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Correzione D'Ufficio

24 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La procedura con cui il giudice, di propria iniziativa, corregge un errore materiale contenuto in un suo provvedimento, senza che sia necessario un apposito ricorso della parte interessata.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Correzione errore materiale: quando il refuso non cancella il diritto
La Suprema Corte ha affrontato un caso relativo a un refuso ortografico presente in una propria precedente pronuncia. Nel testo ufficiale, il cognome di una delle parti private compariva con una doppia consonante errata anziché nella sua corretta grafia. Il Presidente della sezione giudicante ha quindi attivato d'ufficio la procedura per rimediare allo sbaglio formale. I giudici hanno stabilito la necessaria correzione errore materiale, ordinando la rettifica del nominativo sul documento originario e la relativa annotazione da parte della cancelleria, garantendo così la piena corrispondenza tra l'identità reale del soggetto e gli atti giudiziari.
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Correzione errore materiale: la svista formale in Cassazione
La Corte di Cassazione e intervenuta per disporre la correzione errore materiale di un proprio precedente provvedimento. Un privato cittadino aveva proposto ricorso contro un istituto di credito a seguito di una sentenza emessa dalla Corte di Appello di Reggio Calabria. Nell'ordinanza conclusiva, la Cassazione ha respinto il ricorso ma ha commesso un mero errore di trascrizione nell'epigrafe dell'atto, indicando la Corte di Appello di Firenze. Riconosciuta la svista e verificato che nella motivazione il giudice di provenienza era stato riportato correttamente, i giudici di legittimita hanno attivato la procedura d'ufficio per rettificare l'intestazione dell'ordinanza. La decisione conferma che i meri refusi formali possono essere corretti direttamente dalla Corte senza riaprire il merito del giudizio.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione sana il refuso
La Suprema Corte di Cassazione è intervenuta d'ufficio per disporre la correzione di errore materiale presente in una propria precedente ordinanza. Nello specifico, nell'intestazione del provvedimento emesso nella causa tra una cittadina e un ente locale, era stato inserito per mera svista il nome di un magistrato al posto del componente effettivo del collegio giudicante. I giudici di legittimità hanno accertato la divergenza tra i membri che hanno deliberato l'atto e quelli indicati nel testo formale. Di conseguenza, la Corte ha ordinato di rettificare il nominativo errato con quello corretto, incaricando la cancelleria di eseguire le dovute annotazioni sull'originale senza alterare la sostanza della decisione.
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Correzione di errore materiale: il refuso non salva dalla condanna
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione di errore materiale in una propria precedente sentenza resa nei confronti de L'Imputato. In fase di composizione del testo originario era stato omesso per un refuso un inciso essenziale sulla motivazione del diniego di un'attenuante, oltre all'avverbio negativo 'non'. La Suprema Corte ha chiarito che la rettifica formale è pienamente legittima quando risana la difformità tra la reale volontà del giudice e la sua espressione scritta, senza alterare la decisione finale. Nel merito, il testo corretto conferma che l'attenuante per la tenue entità del danno si applica solo ai delitti e non alle contravvenzioni. I giudici hanno quindi integrato la sentenza senza modificare l'esito della condanna.
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Correzione errore materiale: Roma sostituisce Napoli in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta nel dispositivo di una propria precedente sentenza. Nel documento originario era stato erroneamente indicato che la decisione era avvenuta a Napoli anziché a Roma. Trattandosi di una semplice svista geografica che non incide sul contenuto della decisione, i giudici hanno rettificato la dicitura ripristinando la corretta sede di deliberazione.
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Correzione errore materiale: quando la Cassazione sbaglia città
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente ordinanza. Nel provvedimento originario, la Suprema Corte aveva rinviato la causa alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma anziché a quella di Genova, territorialmente competente. Accorgendosi dell'errore, lo stesso giudice di Roma ha restituito il fascicolo alla Cassazione. I giudici di legittimità hanno chiarito che la correzione errore materiale può essere attivata anche d'ufficio, senza un ricorso formale delle parti, qualora vi sia una palese discrepanza tra la reale volontà del giudice (espressa nella motivazione) e la sua traduzione grafica nel dispositivo. La Corte ha quindi corretto il testo, disponendo il rinvio corretto a Genova e confermando che in questa procedura non si applica alcuna condanna alle spese.
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Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia i nomi
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta nell'intestazione di una propria precedente sentenza. Nel provvedimento originario, i nomi di alcuni magistrati erano stati indicati in modo errato: in particolare, un giudice era stato scambiato per un altro e il relatore della causa era stato indicato erroneamente. Rilevato il palese scambio di persona e di ruoli, la Suprema Corte, applicando l'articolo 391-bis del codice di procedura civile, ha ordinato la rettifica formale dei nomi dei magistrati e del relatore effettivo nell'intestazione della decisione, disponendo che la Cancelleria annoti le correzioni a margine della sentenza originale.
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Gratuito Patrocinio: Cassazione corregge errore sulle spese legali
Una società fallita, ammessa al gratuito patrocinio, vince una causa in Cassazione. La Corte, però, commette un errore materiale: condanna la parte soccombente a pagare le spese legali direttamente alla società, anziché allo Stato. Successivamente, la stessa Corte corregge d'ufficio la propria decisione. La sentenza stabilisce un principio inderogabile in materia di spese legali e gratuito patrocinio: il pagamento dovuto dalla parte perdente deve essere sempre liquidato a favore dello Stato. Questa correzione non modifica la sostanza della vittoria, ma ripristina la corretta applicazione della legge, che non lascia al giudice alcuna discrezionalità in merito.
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Errore materiale: Cassazione corregge e inserisce nome dimenticato
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale in una sua precedente ordinanza. I giudici si sono accorti di aver omesso il nome di una delle parti (un controricorrente) che aveva regolarmente partecipato al giudizio. Agendo d'ufficio, ovvero di propria iniziativa, la Corte ha ordinato di inserire il nome mancante nel testo della decisione. Questo intervento non modifica l'esito della causa, ma assicura la completezza e la correttezza formale del provvedimento, garantendo che tutti i soggetti processuali siano correttamente menzionati. La vicenda sottolinea l'importanza della precisione negli atti giudiziari.
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Errore materiale: Cassazione sbaglia città e si corregge da sola
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. Nel decidere un rinvio per un nuovo processo, la Corte aveva erroneamente indicato la Corte di Appello di Perugia anziché quella, corretta, di Firenze. Con una successiva ordinanza, i giudici hanno chiarito che si trattava di un semplice refuso che non invalida la decisione. L'ordinanza di correzione errore materiale ha quindi rettificato l'indicazione, assicurando che il nuovo giudizio si svolga davanti all'autorità giudiziaria territorialmente competente. Questo intervento dimostra come l'ordinamento preveda strumenti rapidi per sanare imprecisioni formali senza intaccare la sostanza della giustizia.
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Correzione Errore Materiale: Giudice Sbagliato, Sentenza Salva
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale in una propria sentenza. La svista consisteva nell'errata indicazione di un nome all'interno del collegio giudicante. I Giudici, accortisi della discrepanza tra il verbale d'udienza e il testo della sentenza, hanno attivato la procedura semplificata per rettificare il documento. Questo intervento non modifica la decisione sul caso, ma ripristina la correttezza formale dell'atto, evidenziando come anche un semplice refuso richieda un intervento ufficiale per garantire la piena validità e accuratezza dei provvedimenti giudiziari.
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Correzione errore materiale: giudice sbagliato, sentenza valida?
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale in una propria sentenza. L'errore consisteva nell'aver indicato un nome sbagliato nella composizione del collegio dei giudici. La Corte ha chiarito che, trattandosi di un semplice errore di trascrizione che non influisce sulla decisione, può essere corretto d'ufficio, cioè di propria iniziativa. La procedura non richiede formalità particolari e serve a garantire la correttezza formale del provvedimento. La decisione finale ha quindi ordinato alla cancelleria di annotare il nome del giudice corretto sull'originale della sentenza.
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Errore materiale: la correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione d'ufficio di un'ordinanza che presentava un evidente errore materiale. Nello specifico, il provvedimento conteneva erroneamente diverse pagine di motivazione appartenenti a una causa differente tra parti estranee. La Corte ha ribadito che l'errore materiale consiste in una divergenza fortuita tra il pensiero del giudice e la sua espressione letterale, rilevabile immediatamente. Poiché il procedimento di correzione ha natura amministrativa, non è stata disposta alcuna condanna alle spese legali.
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Errore materiale: la correzione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale riscontrato in una propria precedente sentenza. Il caso riguardava una palese discordanza tra la motivazione, che rigettava un motivo di ricorso e ne dichiarava altri assorbiti, e il dispositivo finale che riportava erroneamente esiti invertiti. Attraverso il procedimento di correzione, la Corte ha ristabilito la coerenza interna dell'atto, garantendo che il comando finale rispecchi fedelmente l'iter logico-giuridico espresso nelle motivazioni.
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Errore materiale: come correggerlo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale riscontrato in una propria precedente ordinanza. Il vizio consisteva nell'errata indicazione, all'interno del dispositivo, di un provvedimento interlocutorio al posto dell'ordinanza definitiva che si intendeva correggere. La Corte ha agito d'ufficio per ristabilire la coerenza tra l'intestazione dell'atto e la sua parte precettiva, applicando le norme del codice di procedura civile relative alla rettifica degli atti.
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Errore materiale: la correzione delle spese legali
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente ordinanza. Nonostante due diverse parti avessero presentato regolarmente controricorso a seguito di un ricorso principale dichiarato improcedibile, il provvedimento originario aveva liquidato le spese legali in favore di uno solo dei resistenti. Rilevata la svista documentale, i giudici hanno integrato il dispositivo estendendo la condanna alle spese a beneficio di entrambi i soggetti che avevano resistito in giudizio, garantendo la coerenza tra gli atti di causa e la decisione finale.
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Errore materiale: correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale riscontrato nell'intestazione di una precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'errata indicazione di un componente del collegio giudicante, riportando un magistrato diverso da quello effettivamente presente come risultante dai verbali di udienza. La Corte ha agito d'ufficio applicando la procedura semplificata prevista dal codice di rito per garantire la corrispondenza tra la realtà processuale e il documento formale.
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Correzione Errore Materiale: la decorrenza interessi
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza per la correzione di un errore materiale in un suo precedente provvedimento. Il caso riguarda un risarcimento danni a un medico, dove la decorrenza degli interessi legali era stata erroneamente fissata alla data di notifica dell'atto di citazione anziché a quella, precedente, del primo atto di messa in mora. La Corte, riconoscendo l'errore, ha corretto d'ufficio la data, sottolineando come la procedura di correzione errore materiale serva a rettificare l'espressione materiale della volontà del giudice, senza alterarne la sostanza.
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Errore materiale: correzione d’ufficio della Cassazione
La Corte di Cassazione interviene per correggere un proprio precedente provvedimento affetto da un palese errore materiale: l'indicazione di un numero di sentenza errato. L'ordinanza chiarisce che il giudice ha il potere-dovere di porre rimedio, anche d'ufficio, a tali sviste per ristabilire la corretta portata della decisione, senza che ciò incida sulle spese di giudizio.
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Errore di calcolo pena: la correzione d’ufficio
Un'ordinanza della Corte di Cassazione interviene per correggere un errore di calcolo pena commesso da un tribunale in fase di esecuzione. Nonostante un precedente ricorso fosse stato respinto, la Corte ha rilevato d'ufficio una discrepanza tra la motivazione e il dispositivo della decisione impugnata, riducendo la pena detentiva da 2 anni e 4 mesi a 2 anni e 2 mesi. Il caso evidenzia il potere del giudice di rettificare errori materiali per garantire la corretta applicazione della legge.
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