricorrente ha richiesto la correzione errore materiale di un'ordinanza della Corte di Cassazione che riportava l'anno errato della decisione (2020 invece di 2021). La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del cittadino poiché quest'ultimo non aveva depositato la prova della notifica alle controparti. Tuttavia, i giudici hanno deciso di convertire la procedura d'ufficio, esercitando il proprio potere autonomo di correzione. Poiché non vi era necessità di instaurare un nuovo dibattito tra le parti, la Cassazione ha disposto direttamente la correzione della data errata sull'originale del provvedimento, risolvendo la svista burocratica a favore del richiedente.
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Correzione errore materiale: da sentenza a ordinanza in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta nel ruolo d'udienza. Per un errore di trascrizione, il ruolo riportava la dicitura "annulla la sentenza impugnata" anziché "annulla l'ordinanza impugnata". Poiché il provvedimento originario del Tribunale di sorveglianza era un'ordinanza e non una sentenza, l'errore era evidente e puramente formale. La Suprema Corte ha quindi ordinato la correzione del testo del dispositivo, ripristinando la corretta qualificazione del provvedimento annullato senza modificare la sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: da giudice errato a quello corretto
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale in un procedimento penale. Inizialmente, i giudici avevano annullato con rinvio una sentenza della Corte d'Appello, indicando però erroneamente come giudice del rinvio lo stesso ufficio giudiziario che aveva emesso il provvedimento annullato. Rilevato il refuso, il Presidente ha disposto la correzione urgente del dispositivo. La Suprema Corte ha stabilito che il processo deve essere trasmesso alla Corte d'Appello competente per territorio, correggendo l'indicazione errata. Questa decisione evidenzia come i semplici errori di compilazione dei documenti giudiziari possano essere sanati rapidamente senza compromettere il corso della giustizia.
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Distrazione delle spese: la Cassazione rimedia alla svista
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato da alcuni soggetti, in qualità di eredi, e dal loro avvocato per rimediare a una svista in una precedente ordinanza. Il giudice, pur avendo condannato la controparte a pagare le spese di giudizio, aveva dimenticato di disporre la distrazione delle spese a favore del difensore, che si era dichiarato antistatario (cioè colui che ha anticipato le spese). La Suprema Corte ha corretto questo errore materiale, stabilendo che la somma di 3.500 euro, oltre accessori di legge, deve essere versata direttamente al legale.
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Correzione errore materiale: l’avvocato dimenticato viene pagato
Un cittadino ha vinto una causa contro un Comune. Il suo avvocato aveva chiesto la distrazione delle spese in proprio favore come difensore antistatario. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha omesso questo dettaglio nel dispositivo, condannando il Comune a pagare direttamente al cittadino. L'avvocato ha quindi richiesto la correzione errore materiale. Nonostante l'istanza non fosse stata inizialmente notificata alla controparte, la cancelleria ha provveduto a comunicare la data dell'udienza e il Comune ha depositato una memoria dichiarando di non opporsi, sanando così il vizio di notifica. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, disponendo la correzione del provvedimento originario e ordinando che le spese legali siano versate direttamente al difensore.
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Correzione errore materiale: la Cassazione cancella la doppia tassa
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale presentata da un cittadino. Nel precedente provvedimento del 2019, la Corte aveva rigettato sia il ricorso principale di due soggetti sia il ricorso incidentale del cittadino. Tuttavia, nel dispositivo finale, il nome del cittadino era stato inserito erroneamente due volte nell'obbligo di pagamento del doppio contributo unificato: una volta in solido con i ricorrenti principali e una volta da solo per l'intero. Questo errore materiale gli imponeva ingiustamente un doppio pagamento. I giudici hanno quindi corretto il testo, stabilendo che il cittadino deve versare solo la quota relativa al proprio ricorso incidentale, mentre i ricorrenti principali risponderanno in solido per il loro ricorso.
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Correzione errore materiale: ricalcolo della pena in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale dei calcoli relativi alla pena inflitta a Il Condannato per il reato di detenzione di arma da sparo. In una precedente sentenza, la Corte aveva rideterminato la pena escludendo la pluralità di reati per la detenzione di più armi nello stesso contesto. Tuttavia, nel dispositivo erano stati inseriti calcoli errati. Accertato l'errore di computo, i giudici hanno rettificato la sanzione: la pena per la singola condotta scende a quindici giorni di reclusione e 50 euro di multa, mentre la pena complessiva finale, unificata per continuazione con una precedente condanna, viene rideterminata in quattordici anni e tre mesi di reclusione ed euro 3.500,00 di multa. Vince Il Condannato che ottiene il ricalcolo corretto e favorevole della pena.
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Correzione errore materiale: il condannato deve pagare lo Stato
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale in una propria precedente sentenza. Nel giudizio originario, l'imputato era stato condannato a rimborsare le spese legali alle parti civili. Tuttavia, la Corte aveva omesso di specificare che tali parti civili erano ammesse al patrocinio a spese dello Stato e che, di conseguenza, il pagamento doveva essere effettuato direttamente in favore dell'Erario. Richiamando l'orientamento delle Sezioni Unite, i giudici di legittimità hanno corretto il dispositivo, disponendo che la quantificazione effettiva delle somme spetti alla Corte d'appello competente, mentre l'imputato dovrà versare l'importo direttamente allo Stato.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuta in una precedente ordinanza. Nel provvedimento originario, la data di nascita del Ricorrente era stata erroneamente indicata come 13 giugno 1981 anziché 18 giugno 1981. Su segnalazione del Pubblico Ministero, i giudici hanno rilevato che si trattava di una semplice svista di compilazione, chiaramente smentita dai documenti allegati al fascicolo. Applicando la procedura semplificata prevista dal codice di procedura penale, la Suprema Corte ha accolto la richiesta e ha ordinato la rettifica del dato anagrafico errato direttamente sull'originale dell'atto, ristabilendo l'esatta identità del Ricorrente senza alterare il contenuto della decisione.
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Correzione errore materiale: lo scambio tra sentenza e ordinanza
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza per la correzione errore materiale nel dispositivo di un'udienza precedente. Nel documento originale era stata erroneamente scritta la parola 'sentenza' al posto di 'ordinanza'. I giudici hanno quindi disposto la correzione ufficiale del testo, ordinando alla cancelleria di annotare la modifica sui documenti originali. Questa decisione corregge un semplice lapsus di scrittura senza modificare la decisione sostanziale di annullamento con rinvio al Tribunale di Lecce.
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Correzione errore materiale: la Cassazione frena sui dinieghi
Il Ricorrente ha vinto una causa contro La Società. Nella motivazione della sentenza, il giudice ha stabilito che La Società doveva pagare le spese legali, ma ha dimenticato di quantificarle nel dispositivo finale. Il Ricorrente ha quindi richiesto la correzione errore materiale. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la richiesta, sostenendo di aver già esaurito il proprio potere decisionale con un precedente rigetto. Il Ricorrente si è rivolto alla Corte di Cassazione per far valere i propri diritti. I giudici di legittimità hanno rilevato la particolare importanza della questione, che riguarda i limiti di impugnazione dei dinieghi di correzione per le spese di lite non liquidate. Per questo motivo, la Cassazione ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Correzione errore materiale: quando la sentenza è di un altro
Una società in liquidazione ha richiesto la correzione errore materiale di un'ordinanza della Cassazione. Il provvedimento, pur riportando l'intestazione corretta, conteneva una motivazione interamente riferita a una causa diversa tra parti estranee. La Suprema Corte ha stabilito che non si tratta di un semplice errore materiale risolvibile con procedura semplificata, ma di un provvedimento inesistente nella sostanza. Di conseguenza, la Corte ha disposto il rinvio della causa a una nuova udienza davanti allo stesso collegio di giudici per decidere correttamente il ricorso originario.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge il proprio errore
I Ricorrenti, in qualità di eredi e parti private, hanno richiesto la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. La Corte aveva infatti omesso di inserire nel dispositivo la formula relativa alla distrazione delle spese in favore del loro avvocato difensore, nonostante quest'ultimo ne avesse fatto esplicita richiesta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, disponendo l'integrazione del testo originario con l'indicazione della distrazione delle spese a beneficio del legale. Non sono state liquidate ulteriori spese per questo procedimento di correzione.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge la propria svista
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino per la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente ordinanza. Il giudice, pur avendo liquidato le spese di lite a favore del cittadino, aveva omesso di disporre la distrazione delle spese a favore del suo avvocato, dichiaratosi antistatario. La Suprema Corte ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla distrazione non richiede un'impugnazione ordinaria, ma pu essere risolta rapidamente tramite la procedura di correzione degli errori materiali. Di conseguenza, la Corte ha disposto la correzione del dispositivo originario, inserendo l'ordine di pagamento diretto al difensore.
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Correzione errore materiale: banca batte la svista del giudice
Un istituto di credito ha richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. In quel provvedimento, la Corte aveva rigettato il ricorso dei clienti e affermato in motivazione che le spese seguivano la soccombenza, ma aveva dimenticato di inserire la condanna concreta nel dispositivo finale. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, confermando che l'omessa liquidazione delle spese nel dispositivo, se dovuta a una semplice svista dell'estensore chiaramente desumibile dalla motivazione, può essere sanata con questa procedura semplificata. Di conseguenza, la Corte ha integrato il dispositivo condannando i ricorrenti al pagamento delle spese di giudizio in favore della banca.
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Correzione errore materiale: spese dimenticate dalla Cassazione
Il Lavoratore ha proposto ricorso per la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. In tale provvedimento, pur essendo il Lavoratore risultato vittorioso contro l'Ente Previdenziale, la Corte aveva omesso di liquidare le spese del giudizio di legittimità. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Di conseguenza, ha disposto la correzione della precedente ordinanza inserendo la condanna dell'Ente Previdenziale al pagamento delle spese di lite, pari a 200 euro per esborsi e 1.000 euro per compensi, oltre accessori di legge, con distrazione in favore del difensore del Lavoratore. Non sono state liquidate spese per il procedimento di correzione, data la sua natura amministrativa.
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Correzione errore materiale: da Milano a Milazzo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuta nell'intestazione di una precedente sentenza. Il sistema informatico aveva erroneamente registrato il luogo di nascita de Il Ricorrente come Milano anziché Milazzo. Su segnalazione della Procura della Repubblica, i giudici hanno ordinato la rettifica sia sulla sentenza cartacea sia nel sistema informatico penale (SIC), ristabilendo la verità anagrafica senza modificare la decisione di merito.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia alla svista
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale presentata dal difensore del Danneggiato, costituitosi parte civile. In una precedente sentenza, la Corte aveva dichiarato inammissibile il ricorso dell'Imputato, ma aveva omesso per una svista di condannarlo al pagamento delle spese di difesa del Danneggiato, che era ammesso al patrocinio a spese dello Stato. Riconosciuto l'errore, i giudici hanno integrato il dispositivo della sentenza originaria, inserendo la condanna dell'Imputato a rimborsare le spese legali. Tali somme saranno liquidate dalla Corte di appello competente e versate direttamente allo Stato, che aveva anticipato i costi della difesa.
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Correzione errore materiale: la Cassazione salva le spese del legale
Il difensore della Parte Civile ha richiesto la correzione errore materiale del dispositivo di una precedente sentenza della Corte di Cassazione. Il provvedimento originario aveva condannato l'Imputato al pagamento delle spese di giudizio in favore della Parte Civile, omettendo però di disporre la distrazione di tali somme direttamente a favore del difensore, che si era regolarmente dichiarato antistatario. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, rilevando l'effettiva omissione e disponendo, tramite la procedura semplificata senza formalità, l'integrazione del dispositivo originario con l'indicazione della distrazione delle spese a favore del legale.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia alla sua svista
Il caso riguarda uno straniero che ha impugnato il proprio decreto di espulsione. La Corte di Cassazione, con una precedente ordinanza, aveva ordinato la rinotifica del ricorso alla Prefettura, omettendo però di specificare il termine entro cui provvedere. Per rimediare a questa svista, la Suprema Corte ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale. Il termine per la rinotifica è stato così fissato in trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento correttivo.
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