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Contributo Di Solidarietà

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353 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Contributo di solidarietà: stop ai prelievi delle Casse pensioni
Un professionista in pensione ha chiesto la restituzione delle somme trattenute dalla propria cassa previdenziale a titolo di contributo di solidarietà tra il 2009 e il 2013. I giudici di merito hanno accolto la domanda, ordinando il rimborso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso della Cassa. I giudici hanno stabilito che le casse previdenziali privatizzate non possono imporre autonomamente un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate. Tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale imposta che, secondo la Costituzione, può essere istituita esclusivamente dal legislatore statale e non da un ente privato, anche se finalizzata al pareggio di bilancio.
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Contributo di solidarietà: scontro sulla prescrizione in Cassazione
Un professionista in pensione ha ottenuto nei primi gradi di giudizio la restituzione di oltre undicimila euro versati alla propria Cassa di Previdenza a titolo di contributo di solidarietà tra il 2006 e il 2009, ritenuto non dovuto. La Cassa ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la restituzione e sostenendo la prescrizione quinquennale del diritto al rimborso, contrariamente alla decisione dei giudici di merito che avevano applicato la prescrizione decennale. La Sesta Sezione Civile, rilevando la complessità e l'importanza della questione sul termine di prescrizione applicabile, ha ritenuto insussistenti i presupposti per una decisione semplificata. Con la presente ordinanza, la Corte ha rimesso la causa alla Quarta Sezione Civile per una trattazione approfondita.
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Contributo di solidarietà: scontro sulla prescrizione del rimborso
Un professionista in pensione ha ottenuto nei primi gradi di giudizio la condanna della propria Cassa di previdenza alla restituzione di oltre 36.000 euro versati come contributo di solidarietà. La Cassa ha proposto ricorso in Cassazione, eccependo la prescrizione quinquennale del diritto al rimborso anziché quella decennale applicata dai giudici di merito. La Sesta Sezione Civile, ritenendo la questione sulla prescrizione di massima importanza per l'uniformità del diritto, ha rimesso la causa alla Quarta Sezione Civile per una trattazione approfondita.
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Contributo di solidarietà: scontro sui tempi del rimborso
Un professionista in pensione ha chiesto alla propria Cassa di previdenza la restituzione delle somme versate a titolo di contributo di solidarietà per un totale di oltre dodicimila euro. I giudici di merito hanno accolto la domanda, ordinando il rimborso e applicando il termine di prescrizione ordinario di dieci anni. La Cassa di previdenza ha proposto ricorso in Cassazione, contestando sia la non dovutezza del contributo sia il termine di prescrizione applicato. La sesta sezione civile della Corte di Cassazione, con l'ordinanza numero 5356 del 2022, non ha deciso la controversia ma ha rimesso la causa alla quarta sezione. I giudici hanno ritenuto che la questione sulla prescrizione del rimborso richieda una pronuncia di rilievo nomofilattico per garantire un'interpretazione uniforme della legge.
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Contributo di solidarietà: l’avvocato pensionato deve pagare
Un avvocato pensionato, ma ancora professionalmente attivo, ha contestato la cartella esattoriale con cui la Cassa Forense richiedeva il pagamento del contributo di solidarietà per gli anni 2008 e 2009. Il professionista sosteneva di non dover versare tale somma e invocava la violazione del principio del pro rata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'avvocato che prosegue l'attività dopo il pensionamento è tenuto a versare il contributo di solidarietà sui redditi professionali cumulati con la pensione. La Corte ha chiarito che il principio del pro rata non viene violato, poiché non vi è alcuna riduzione del trattamento pensionistico già maturato. Di conseguenza, il professionista è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Contributo di solidarietà: INPS vince contro i pensionati d’oro
Alcuni ex dipendenti telefonici, titolari di trattamenti pensionistici derivanti da un fondo speciale soppresso, hanno contestato le modalità di calcolo del contributo di solidarietà applicato dall'ente previdenziale sulle loro pensioni. La Corte d'Appello aveva dato ragione ai pensionati, stabilendo che il prelievo dovesse applicarsi solo sulla differenza tra la pensione speciale e quella calcolata con le regole del regime generale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che il contributo di solidarietà deve essere calcolato sull'intera quota del trattamento pensionistico maturato nella gestione speciale prima della sua soppressione. Questa misura serve a garantire la stabilità finanziaria dell'intero sistema previdenziale. Di conseguenza, la richiesta di rimborso dei pensionati è stata definitivamente respinta.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione blocca i tagli sulle pensioni
Un pensionato ha contestato il contributo di solidarietà applicato dalla Cassa di previdenza dei commercialisti sulla sua pensione, chiedendo la restituzione delle somme trattenute. La Corte d'Appello ha accolto la domanda del pensionato, dichiarando illegittimo il prelievo. La Cassa ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo la necessità di una preventiva domanda amministrativa e la prescrizione quinquennale del diritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le casse previdenziali private non possono imporre autonomamente un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate. Inoltre, ha confermato che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni e che non serve una richiesta amministrativa preventiva. La Cassa è stata anche condannata per aver rifiutato una proposta di definizione agevolata della causa.
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Contributo di solidarietà: paga di più ma la pensione non sale
Un avvocato pensionato ha fatto causa alla sua Cassa di previdenza per includere nel calcolo della sua pensione un'aliquota aggiuntiva del 3% versata a titolo di contributo soggettivo. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, stabilendo che quel versamento è un 'contributo di solidarietà previdenziale'. Questo tipo di contributo non serve ad aumentare la pensione del singolo, ma a garantire la stabilità economica dell'intero ente per tutti gli iscritti. La Corte ha affermato che gli enti previdenziali privatizzati hanno l'autonomia di introdurre tali misure solidaristiche, che prevalgono sul principio di diretta corrispondenza tra contributi versati e pensione ricevuta. Di conseguenza, l'avvocato ha perso la causa.
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Contributo di solidarietà illegittimo: Cassa condannata
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà sulle pensioni imposto autonomamente da una Cassa di Previdenza privatizzata. Un professionista in pensione si era opposto alla trattenuta, considerandola un prelievo non previsto dalla legge. I giudici hanno confermato che le Casse, pur avendo autonomia gestionale, non hanno il potere di introdurre prestazioni patrimoniali obbligatorie. Tale potere spetta esclusivamente allo Stato, in base al principio della riserva di legge (Art. 23 Cost.). Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire al pensionato tutte le somme indebitamente trattenute, comprensive di interessi. La sentenza ribadisce un limite invalicabile all'autonomia degli enti previdenziali.
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Contributo di solidarietà illegittimo: Cassa condannata, pensione salva
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata a un proprio pensionato. La Cassa aveva applicato una trattenuta su una pensione già liquidata, ma i giudici hanno dato ragione al professionista. Secondo la Corte, le Casse professionali non hanno il potere di ridurre unilateralmente le pensioni in essere. Questo tipo di prelievo, infatti, viola sia il principio del 'pro rata' (che tutela i diritti acquisiti) sia la riserva di legge costituzionale, secondo cui solo lo Stato può imporre prestazioni patrimoniali. L'autonomia della Cassa non può superare i limiti imposti dalla legge. Di conseguenza, il pensionato ha vinto la causa e ha ottenuto il diritto alla restituzione delle somme trattenute.
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Contributo solidarietà pensioni: Cassa condannata al rimborso
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà pensioni imposto autonomamente da una Cassa di previdenza privata a un suo iscritto. La Cassa aveva applicato una trattenuta sulla pensione già liquidata per garantire l'equilibrio di bilancio. Tuttavia, i giudici hanno chiarito che un prelievo di questo tipo è una prestazione patrimoniale imposta. Come tale, rientra nella 'riserva di legge' prevista dalla Costituzione. Solo lo Stato, con una legge formale, può introdurre un contributo di solidarietà. Le Casse private, pur autonome, non hanno questo potere. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire al pensionato le somme illegittimamente trattenute.
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Contributo solidarietà pensioni: Cassa condannata al rimborso
Una Cassa di previdenza professionale aveva imposto un prelievo forzoso, definito 'contributo di solidarietà pensioni', sugli assegni dei propri iscritti. L'erede di un pensionato ha contestato questa trattenuta. La Corte di Cassazione ha stabilito che la Cassa non ha il potere di ridurre unilateralmente le pensioni già maturate. Un prelievo di questo tipo è una prestazione patrimoniale che, secondo la Costituzione, può essere introdotta solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno della Cassa. Di conseguenza, il contributo è stato dichiarato illegittimo e la Cassa è stata condannata a restituire le somme trattenute.
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Contributo solidarietà pensioni private: Cassa condannata
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il prelievo operato da una Cassa di previdenza privata a titolo di contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. La Cassa sosteneva di poter agire in autonomia per garantire l'equilibrio dei conti, ma i giudici hanno stabilito un principio fondamentale: l'imposizione di un contributo di solidarietà pensioni private è una prestazione patrimoniale che richiede una specifica legge dello Stato, come previsto dalla Costituzione. L'autonomia della Cassa non è sufficiente per giustificare un taglio su pensioni già liquidate, violando così il principio della riserva di legge e la tutela dell'affidamento del pensionato. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire le somme indebitamente trattenute.
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Contributo solidarietà casse private: la Cassazione blocca i tagli
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contributo di solidarietà casse private è illegittimo se imposto autonomamente da un ente previdenziale senza una specifica legge statale. Nel caso esaminato, una Cassa di previdenza per professionisti aveva ridotto una pensione applicando una trattenuta per 'solidarietà'. La Corte ha dato ragione all'erede del pensionato, affermando che l'autonomia delle Casse non permette di tagliare unilateralmente trattamenti già liquidati. Tale potere spetta solo al legislatore. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire le somme illegittimamente prelevate.
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Contributo solidarietà pensione: Cassa condannata al rimborso
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà pensione imposto autonomamente da una Cassa di previdenza privata ai suoi iscritti. La Cassa aveva applicato una trattenuta sulle pensioni già liquidate per assicurare il proprio equilibrio finanziario. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che l'ente non ha questo potere. L'introduzione di un prelievo obbligatorio è una materia coperta da 'riserva di legge', cioè di esclusiva competenza dello Stato. L'autonomia della Cassa non può violare i diritti acquisiti dei pensionati, protetti dal principio del 'pro rata'. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire le somme indebitamente trattenute.
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Contributo di solidarietà illegittimo: Cassa condannata al rimborso
La Corte di Cassazione ha stabilito che il prelievo operato da una Cassa di previdenza privata su una pensione già liquidata è un contributo di solidarietà illegittimo. Questo tipo di trattenuta, infatti, si configura come una prestazione patrimoniale che solo lo Stato può imporre con una legge, in base all'art. 23 della Costituzione. Le Casse private possono modificare i criteri di calcolo delle future pensioni per garantirne la stabilità, ma non possono imporre prelievi forzosi su trattamenti già in essere. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire al pensionato tutte le somme ingiustamente trattenute.
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Trattenute sulla pensione: la Cassazione sceglie la prescrizione decennale
Una Cassa di Previdenza effettua per anni delle trattenute su una pensione, qualificandole come 'contributo di solidarietà'. L'erede del pensionato agisce per ottenere la restituzione delle somme, ritenute illegittime. La Cassa si difende sostenendo che il diritto al rimborso sia prescritto in 5 anni. La Corte di Cassazione, invece, dà ragione all'erede, stabilendo che il diritto a recuperare trattenute illegittime non è soggetto alla prescrizione breve di 5 anni, ma alla prescrizione decennale pensione. La Cassa viene quindi condannata a restituire gli importi indebitamente prelevati.
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Contributo Solidarietà Pensioni: Cassa si arrende e il pensionato vince
Un pensionato si oppone con successo alla trattenuta sulla sua pensione a titolo di contributo di solidarietà per il triennio 2014-2016. La Cassa di Previdenza, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, presenta ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, la stessa Cassa rinuncia al ricorso, prendendo atto di un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato a favore dei pensionati. La Corte di Cassazione, di conseguenza, dichiara il ricorso inammissibile. La vittoria del pensionato diventa definitiva: il contributo di solidarietà pensioni era illegittimo e le somme devono essere restituite.
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Contributo di solidarietà su pensioni: la Cassa non può tassare
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà su pensioni imposto autonomamente da una Cassa di previdenza privata. Un professionista in pensione si era opposto alla trattenuta, considerandola un prelievo forzoso non previsto dalla legge. I giudici hanno dato ragione al pensionato, chiarendo che un simile contributo è una prestazione patrimoniale la cui istituzione è riservata esclusivamente allo Stato. Le Casse private, pur avendo autonomia gestionale, non possono imporre tasse o prelievi che modifichino trattamenti pensionistici già maturati. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire tutte le somme illegittimamente trattenute.
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Contributo Solidarietà Illegittimo: Cassa si arrende e pensionato vince
Un professionista si è visto trattenere una somma dalla sua pensione a titolo di contributo di solidarietà. I giudici di primo e secondo grado hanno dichiarato questo prelievo un contributo di solidarietà illegittimo, ordinando alla Cassa di Previdenza di restituire le somme. La Cassa ha inizialmente presentato ricorso in Cassazione, ma in seguito ha rinunciato, riconoscendo l'orientamento ormai consolidato della giurisprudenza. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse. La decisione ha reso definitiva la vittoria del professionista, che ha ottenuto la restituzione del denaro, con spese legali compensate tra le parti.
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