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Correzione Errore Materiale

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1135 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Correzione errore materiale: quando la svista non annulla l’atto
Il Ministero dell'Interno ha segnalato un errore di battitura nell'intestazione di una sentenza della Corte di Cassazione. Il documento riportava erratamente che il ricorso riguardava un decreto del Giudice di Pace anziché un provvedimento della Corte d'Appello. Trattandosi di una svista formale che non incide sulla decisione finale, la Suprema Corte ha applicato la correzione errore materiale. I giudici hanno rettificato l'indicazione dell'organo giudiziario senza svolgere un'udienza formale, disponendo che la cancelleria annoti la modifica direttamente sugli originali della sentenza.
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Correzione errore materiale: no al rimborso spese ritardato
L'Azienda ha richiesto la correzione errore materiale di un'ordinanza della Corte di Cassazione che non aveva liquidato le spese legali a suo favore contro un gruppo di lavoratori. L'Azienda sosteneva di aver inviato il controricorso telematico, ma il deposito era rimasto bloccato in cancelleria senza la quarta PEC di conferma. La Suprema Corte ha rigettato l'istanza. I giudici hanno chiarito che il deposito telematico non si perfeziona senza l'accettazione della cancelleria e il difensore avrebbe dovuto riattivarsi tempestivamente senza attendere tre anni. Poiché al momento della decisione il controricorso non risultava formalmente depositato, la mancata liquidazione delle spese non costituisce un errore materiale, bensì una decisione consapevole della Corte.
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Spese della parte civile: limiti correzione errore materiale
La Parte Civile ha presentato istanza per la correzione errore materiale, lamentando l'omessa condanna di alcuni Imputati al pagamento delle spese processuali nel giudizio di legittimità. La Corte di Cassazione ha chiarito che il rimedio generale per la correzione errore materiale si applica a tutte le parti quando vi sia discrepanza tra volontà e forma. Tuttavia, nel merito ha rigettato la richiesta della Parte Civile. L'esclusione della condanna alle spese non derivava da una svista, ma dalla scelta consapevole della Corte: i ricorsi degli Imputati riguardavano solo il trattamento sanzionatorio, ambito in cui la presenza della parte civile non produce effetti e non giustifica il rimborso spese. Inoltre, per altri soggetti, l'omissione dipendeva dalla mancata richiesta da parte dell'avvocato. La Corte ha quindi rigettato l'istanza e integrato d'ufficio il dispositivo, formalizzando il rigetto della liquidazione.
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Correzione errore materiale: rigetto tra sviste e valutazioni
Un cittadino ha proposto istanza di correzione errore materiale contro una sentenza della Corte di Cassazione. Il richiedente ha evidenziato due presunti difetti: l'omessa menzione della presenza del proprio difensore nell'intestazione e la liquidazione di spese vive non documentate a favore della controparte. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso su entrambi i fronti. Riguardo al primo punto, i giudici hanno stabilito che l'assenza del nome dell'avvocato nell'intestazione costituisce una mera irregolarità formale, poiché la sua effettiva presenza risulta già dal verbale di udienza. Riguardo al secondo punto, la contestazione sulla quantificazione delle spese riguarda una valutazione del giudice e non una semplice svista di battitura. Di conseguenza, la decisione originaria resta pienamente valida ed immutata.
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Correzione errore materiale: nome errato nel decreto di spese
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di un proprio decreto di estinzione. Nel provvedimento originario, l'intestazione telematica generata dai sistemi informatici aveva indicato erratamente la ragione sociale di una società di gestione crediti. Il sistema aveva infatti iscritto la denominazione con un numero errato al posto di quello corretto. La società interessata ha segnalato l'inesattezza e il Presidente della Corte ha avviato d'ufficio la procedura di rettifica. I giudici hanno confermato la presenza dell'errore materiale, evidenziando che l'atto depositato conteneva la denominazione corretta. Con la nuova ordinanza, la Suprema Corte ha sostituito la dicitura errata nell'intestazione e nell'ordine di liquidazione delle spese legali, garantendo l'esatta individuazione del soggetto creditore a cui spetta il rimborso delle spese.
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Correzione errore materiale: il pagamento estingue il ricorso
Un Ente Sanitario perde la causa contro tre Lavoratori e riceve la condanna al pagamento delle spese di giudizio. La decisione omette però di indicare il pagamento diretto al difensore. I Lavoratori presentano quindi istanza di correzione errore materiale per ottenere la distrazione delle spese a favore del proprio avvocato. Nelle more del procedimento, l'Ente Sanitario esegue il pagamento integrale di tutte le somme dovute a titolo di onorari e rimborso spese. A fronte dell'avvenuto incasso, il difensore dei Lavoratori comunica la sopravvenuta mancanza di interesse a proseguire la causa. La Corte di Cassazione accoglie la richiesta e dichiara il non luogo a provvedere. Il pagamento spontaneo delle somme elimina infatti ogni utilità pratica della decisione giudiziale, chiudendo definitivamente la vertenza tra le parti.
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Correzione errore materiale: vietato cambiare la condanna
Il Pubblico Ministero ha proposto ricorso contro un'ordinanza del giudice dell'esecuzione. Quest'ultimo, intervenendo sulla qualificazione di alcuni reati, aveva rimosso la dicitura 'bis' dalle contestazioni di furto in abitazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che la correzione errore materiale non può mai modificare la sostanza della decisione né trasformare la fattispecie in un reato meno grave. La procedura ex art. 130 c.p.p. serve unicamente a sanare una divergenza formale e grafica tra la reale volontà del giudice e la sua stesura finale. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno annullato l'ordinanza impugnata e disposto un nuovo esame del caso.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge la data
La Procura della Repubblica ha richiesto ai giudici di legittimità la correzione errore materiale di un'ordinanza penale precedentemente emessa. Nel documento originario, l'intestazione riportava una data di nascita errata per l'imputato, indicando l'anno 1964 al posto del reale anno 1984. La Suprema Corte ha accolto la richiesta evidenziando come tale discrepanza derivasse da una mera svista di battitura. Il collegio ha disposto la rettifica immediata dell'atto senza modificare la sostanza del provvedimento, riallineando il testo alla realtà anagrafica corretta.
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Correzione errore materiale e rinvio alla Corte competente
La Suprema Corte ha disposto la correzione errore materiale in relazione a una propria precedente decisione penale. I giudici di legittimità avevano annullato con rinvio la condanna emessa a carico dell'Imputato per ricalcolare il trattamento sanzionatorio. Il dispositivo iniziale trasmetteva tuttavia gli atti a una diversa sezione della Corte di Appello di Perugia. Tale ufficio giudiziario dispone in realtà di una sola sezione penale, rendendo impossibile la celebrazione del nuovo giudizio nella stessa sede. Per sanare la svista senza alterare la decisione di merito, i giudici hanno rettificato il testo indicando quale giudice del rinvio la Corte di Appello di Firenze.
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Correzione errore materiale: data errata nella sentenza penale
La Corte di Cassazione è intervenuta su segnalazione della Corte di Appello per rettificare un dato anagrafico presente nell'intestazione di una precedente sentenza penale. Nello specifico, il documento riportava erroneamente il giorno di nascita di uno dei ricorrenti come 02/11/1961 invece di quello corretto del 05/11/1961. I giudici supremi hanno disposto la correzione errore materiale tramite ordinanza, evidenziando come una semplice discrepanza documentale non incida sulla validità della decisione di merito e possa essere sanata senza alterare il contenuto del provvedimento originario.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rettifica la sede
La Corte di Cassazione è intervenuta con una procedura di correzione errore materiale per rettificare il testo di una precedente sentenza penale. I Ricorrenti avevano ottenuto l'annullamento con rinvio di un provvedimento relativo alla richiesta di revisione del processo. Nella stesura del dispositivo, tuttavia, i giudici avevano indicato per mera svista la Corte di Appello territorialmente non competente. Il collegio ha rilevato il refuso e ha applicato la procedura rapida prevista dalla legge processuale, disponendo che il fascicolo sia trasmesso al corretto giudice di secondo grado per la celebrazione del nuovo giudizio.
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Correzione errore materiale: da 5.00,00 a 500 euro
Nel verbale del ruolo di udienza della Corte di Cassazione compare una cifra errata relativa al pagamento imposto ai ricorrenti a favore della Cassa delle ammende. Il cancelliere trascrive per sbaglio l'importo anomalo di 5.00,00 euro al posto della cifra corretta di 500,00 euro stabilita nel corpo della sentenza. La Suprema Corte accoglie la segnalazione del refuso e dispone la correzione errore materiale senza formalità. Il collegio rettifica il testo e ordina alla cancelleria di annotare l'importo esatto sui documenti originali, ripristinando la perfetta corrispondenza tra la decisione effettiva e gli atti ufficiali.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rettifica la sentenza
Una società in amministrazione straordinaria ha impugnato una pronuncia della Corte di Cassazione a causa di un evidente contrasto tra la motivazione e la parte finale del provvedimento. Il testo spiegava l'accoglimento del primo motivo di ricorso e il rigetto del secondo. Al contrario, la conclusione finale riportava l'esatto opposto. La Suprema Corte ha attivato la procedura di correzione errore materiale. I giudici hanno chiarito che il contrasto verbale derivava da una pura svista di battitura. Il collegio ha rettificato formalmente la decisione sia d'ufficio sia su ricorso di parte, allineando il comando finale all'effettiva volontà espressa nel ragionamento logico.
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Correzione errore materiale: vietato mutare l’assoluzione in pena
Un ex amministratore di condominio subisce un processo per mancata consegna di documenti contabili e inottemperanza a un ordine giudiziale civile. La Corte d'Appello pronuncia inizialmente un dispositivo di non doversi procedere per difetto di querela. Successivamente, la Corte corregge il testo senza convocare le parti e inserisce una condanna a due mesi di reclusione per il reato di mancata esecuzione dolosa del provvedimento del giudice. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'imputato. La procedura di correzione errore materiale non può stravolgere la decisione originaria trasformando un proscioglimento in una condanna. Inoltre, i giudici di merito non hanno provato l'effettiva conoscenza dell'ordine civile da parte dell'imputato.
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Correzione errore materiale: la Cassazione integra le spese
La Suprema Corte di Cassazione ha affrontato una dimenticanza formale avvenuta nella fase finale di un procedimento penale. Nel testo conclusivo dell'ordinanza originaria, i magistrati avevano omesso la statuizione riguardante le spese legali sostenute dalla Parte Civile, la quale risultava regolarmente ammessa al gratuito patrocinio. Accortasi della svista, la Corte ha avviato la procedura d'ufficio per provvedere alla correzione errore materiale entro il termine previsto dalla legge. I giudici hanno chiarito che l'integrazione non altera la sostanza del giudizio. Di conseguenza, i giudici hanno corretto il dispositivo e condannato L'Imputato a rifondere le spese di difesa in favore dello Stato, rimettendo la precisa quantificazione economica alla Corte di Appello competente.
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Correzione errore materiale: la Cassazione sana refusi e spese
Il Contribuente vince il ricorso tributario in Cassazione, ma l'ordinanza finale presenta due sviste evidenti. Il testo indica per sbaglio la commissione tributaria di Rieti al posto di quella di Roma. Inoltre, il giudice omette di disporre la distrazione delle spese a favore del difensore antistatario. Il Contribuente deposita un'istanza per richiedere la correzione errore materiale. I Supremi Giudici accolgono la richiesta. La Corte chiarisce che la correzione errore materiale sana le omissioni formali e i refusi senza bisogno di un controricorso. Il collegio dispone l'integrazione del testo originario con l'attribuzione diretta dei compensi al legale.
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Correzione errore materiale: frontespizio nullo o integrabile?
La Corte di Cassazione è intervenuta per disporre la correzione errore materiale nel frontespizio di una propria precedente sentenza penale. Nel documento originario la cancelleria aveva omesso l'indicazione espressa delle parti ricorrenti pubbliche, nello specifico la Direzione penitenziaria e il Ministero, nonché i riferimenti alla persona sottoposta al procedimento di sorveglianza. I giudici di legittimità hanno chiarito che tale svista non incide sul contenuto decisionale del provvedimento. Il testo complessivo della pronuncia permetteva infatti di individuare agevolmente i soggetti coinvolti e l'oggetto della lite. La Suprema Corte ha quindi ordinato l'integrazione immediata dei dati mancanti sul frontespizio tramite annotazione.
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Correzione errore materiale: nome errato nel verdetto
La Corte di Cassazione ha affrontato una divergenza anagrafica comparsa nel dispositivo di una propria precedente pronuncia. L'atto indicava per sbaglio un nome di battesimo differente per L'Imputato, identificandolo con un appellativo errato pur mantenendo inalterata la sostanza della decisione penale. I giudici supremi hanno applicato la procedura per la correzione errore materiale prevista dal codice di rito penale. Il collegio ha operato d'ufficio e senza formalità, rettificando il nome errato con quello corretto. Il provvedimento ha ristabilito l'esatta identità anagrafica dell'interessato nel dispositivo, assicurando la corrispondenza formale tra la decisione e l'effettivo destinatario senza modificare l'esito del giudizio.
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Correzione errore materiale: data errata rettificata dai giudici
La Procura ha rilevato una discrepanza anagrafica all'interno di un provvedimento giudiziario e nel registro dei processi. Gli atti indicavano infatti il 16 ottobre 1986 quale data di nascita dell'imputata anziché il corretto giorno 26 ottobre 1986. Il Pubblico Ministero ha quindi formalizzato l'istanza per ottenere la correzione errore materiale dei documenti ufficiali. La Corte di Cassazione ha esaminato i registri depositati ed ha accertato l'effettiva natura materiale della svista. I giudici di legittimità hanno accolto la richiesta, ordinando alla cancelleria di inserire la rettifica anagrafica direttamente sugli atti originali senza alterare la decisione penale.
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Correzione errore materiale: spese direttamente all’avvocato
Una società privata ha ottenuto la condanna di un ente pubblico al pagamento delle spese legali a seguito di un giudizio di legittimità. Nel provvedimento finale, la Corte di Cassazione ha omesso di indicare che il pagamento doveva avvenire direttamente a favore dell'avvocato, il quale si era dichiarato antistatario. L'azienda ha quindi presentato ricorso per la correzione errore materiale. La Corte Suprema ha riscontrato la presenza della tempestiva richiesta negli atti di causa e ha accolto la domanda, integrando il dispositivo della decisione con la formula per l'assegnazione diretta delle somme al professionista.
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