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Contributo Di Solidarietà

353 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il contributo di solidarietà, nell'ambito della previdenza di primo pilastro con sistema di gestione a ripartizione è la quota di pensione richiesta dagli enti stessi per finanziare la gestione del servizio in situazioni di disavanzo dovuto al debito pensionistico latente non più sostenibile. Il contributo di solidarietà non da diritto a future prestazioni pensionistiche.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contributi Previdenziali: Prescrizione, Cassa e Pensionati
La Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti ha richiesto la restituzione di un contributo di solidarietà a due Pensionati, ma la Corte d'Appello ha stabilito che tale contributo non era dovuto. La Cassa ha presentato ricorso in Cassazione, sollevando anche la questione della `prescrizione contributi previdenziali`, contestando se il termine fosse di cinque o dieci anni. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione per l'uniformità del diritto (carattere nomofilattico), ha deciso di non pronunciarsi immediatamente. Ha invece rimesso la causa a un'altra sezione per una decisione più approfondita, senza entrare nel merito della controversia.
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Contributo di solidarietà: La Cassazione rinvia sul rimborso ai Commercialisti
L'Ente Nazionale di Previdenza dei Commercialisti ha contestato il rimborso di un contributo di solidarietà a un professionista in pensione. I giudici di merito avevano già stabilito che il contributo non era dovuto. La Cassazione, esaminando il ricorso dell'Ente, ha rilevato una questione cruciale sulla prescrizione del diritto al rimborso. Ritenendo questa questione di carattere nomofilattico, ha deciso di rimettere la causa a un'altra sezione per una decisione più approfondita.
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Contributo di solidarietà sulle pensioni: la Cassa deve restituirlo
La Cassa di previdenza dei professionisti ha applicato un prelievo forzoso sui trattamenti di quiescenza già liquidati per esigenze di bilancio. I giudici di merito hanno dichiarato l'illegittimità delle somme trattenute e hanno condannato l'ente alla restituzione integrale degli importi versati. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato la decisione e ha respinto il ricorso della Cassa. Gli ermellini hanno chiarito che l'imposizione di un contributo di solidarietà sulle pensioni costituisce una prestazione patrimoniale obbligatoria soggetta alla riserva di legge statale ex art. 23 della Costituzione. Gli enti previdenziali privatizzati non possiedono l'autorità regolamentare per introdurre simili prelievi. Inoltre, l'azione di recupero promossa dal pensionato per ottenere le somme illegittimamente decurtate soggiace all'ordinaria prescrizione decennale e non al termine breve quinquennale.
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Pensione ridotta: stop al contributo di solidarietà
Un professionista in pensione ha contestato i tagli subiti sul proprio assegno pensionistico negli anni 2014 e 2015. L'ente di previdenza privato aveva applicato un contributo di solidarietà per sostenere l'equilibrio del proprio bilancio. I giudici di merito hanno ordinato la restituzione delle somme trattenute. L'ente ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo la piena legittimità dei propri regolamenti interni. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che le casse privatizzate non possono introdurre autonomamente prelievi forzosi sui trattamenti già liquidati. L'imposizione patrimoniale spetta esclusivamente al legislatore statale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo il taglio della cassa
Un ente previdenziale privatizzato ha applicato sulle rate di pensione di un professionista una trattenuta mensile a titolo di contributo di solidarietà. Il pensionato ha contestato il prelievo e ha chiesto la restituzione di tutte le somme indebitamente trattenute dalla cassa. I giudici di merito hanno accolto la domanda del professionista, dichiarando illegittima la decurtazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso dell'ente. La Suprema Corte ha stabilito che le casse professionali non possiedono il potere di imporre prelievi patrimoniali straordinari sui trattamenti pensionistici già consolidati, poiché tale facoltà appartiene solo alla legge. I giudici hanno inoltre chiarito che il diritto al recupero delle trattenute indebite si prescrive nel termine ordinario di dieci anni e non in quello breve di cinque.
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Contributo di solidarietà: la Cassa perde e rimborsa il pensionato
Un professionista in pensione ha contestato i prelievi economici eseguiti dal proprio ente previdenziale privatizzato a titolo di contributo di solidarietà sui ratei pensionistici a partire dal 2009. I giudici di merito hanno ordinato la restituzione delle somme trattenute, accertando l'illegittimità del prelievo. La Cassa di previdenza ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo la piena validità del proprio regolamento interno per garantire l'equilibrio finanziario a lungo termine. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Cassa, confermando che gli enti previdenziali privatizzati non possono introdurre autonomamente un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate. Tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale imposta che richiede una specifica autorizzazione di legge statale.
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Cassa Previdenziale vs. Pensionato: Illegittimo il Contributo di Solidarietà
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti. L'ente chiedeva di poter imporre un **contributo di solidarietà previdenziale** ai propri iscritti, anche se pensionati. La vicenda era iniziata con un commercialista che aveva chiesto la restituzione di tale contributo. La Cassazione ha confermato che gli enti previdenziali privatizzati non possono introdurre autonomamente un **contributo di solidarietà previdenziale** sui trattamenti pensionistici già determinati. Questo tipo di prelievo, infatti, è una prestazione patrimoniale che solo il legislatore (il Parlamento) può imporre, non un ente privato, anche se per garantire l'equilibrio di bilancio. La decisione ribadisce un orientamento consolidato, a favore degli iscritti.
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Contributo di solidarietà: la Cassa deve restituire i tagli
La Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Dottori Commercialisti ha applicato un contributo di solidarietà sui ratei di pensione maturati negli anni 2014 e 2015 da un professionista a riposo. Il pensionato ha contestato il prelievo forzoso, chiedendo la restituzione delle somme indebitamente trattenute. I giudici di merito hanno accolto la domanda del professionista, condannando l'ente previdenziale alla restituzione degli importi. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna e rigettato il ricorso della Cassa. Gli Ermellini hanno ribadito che l'autonomia regolamentare degli enti previdenziali privatizzati non include la facoltà di istituire prestazioni patrimoniali imposte sulle pensioni già liquidate, facoltà riservata in via esclusiva al legislatore statale.
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Contributo di solidarietà sulle pensioni: Ente battuto
Un gruppo di professionisti in pensione ha contestato i prelievi forzosi operati dal proprio Ente di previdenza privatizzato sui ratei pensionistici degli anni 2014 e 2015. L'Ente riteneva legittima la trattenuta in virtù della propria autonomia regolamentare e della necessità di salvaguardare l'equilibrio di bilancio a lungo termine. I giudici di merito hanno dichiarato illegittimo il prelievo, condannando l'Ente alla restituzione delle somme. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione, ribadendo che il contributo di solidarietà costituisce una prestazione patrimoniale imposta coperta da riserva di legge. Gli enti previdenziali privatizzati non possono istituire prelievi straordinari sulle pensioni già liquidate senza un'espressa disposizione legislativa primaria.
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Contributo di solidarietà sulla pensione: prelievo illegittimo
La controversia nasce dall'applicazione del contributo di solidarietà sulla pensione da parte di un ente di previdenza privato dei professionisti. L'ente ha trattenuto somme sui trattamenti pensionistici già erogati per esigenze di bilancio interno. I professionisti in pensione hanno impugnato i tagli, chiedendo la restituzione integrale degli importi indebitamente sottratti. L'ente previdenziale ha eccepito la prescrizione quinquennale del diritto azionato. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del prelievo forzoso, stabilendo che le casse private non possiedono il potere di imporre prestazioni patrimoniali riservate alla legge statale. I giudici hanno inoltre sancito l'applicazione del termine di prescrizione decennale per la restituzione delle somme non corrisposte.
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Prescrizione Contributo di Solidarietà: Cassa vs Pensionato in Cassazione
Un pensionato ha ottenuto la restituzione di un contributo di solidarietà versato alla Cassa di Previdenza. La Cassa ha impugnato la decisione, sostenendo che il diritto alla restituzione fosse soggetto a una prescrizione decennale anziché quinquennale. La Corte di Cassazione ha riconosciuto la complessità della questione sulla prescrizione del contributo di solidarietà. Ha ritenuto che la soluzione richiedesse un'interpretazione uniforme della legge (carattere nomofilattico). Per questo motivo, la Corte ha rimesso la causa a un'altra sezione per una decisione definitiva.
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Prescrizione contributi previdenziali: la Cassazione rinvia la decisione
L'Ente Previdenziale ha impugnato una sentenza che lo condannava a restituire al Commercialista in pensione un contributo di solidarietà. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna, ritenendo il contributo non dovuto. L'Ente ha presentato ricorso in Cassazione, sollevando, tra gli altri, la questione della **prescrizione contributi previdenziali**, sostenendo che il termine dovesse essere decennale. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità e l'importanza giuridica della questione sulla prescrizione, ha deciso di rimettere il caso a un'altra sezione interna per un'analisi più approfondita. Questo significa che la controversia non è ancora risolta nel merito, ma richiede un ulteriore esame per definire il principio di diritto applicabile.
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Contributo di solidarietà: la Cassa rimborsa i tagli
Un gruppo di professionisti in pensione ha contestato i tagli economici applicati dall'ente di previdenza privato sui propri trattamenti tra il 2014 e il 2018. L'ente giustificava i prelievi con la necessità di garantire l'equilibrio finanziario della gestione. I giudici hanno dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà deliberato autonomamente dall'ente e hanno confermato l'obbligo di restituire le somme indebitamente trattenute. La Suprema Corte ha ribadito che le casse privatizzate non possono introdurre decurtazioni su trattamenti già liquidati in via definitiva, poiché ogni prelievo obbligatorio richiede una specifica norma di legge statale.
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Contributo di solidarietà sulle pensioni: cassa condannata
La Cassa di previdenza dei dottori commercialisti ha applicato un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate a un professionista a riposo tra il 2009 e il 2013. Il pensionato ha impugnato i prelievi ritenendoli illegittimi. I giudici di merito hanno accolto la domanda, ordinando la restituzione delle trattenute maggiorate degli interessi legali maturati da ogni singolo prelievo. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'ente di previdenza. I giudici supremi hanno chiarito che le casse privatizzate non possono istituire prelievi forzosi con propri regolamenti interni, poiché solo la legge statale può imporre sacrifici economici simili. Il contributo di solidarietà sulle pensioni imposto autonomamente dalla cassa è quindi illegittimo e le somme indebitamente trattenute devono essere integralmente rimborsate con gli interessi.
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Contributo di solidarietà previdenziale: la Cassazione tutela i pensionati
La Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Dottori Commercialisti (l'Ente Previdenziale) ha imposto un **contributo di solidarietà previdenziale** a un Dottore Commercialista in quiescenza (Il Professionista). Il Professionista ha contestato tale prelievo. La Corte d'Appello ha dato ragione al Professionista, ritenendo il contributo non dovuto. L'Ente Previdenziale ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha confermato che gli enti previdenziali privatizzati non possono imporre unilateralmente un contributo di solidarietà su trattamenti pensionistici già determinati. Questo tipo di prelievo è una prestazione patrimoniale che solo il legislatore può introdurre. Pertanto, la Corte ha rigettato il ricorso dell'Ente Previdenziale, condannandolo a pagare le spese legali. Il Professionista ha vinto la causa.
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Cassa Previdenziale vs. Commercialista: No al Contributo di Solidarietà
La Corte di Cassazione ha confermato che un ente previdenziale privato non può imporre un **contributo di solidarietà previdenziale** su pensioni già liquidate. Il caso riguardava un commercialista in pensione a cui la Cassa aveva richiesto tale contributo. La Corte ha ribadito che un prelievo di questo tipo, anche se finalizzato all'equilibrio di bilancio, costituisce una prestazione patrimoniale che solo il legislatore può introdurre per legge. Pertanto, la Cassa è stata condannata a restituire la somma e a pagare le spese legali.
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Cassa Previdenziale vs. Professionista: La Prescrizione Contributi Previdenziali in Cassazione
Un professionista, titolare di pensione di vecchiaia, ha ottenuto la restituzione di un contributo di solidarietà versato alla sua Cassa di Previdenza. La Corte d'Appello ha confermato questa decisione, ritenendo il contributo non dovuto. La Cassa ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la legittimità del contributo e la durata della "Prescrizione contributi previdenziali", sostenendo dovesse essere decennale anziché quinquennale. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione di diritto (carattere nomofilattico), ha rimesso la causa alla Quarta Sezione per una decisione più approfondita.
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Pensione: illegittimo il contributo di solidarietà
La controversia nasce dal ricorso di un professionista in pensione contro la propria cassa di previdenza. L'ente previdenziale aveva applicato un contributo di solidarietà sui ratei di pensione maturati tra il 2009 e il 2013, riducendo l'importo erogato. I giudici di merito hanno condannato la cassa a restituire le somme trattenute con gli interessi legali calcolati dal momento di ogni singolo prelievo. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione, respingendo le tesi difensive dell'ente. I giudici hanno chiarito che le casse privatizzate non possono introdurre autonomamente un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate. Tale prelievo costituisce infatti una prestazione patrimoniale imposta, riservata in via esclusiva alla legge dello Stato. L'ente deve pertanto restituire tutti gli importi trattenuti illegittimamente.
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Contributo di solidarietà sulle pensioni: la base di calcolo
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento del contributo di solidarietà sulle pensioni a un pensionato iscritto al Fondo Volo, calcolandolo sull'intera quota di trattamento maturata prima della riforma previdenziale del 1995. Il pensionato riteneva invece che il prelievo dovesse applicarsi soltanto alla differenza economica tra la rendita speciale goduta e l'importo ordinario di base. La Corte di Cassazione ha accolto le ragioni dell'Ente Previdenziale, stabilendo che il contributo grava sull'intero importo della pensione maturata nel regime speciale di favore e non soltanto sul margine eccedente.
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Contributo di solidarietà: la Cassa perde e rimborsa la pensione
La Cassa di previdenza dei professionisti ha applicato un contributo di solidarietà sulle pensioni già erogate tra il 2009 e il 2013, riducendo l'importo mensile percepito da un pensionato. Il pensionato ha contestato il prelievo forzoso davanti ai giudici, chiedendo la restituzione integrale delle somme trattenute con gli interessi. La Corte di Cassazione ha dato ragione al pensionato, stabilendo che le casse private non possiedono il potere regolamentare di imporre decurtazioni sui trattamenti già maturati. Tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale obbligatoria che richiede una specifica legge statale. L'ente previdenziale deve restituire tutti gli importi trattenuti illegittimamente, calcolando gli interessi legali a partire dal momento di ogni singolo prelievo.
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