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Controproposta

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una nuova offerta che modifica i termini dell'offerta originaria. In diritto civile, equivale a un rifiuto dell'offerta iniziale e alla formulazione di una nuova proposta.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contratto non concluso: l’Accettazione non conforme blocca l’accordo
Un'Azienda Fornitrice ha chiesto il pagamento di capi di abbigliamento a una Commerciante tramite decreto ingiuntivo. La Commerciante ha contestato, sostenendo che nessun contratto si era perfezionato. L'Azienda Fornitrice aveva modificato unilateralmente le condizioni di pagamento della proposta originale, trasformando l'accettazione in una nuova proposta. La Commerciante non ha accettato questa nuova proposta. La Corte di Cassazione ha confermato che l'accettazione non conforme, anche per modifiche secondarie, equivale a una nuova proposta. Senza accettazione, il contratto non si è concluso. Il ricorso dell'Azienda Fornitrice è stato rigettato, condannandola alle spese.
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Competenza territoriale per inadempimento: decide la consegna
L'Acquirente ha proposto ricorso contro la decisione del Tribunale di Verbania che si era dichiarato incompetente a favore del Tribunale di Massa in una causa di risoluzione contrattuale per mancata consegna di merci. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo la competenza territoriale per inadempimento del Tribunale di Verbania. I giudici hanno chiarito che il contratto si è perfezionato non sulla base della prima offerta della Fornitrice (che prevedeva la consegna a Massa), ma sul successivo ordine di acquisto dell'Acquirente. Quest'ultimo conteneva la clausola "Resa DDP - Verbania", configurando una controproposta accettata tacitamente dalla Fornitrice con l'emissione della fattura. Di conseguenza, il luogo di adempimento dell'obbligazione di consegna era Verbania, rendendo tale foro pienamente competente.
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Prelazione agraria: l’accettazione parziale fa perdere il terreno
Un'affittuaria di terreni agricoli comunali ha tentato di esercitare il diritto di prelazione agraria contestando alcune clausole del bando e proponendo modifiche. La donna sosteneva che le clausole illegittime dovessero essere sostituite automaticamente dalla legge e che la mancata assistenza dei sindacati nella fase delle trattative rendesse nulle tali clausole. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la prelazione agraria richiede un'accettazione totale e incondizionata della proposta del locatore. Un'accettazione difforme costituisce una controproposta e impedisce la nascita del contratto. Di conseguenza, senza un accordo concluso, non si può chiedere la sostituzione delle clausole nulle. Inoltre, l'assistenza sindacale è necessaria solo al momento della firma finale e non durante le trattative preliminari.
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Rinuncia al compenso professionale: la proposta non è rinuncia
Due avvocati assistono un Comune in appello con mandato disgiunto. Successivamente, chiedono il pagamento delle spettanze a ciascuno dovute. Il Comune si oppone, sostenendo che i legali avessero concordato la rinuncia al compenso professionale doppio tramite una lettera in cui dichiaravano di accettare un solo onorario. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dei professionisti. I giudici chiariscono che la lettera non costituiva una rinuncia abdicativa e incondizionata, bensì una semplice controproposta subordinata all'applicazione dei valori medi tariffari, mai accettata dall'ente pubblico. Di conseguenza, non essendoci un accordo autonomo e consapevole, la presunta rinuncia è priva di effetti giuridici. La sentenza impugnata viene cassata con rinvio per un nuovo calcolo dei compensi spettanti ai due difensori.
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Riscatto alloggio popolare: quando lo sconto annulla l’acquisto
Un inquilino ha tentato di esercitare il diritto di riscatto alloggio popolare previsto dalla Legge 560/1993. Tuttavia, invece di accettare incondizionatamente l'offerta dell'ente proprietario, ha richiesto una revisione del prezzo e l'inclusione di una pertinenza. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale condotta non costituisce un'accettazione valida, ma una controproposta che non vincola l'amministrazione. Di conseguenza, il contratto di compravendita non si è mai perfezionato. Parallelamente, è stata confermata la risoluzione del contratto di locazione per morosità, poiché il conduttore non ha pagato i canoni, pretendendo erroneamente di compensarli con spese anticipate per il riscaldamento centralizzato senza la prova dell'urgenza richiesta dalla legge.
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Indennità di espropriazione: guida all’accordo
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'accettazione dell'indennità di espropriazione condizionata all'acquisizione delle aree relitte non costituisce un accordo definitivo, ma una controproposta. Nel caso esaminato, un ente locale aveva impugnato la decisione che riconosceva ai proprietari un indennizzo superiore a quello offerto inizialmente. La Suprema Corte ha stabilito che, se il privato subordina l'accettazione a modifiche del progetto o all'estensione dell'esproprio, non si forma un consenso preclusivo. Di conseguenza, resta ferma la possibilità per il proprietario di agire in giudizio per la determinazione del giusto valore di mercato del terreno.
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Edilizia residenziale pubblica: il diritto non si eredita
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema dell'edilizia residenziale pubblica, chiarendo che il diritto all'acquisto di un alloggio popolare non è trasmissibile agli eredi. Il caso riguardava la pretesa di un'erede di riscattare un immobile basandosi su vecchie offerte fatte al padre. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tale diritto è personale e non ereditario, e che mancano i presupposti per il subentro nel contratto di locazione.
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