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Controricorrenti — Anno 2025

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338 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrenti

Provvedimenti

Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio di legittimità a causa dell'inattività della parte ricorrente. Dopo aver ricevuto la proposta di definizione anticipata, la parte non ha chiesto la decisione del ricorso entro il termine di 40 giorni, un comportamento interpretato come una rinuncia tacita. Di conseguenza, è stata condannata alla refusione delle spese legali.
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Soccombenza virtuale: chi paga le spese legali?
Una società di trasporti, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa contro i propri dipendenti sulla retribuzione feriale, ha presentato ricorso in Cassazione per poi rinunciarvi. La Corte, pur dichiarando l'estinzione del giudizio, ha applicato il principio di soccombenza virtuale, condannando la società a pagare le spese legali ai lavoratori, presumendo che il suo ricorso sarebbe stato comunque respinto nel merito.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della mancata richiesta di decisione su un ricorso dopo la proposta di definizione. A seguito dell'inerzia dell'ente impositore, il ricorso è stato considerato rinunciato, portando alla dichiarazione di estinzione del giudizio e alla condanna al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: silenzio dopo la proposta
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a carico di una società che, dopo aver ricevuto una proposta di definizione del ricorso, non ha richiesto una decisione entro il termine di 40 giorni. Tale silenzio, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia al ricorso, con conseguente condanna al pagamento delle spese legali a favore delle agenzie fiscali resistenti.
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Patrocinio Avvocatura Stato: le agenzie autonome
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'agenzia nazionale per la sicurezza, pur avendo personalità giuridica e autonomia, deve essere considerata un'amministrazione dello Stato ad ordinamento autonomo. Di conseguenza, il patrocinio dell'Avvocatura dello Stato è obbligatorio nei giudizi che la riguardano. La Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'agenzia proprio per difetto di patrocinio, chiarendo che i forti legami con il Ministero vigilante e la natura pubblicistica delle sue funzioni impongono la difesa erariale.
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Rimborso contributo soggiorno: la competenza è del Fisco
Un cittadino straniero ha richiesto la restituzione di un contributo versato per il rinnovo del permesso di soggiorno, successivamente dichiarato illegittimo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20323/2025, ha stabilito che la competenza a decidere su tale richiesta di rimborso contributo soggiorno non è del giudice civile, ma del giudice tributario. La Corte ha qualificato il contributo come un tributo e ha chiarito che, in assenza di un riconoscimento formale e individuale del debito da parte dell'Amministrazione, la controversia mantiene la sua natura fiscale, ricadendo nella giurisdizione specializzata.
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Estinzione del ricorso: il silenzio che vale rinuncia
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della proposta di definizione del giudizio, la società non ha chiesto la decisione sul ricorso entro 40 giorni. La Corte di Cassazione, applicando l'art. 380-bis c.p.c., ha interpretato tale silenzio come una rinuncia, dichiarando l'estinzione del ricorso e condannando la società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione giudizio: rinuncia e spese legali
Un ente pubblico, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza di condanna per un incidente stradale, ha rinunciato al ricorso. A seguito dell'accettazione della controparte, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione giudizio. La decisione chiarisce che in caso di estinzione per rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per i casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente. Tale rinuncia è stata formalmente accettata dalle controparti, che hanno anche concordato la compensazione delle spese legali. L'ordinanza si basa sull'applicazione degli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, confermando che, in presenza di un accordo valido tra le parti per terminare la lite, il giudice deve limitarsi a prenderne atto e dichiarare estinto il processo senza decidere nel merito.
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Estinzione del processo: rinuncia e spese legali
Una società di trasporti, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa contro due dipendenti per questioni retributive, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha rinunciato all'impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando la società ricorrente al pagamento delle spese legali in base al principio della soccombenza virtuale.
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Riunione dei ricorsi: l’ordinanza della Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto la riunione dei ricorsi presentati da un gruppo di medici contro la stessa sentenza della Corte d'Appello. Il caso di merito riguarda una richiesta di risarcimento danni allo Stato per la tardiva attuazione di direttive europee sulla remunerazione degli specializzandi. La decisione di unire i procedimenti si basa sull'art. 335 c.p.c. per garantire l'economia processuale e prevenire decisioni contrastanti.
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Estinzione ente pubblico: quando avviene davvero?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulla estinzione di un ente pubblico a seguito di una legge di riorganizzazione. La sentenza in esame ha stabilito che la soppressione di un consorzio pubblico non avviene 'ex lege' al momento dell'entrata in vigore della norma che ne dispone l'accorpamento in un nuovo ente. L'estinzione, e la conseguente perdita della capacità processuale, si verificano solo al termine dell'iter procedurale, con l'adozione del provvedimento amministrativo finale che trasferisce formalmente beni, personale e rapporti giuridici. Di conseguenza, è stato ritenuto ammissibile l'appello promosso dal consorzio originario durante la fase transitoria, cassando la decisione della Corte d'Appello che lo aveva erroneamente dichiarato inammissibile.
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Opposizione di terzo: possesso vs proprietà
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i limiti dell'opposizione di terzo. Dei soggetti, possessori di un immobile, si sono opposti a una sentenza che riconosceva la proprietà di un bene ad altri per usucapione. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la semplice tutela del possesso ('ius possessionis') non può prevalere su un diritto di proprietà accertato in giudizio ('ius possidendi'). Per avere successo, chi propone l'opposizione di terzo deve dimostrare di essere titolare di un diritto autonomo e incompatibile, come la proprietà acquisita per usucapione, prova che in questo caso non è stata fornita.
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Termine breve impugnazione: la notifica che conta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché presentato oltre il termine breve impugnazione di 60 giorni. La Corte ha chiarito che il termine decorre dalla prima notifica della sentenza d'appello al procuratore legale, rendendo irrilevante ogni notifica successiva, anche se effettuata ai fini esecutivi. Il caso originario verteva sull'accertamento di una servitù di passaggio.
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Estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte sia del ricorrente principale che dei ricorrenti successivi. Tale rinuncia è stata accettata dalla parte controricorrente, soddisfacendo i requisiti degli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile. Di conseguenza, il processo si è concluso senza una decisione sul merito e senza una pronuncia sulle spese legali.
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Estinzione del processo: la rinuncia in Cassazione
Una società di trasporti ha rinunciato al proprio ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del processo, condannando la società rinunciante al pagamento di tutte le spese legali sostenute dalla controparte. Il caso illustra le dirette conseguenze procedurali ed economiche della rinuncia agli atti nel giudizio di legittimità.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una causa tributaria. L'ente ricorrente, dopo aver ricevuto una proposta di definizione del giudizio, non ha richiesto una decisione entro il termine di 40 giorni. Tale inerzia, secondo la Corte, equivale a una rinuncia al ricorso, comportando la chiusura del processo e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese legali. La decisione si fonda sull'applicazione degli articoli 380-bis e 391 del codice di procedura civile.
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Estinzione del processo: rinuncia e spese legali
Una società di trasporto ferroviario ha rinunciato al proprio ricorso per Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito di tale rinuncia, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando la società stessa a pagare integralmente le spese legali sostenute dalla controparte, liquidate in € 3.000,00 per compensi ed € 200,00 per esborsi, oltre accessori.
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