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Convivente Di Fatto

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una persona che vive stabilmente con un'altra in una relazione affettiva, senza essere sposata o unita civilmente, e che ha registrato la propria convivenza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Colloqui Detenuto Convivente: La Cassazione limita l’accesso ai familiari
Un detenuto, soggetto a un regime carcerario speciale, aveva ottenuto l'autorizzazione a svolgere colloqui regolari con il convivente della propria sorella. Il Tribunale di Sorveglianza aveva interpretato estensivamente la normativa, equiparando il convivente del familiare a un "familiare" del detenuto ai fini dei colloqui. La Corte di Cassazione ha però annullato questa decisione. Ha stabilito che la legge sulle unioni civili e convivenze estende i diritti del coniuge al solo convivente *del detenuto*, non al convivente di un suo familiare. Pertanto, i **colloqui del detenuto con il convivente** di un familiare non sono un diritto ordinario, ma richiedono specifiche autorizzazioni per "casi eccezionali".
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La causa di esclusione della punibilità tra amore e convivenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna accusata di favoreggiamento reale. La ricorrente invocava la causa di esclusione della punibilità prevista per chi agisce per salvare un prossimo congiunto o il convivente. I giudici hanno stabilito che una semplice relazione sentimentale non equivale alla convivenza di fatto. In mancanza di prove sulla coabitazione stabile, la scusante non si applica. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e di tremila euro.
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Colloqui in carcere: negato l’accesso ai conviventi dei parenti
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero della Giustizia contro la decisione che autorizzava un detenuto in regime di 41-bis a svolgere colloqui con il convivente della sorella. Il Tribunale di sorveglianza aveva equiparato il convivente della sorella a un familiare, applicando la legge sulle unioni civili. La Cassazione ha invece chiarito che l'equiparazione tra coniuge e convivente di fatto riguarda solo il convivente diretto del detenuto e non si estende ai conviventi dei suoi parenti. Di conseguenza, il convivente della sorella resta una terza persona e non ha un diritto automatico ai colloqui in carcere, i quali possono essere autorizzati solo in presenza di motivi eccezionali valutati dal direttore dell'istituto. La decisione è stata annullata con rinvio.
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Colloqui con familiari in carcere: il convivente della sorella escluso
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante sui colloqui con familiari in carcere. Un detenuto in regime di 41-bis si è visto negare il diritto di incontrare il convivente della propria sorella, sostenendo che dovesse essere equiparato a un cognato. La Corte ha respinto questa tesi. Ha chiarito che la legge sulle unioni civili (L. 76/2016) equipara al coniuge solo il convivente del detenuto, non anche i conviventi dei suoi parenti. Di conseguenza, il convivente della sorella non rientra nella nozione di 'prossimo congiunto' e non ha un diritto automatico al colloquio. La visita può essere concessa solo come a un terzo, previa autorizzazione basata su 'ragionevoli motivi', e non come un diritto familiare.
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Causa di non punibilità negata: convivente condannato per i beni dell’ex
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un uomo condannato per appropriazione indebita ai danni della sua ex partner. Dopo la fine della loro convivenza, l'uomo non le aveva restituito i beni. L'imputato sosteneva che dovesse applicarsi la speciale 'causa di non punibilità convivente di fatto', prevista per i reati patrimoniali tra coniugi. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo che tale beneficio non può essere esteso per analogia alle coppie di fatto. La norma tutela esclusivamente i vincoli giuridici formali come il matrimonio e l'unione civile. Di conseguenza, la condanna dell'uomo è stata confermata.
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