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Correzione D'Ufficio

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24 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Patrocinio a spese dello Stato: spese legali allo Stato
La Corte di Cassazione corregge un'ordinanza per errore materiale. Una parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato aveva ottenuto la condanna della controparte al pagamento delle spese legali. L'ordinanza originale le liquidava a suo favore, ma la Corte chiarisce che, per legge, le spese devono essere versate direttamente allo Stato. L'errore viene quindi corretto d'ufficio.
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Errore materiale: correzione d’ufficio della Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha corretto d'ufficio un proprio precedente provvedimento a causa di un errore materiale. L'errore consisteva nell'errata indicazione del nome di una delle parti processuali. La Corte ha disposto la rettifica senza statuire sulle spese, poiché in questo tipo di procedimento, avviato su iniziativa del giudice, non si configura una parte soccombente.
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Correzione errore materiale: la decisione d’ufficio
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di un errore materiale in una sua precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'aver indicato un nome di battesimo errato per il difensore di una delle parti. La Corte ha disposto la rettifica, sottolineando che tale procedura può essere avviata anche d'ufficio, senza necessità di notifica dell'istanza alla controparte, confermando un principio di economia processuale.
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Errore materiale: correzione d’ufficio della Corte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i limiti e i poteri della correzione di un errore materiale. Nonostante abbia dichiarato inammissibili le istanze di correzione presentate da due società per vizi procedurali, la Corte ha proceduto d'ufficio a rettificare diversi errori evidenti presenti in un suo precedente decreto. La decisione ha riguardato la corretta identificazione dei difensori delle parti e l'inclusione di una parte che era stata erroneamente omessa dalla condanna alle spese. Questo intervento sottolinea il principio secondo cui la necessità di rimediare a un'incoerenza formale prevale sulla declaratoria di inammissibilità dell'istanza di parte, quando l'errore è palese e non incide sulla volontà decisionale del giudice.
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