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Controricorrente — Anno 2019

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42 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Accertamento socio società estinta: la Cassazione ordina
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Il caso riguarda un accertamento socio società estinta, precedentemente annullato dai giudici di merito perché emesso nei confronti di una società già cessata. La Suprema Corte ha ritenuto necessario acquisire il fascicolo processuale per verificare la composizione societaria, un dato considerato cruciale, prima di pronunciarsi nel merito.
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Notifica atti privati: Cassazione attende Sezioni Unite
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione sospende un giudizio in materia di accertamento catastale. La questione centrale è la validità della notifica di un atto d'appello effettuata tramite un operatore postale privato anziché il servizio universale. Dato che la questione sulla legittimità della notifica di atti privati è già stata rimessa alle Sezioni Unite per un parere dirimente, la Corte ha deciso di attendere tale pronuncia prima di procedere, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Prescrizione contributi INPS: la Cassazione decide
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta la questione della prescrizione dei contributi INPS dopo la notifica della cartella esattoriale. La Corte non decide nel merito se il termine sia di 5 o 10 anni, ma rimette la causa a un'altra sezione per risolvere una questione pregiudiziale sulla legittimità della difesa in giudizio dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione tramite avvocati del libero foro. Il caso riguarda l'opposizione di un contribuente a cartelle per contributi previdenziali, ritenuti prescritti in 5 anni dai giudici di merito.
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Correzione errore materiale: spese legali dimenticate
Un avvocato, dopo aver vinto una causa in Cassazione, non si vedeva liquidate le spese legali a causa di una svista nell'ordinanza. La Corte Suprema, tramite il procedimento di correzione errore materiale, ha emendato la propria precedente decisione. Ha riconosciuto l'omissione come un errore e ha disposto la liquidazione delle spese in favore del professionista, condannando la parte soccombente al pagamento. La decisione sottolinea che la correzione errore materiale è lo strumento corretto per sanare questo tipo di dimenticanze.
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Locazione immobili e contributi INPS: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice attività di locazione di immobili di proprietà di una società non costituisce attività commerciale. Di conseguenza, il socio amministratore non è tenuto all'iscrizione e al versamento dei contributi alla gestione commercianti dell'INPS. La sentenza chiarisce che per far scattare l'obbligo contributivo, l'attività di locazione immobili e contributi INPS deve inserirsi in un contesto più ampio di prestazione di servizi, come l'intermediazione immobiliare, e non limitarsi al mero godimento del bene.
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Iscrizione Gestione Commercianti: No per mero affitto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20825/2019, ha stabilito che l'amministratore di una società la cui unica attività consiste nella locazione di immobili di proprietà (mero godimento) non è tenuto all'iscrizione alla Gestione Commercianti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che tale attività non integra i presupposti dell'attività commerciale richiesta ai fini contributivi, a meno che non sia inserita in un più ampio contesto di prestazione di servizi.
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Produttori assicurativi diretti: no Gestione Commercianti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14075/2019, ha stabilito che i produttori assicurativi diretti, ovvero coloro che operano per conto di una compagnia senza l'intermediazione di un'agenzia, non sono automaticamente obbligati a iscriversi alla Gestione Commercianti. La Corte ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, chiarendo che tale obbligo vige solo per i produttori legati ad agenzie o subagenzie. Per i produttori diretti, l'inquadramento previdenziale dipende dalla natura dell'attività: Gestione Commercianti se svolta in forma d'impresa, altrimenti Gestione Separata se di natura autonoma coordinata o occasionale sopra soglia.
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Estinzione processo civile: analisi della rinuncia
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo civile sorto in materia di diritto del lavoro. La decisione è stata presa in seguito alla formale rinuncia al ricorso da parte della società ricorrente e alla contestuale accettazione di tale rinuncia da parte del controricorrente. La Corte, verificati i presupposti di legge, ha applicato la normativa sull'estinzione processo civile, chiudendo il giudizio senza entrare nel merito della questione.
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Estinzione del processo: rinuncia e accettazione
Una società di trasporti aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello. Successivamente, la stessa società ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata formalmente accettata dalla controparte. Di conseguenza, la Corte di Cassazione, applicando le norme procedurali pertinenti, ha dichiarato l'estinzione del processo, chiudendo così definitivamente la lite.
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Estinzione del processo per rinuncia: analisi sentenza
Il caso analizza una decisione della Corte di Cassazione che dichiara l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte di una società di trasporti e della contestuale accettazione della controparte. La Corte, applicando gli articoli 390 e 391 del Codice di Procedura Civile, ha terminato il giudizio senza entrare nel merito della questione, evidenziando come l'accordo tra le parti possa concludere una controversia legale anche in fase di legittimità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente e della successiva accettazione da parte del controricorrente. La decisione si basa sull'applicazione degli articoli 390 e 391 del Codice di procedura civile, che disciplinano tale istituto procedurale, chiudendo il contenzioso senza una pronuncia nel merito.
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Correzione errore materiale: spese legali dimenticate
La Corte di Cassazione, tramite una ordinanza per correzione errore materiale, ha integrato una precedente sentenza che aveva omesso di pronunciarsi sulla condanna alle spese processuali in favore di un controricorrente. Quest'ultimo, pur avendo resistito con successo al ricorso principale, non era stato menzionato nel dispositivo riguardo alle spese. La Corte ha chiarito che la compensazione delle spese disposta nella sentenza originaria riguardava unicamente il rapporto tra i ricorrenti principali e un altro ricorrente incidentale, e non il controricorrente vittorioso. Di conseguenza, ha corretto l'omissione condannando i ricorrenti principali a rifondere le spese al controricorrente, sanando così l'errore materiale.
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Notifica atti privati: Cassazione attende Sezioni Unite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza che dichiarava inammissibile il suo appello perché la notifica era stata effettuata da un operatore postale privato e la prova della spedizione era stata ritenuta insufficiente. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione sulla validità della notifica atti privati è di fondamentale importanza e già al vaglio delle Sezioni Unite, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa in attesa della pronuncia del massimo organo nomofilattico.
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Notifica appello tributario: la prova di spedizione
Un'ordinanza interlocutoria della Cassazione affronta il tema della prova nella notifica dell'appello tributario. A seguito di un appello dichiarato inammissibile per tardività, l'ente impositore ha sostenuto di aver provato la spedizione tempestiva tramite un elenco di raccomandate timbrato dall'ufficio postale. La Corte, prima di decidere, ha disposto l'acquisizione del fascicolo di merito per verificare tale prova, sottolineando l'importanza della data di spedizione rispetto a quella di ricezione.
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Fascicolo d’ufficio: che fare se manca in Cassazione?
La Corte di Cassazione, riscontrando la mancanza del fascicolo d'ufficio del giudizio di secondo grado, richiesto dal ricorrente, non può decidere la causa. Di conseguenza, con un'ordinanza interlocutoria, ha ordinato alla cancelleria di acquisire il fascicolo mancante e ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa del completamento degli atti necessari per la decisione.
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Valenza nomofilattica: rinvio a pubblica udienza
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a pubblica udienza di un ricorso avverso una sentenza del Tribunale di Pisa. La decisione si fonda sulla rilevata "valenza nomofilattica" della questione, che richiede una trattazione approfondita per la sua importanza come principio di diritto per casi futuri, ai sensi dell'art. 380 bis c.p.c.
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Diritto fornitura gratuita: no a diritti senza concessione
Con la sentenza Cass. Civ., Sez. Un., n. 34469 del 27/12/2019, la Corte Suprema ha stabilito che un presunto diritto fornitura gratuita di energia, derivante da antichi diritti di derivazione d'acqua, non può essere opposto alle attuali società energetiche. La Corte ha chiarito che, dopo l'entrata in vigore del Testo Unico sulle Acque del 1933, qualsiasi diritto sull'uso delle acque pubbliche deve fondarsi su un provvedimento di concessione amministrativa. Gli accordi tra privati, anche se transattivi, non sono sufficienti a creare un diritto reale opponibile a terzi, e il ricorrente non ha provato di aver mai ottenuto tale riconoscimento formale.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il processo
Con la sentenza n. 34455 del 24/12/2019, la Cassazione Civile, Sezione Lavoro, analizza gli effetti della rinuncia al ricorso. Nel caso specifico, un direttore sanitario aveva impugnato la revoca del suo incarico. Giunto in Cassazione, ha presentato una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte, un'azienda sanitaria. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo ai sensi dell'art. 391 c.p.c., chiarendo che tale esito non comporta il raddoppio del contributo unificato, previsto solo in caso di rigetto o inammissibilità.
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Valore probatorio patteggiamento nel giudizio fiscale
La Cass. Civ., Sez. V, n. 34579 del 30/12/2019, ha chiarito il valore probatorio del patteggiamento nel processo tributario. Un contribuente, dipendente di una società petrolifera, aveva ricevuto un avviso di accertamento per evasione di accise su gasolio agricolo. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'atto, escludendo la sua responsabilità. La Cassazione ha cassato tale decisione, affermando che la sentenza di patteggiamento, pur non essendo un giudicato, costituisce un elemento di prova che il giudice non può ignorare senza fornire una solida motivazione.
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Giudicato esterno blocca il ricorso dell’Agenzia
La sentenza Cass. Civ., Sez. 5, n. 34582 del 30/12/2019 analizza il caso di un ricorso dell'Amministrazione finanziaria contro un Ente locale per un rimborso IVA. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, non entrando nel merito della questione, ma accogliendo l'eccezione di giudicato esterno sollevata dall'Ente. Era infatti già presente una decisione definitiva tra le stesse parti su una questione identica, sebbene relativa a un'annualità fiscale diversa. La Corte ha stabilito che l'efficacia del giudicato esterno impedisce di rimettere in discussione la stessa questione di fatto e di diritto.
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